venerdì 31 gennaio 2014

La vipera nella culla

Ogni fine primavera si partiva da casa nostra per andare in valle. Fine di maggio, solitamente. Si partiva dalla Cannobina che non era ancora l'alba. 
Faceva freddo, anche se era primavera.
Quando si entrava in Valgrande, perché in Valgrande si entra, toglievamo le scarpe. Avevamo solo quel paio e non potevamo rovinarlo sulle pietre cattive della valle. Con noi salivano le vacche e le capre.

Amalfi, dove riposa l'apostolo Andrea.


Partiamo alla scoperta di Amalfi dal lungomare.
Sul tratto orientale vi è il Municipio che ospita la "Tabula Amalphitana": codice, del 1100, di leggi marittime e consuetudini amalfitane.

martedì 28 gennaio 2014

Il segreto della chiesa di San Fermo a Verona

Visitare  la  chiesa  di  San  Fermo a  Verona è  esperienza  a  dir  poco  entusiasmante. Equivale  ad  attraversare tempo  e  spazio. E’  incontrare e   attraversare  stili  architettonici  che  hanno  fatto  la  Storia  delll’Arte. 

sabato 25 gennaio 2014

Vogogna, dove si respira la storia.



Vogogna è inserita nella lista dei borghi più belli d'Italia.
Non è un caso.
Ma il modo migliore di raccontare questo piccolo borgo sdraiato tra le ultime vette della Val Grande e le prime cime dell'Ossola ritengo sia capire la sua lunga storia.

Nel 970 vi sono i Primi atti notarili citanti Vogogna.
Nel 1014 Arrigo Il dona il Contado ossolano al Vescovo di Novara.
Nel 1250 Il torrente Marmazza distrugge Vergonte.
Nel 1280 Il torrente Anza distrugge anche Pietrasanta (rifacimento in Vergonte): i superstiti si trasferiscono a Vogogna che diventa capitale dell'Ossola inferiore.
Nel 1332 Giovanni Visconti si impadronisce del governo di Novara e del suo distretto.
Nel 1342 Vogogna e l'Ossola passano sotto il controllo arci vescovile di Milano. Vogogna, con Bellinzona, viene destinata a baluardo di difesa del Ducato di Milano.
Nel 1348 Costruzione del Pretorio, del Castello Visconteo e ristrutturazione delle vecchie mura e della Rocca.




Nel 1360 i Mercenari inglesi al soldo del Marchese del Monferrato, saccheggiano Vogogna grazie al tradimento di Damolo Cigolato.
Nel 1374 Nuovi ordinamenti statutari (vedi Codice Raimondi).
Nel 1375 Sacco di Vogogna da parte degli Spelorci complice il traditore Liota da Colloro.
1376 Convenzione fra il comune di Vogogna e l'ordine dei Cavalieri di Malta relativa al  porto della Masone.
1381 Gian Galeazzo Visconti pacifica le due Ossole (superiore e inferiore).
1410 Invasione svizzera: cade Domodossola ma viene soccorsa e liberata dall'Ossola Inferiore.
1411 Nuova invasione svizzera: gravi danni a Domodossola, mentre Vogogna resiste e respinge gli invasori .
1416 Vogogna tradisce l'Alta Ossola e si allea con i confederati Svizzeri. Così la lettera di riconoscimento: "Zurigo intende accettare l'offerta di amicizia del popolo vogognese..."
Nel 1430 Vogogna perde la giurisdizione sulla valle Vigezzo e (1431) acquista quella su Mergozzo.



1446 Vogogna passa a Vitaliano Borromeo. Sino al 1600 Vogogna sarà residenza dei  Borromeo: splendore di Vogogna
1447 A Milano nasce la repubblica Ambrosiana: l'Ossola inferiore e Vogogna ottengono formale promessa di essere in perpetuo e  solamente governate da Milano
1461 Riforma del Notariato della giurisdizione di Vogogna
1470 Editto di G.G. Visconti che concede privilegio di una fiera in Vogogna, nel mese di settembre, fiera accessibile anche a coloro che risultano gravati da con danne, senza possibilità di essere catturati.
1483 Costruzione del Convento dei Serviti che terranno scuola in Vogogna per diversi secoli.
1487  Le truppe milanesi, al comando di Gilberto Borromeo e Renato Trivulzio, si concentrano a Vogogna in preparazione alla vittoriosa battaglia di Crevola (28 aprile) contro i vallesaní svizzeri del vescovo di Sion.
1513 Vogogna e l'Ossola colpiti dalla peste
1514 Ossolani superiori e Svizzeri saccheggiano Vogogna debilitata dalla peste
1515/22 Dominazione francese
1535/1706 Dominio spagnolo e decadenza di Vogogna
1563/1571 Guerra tra gli Albertazzi (Vogogna) e gli Albasini (Valle Anzasca) con sterminio di questi ultimi.



1598 Visita a Vogogna del Cardinale fiorentino Alessandro de Medici
1610  La più grande alluvione di Vogogna
1629/1632 La peste
1706 Vogogna passa sotto il dominio austriaco
1743 Sconfitti gli austriaci, Vogogna passa sotto casa Savoia
1768 Il Marchese d'Ormea relaziona Carlo Emanuele Il sullo stato di estremo degrado di Vogogna
1771 Il Principe Benedetto di Savoia visita Vogogna.  Riordine della giustizia: Vogogna perde la giurisdizione su Masera, Trontano, Beura e Cardezza. Il Comune viene smembrato in sei Comuni indipendenti
1798 Moti rivoluzionari ispirati ai principi della Rivoluzione francese e guidati dall'avvocato Filippo Grolli.
Battaglia di Ornavasso: vittoria piemontesi sui patrioti. Rocca e Castello diventano proprietà del Comune.
1810 Viene soppresso il Porto della Masone e si costruisce un ponte in legno con pile di  sasso
1818 Il mandamento amministrativo passa a Ornavasso e Vogogna diventa semplice Comune.




Fabio Casalini.

venerdì 24 gennaio 2014

La Basilica di Sant'Ambrogio a Milano

Sfumature di una Milano poco nota: La basilica di Sant'Ambrogio e dintorni.
Milano capitale della moda e del lavoro, la Milano da bere degli anni 80 frenetica e talvolta superficiale che sembra non abbia spazio per il turista se non per i monumenti più noti. 

giovedì 23 gennaio 2014

Antagnod, rascard all'ombra del Monte Rosa.




Ad Antagnod si arriva risalendo la val d'Ayas sino all'abitato di Lignod, dove una strada ampia e facilmente percorribile ci porta in pochi minuti nel cuore di uno dei borghi alpini più caratteristici.
Salendo ad Antagnod, nelle giornate in cui il tempo lo permette, si ammira la massiccia mole del Monte Rosa lato valdostano, dalla roccia nera al Castore, dal Polluce alla piramide Vincent.
Antagnod fa parte del comune di Ayas, a cui però non corrisponde un abitato preciso, per cui tutti i paesi e villaggi sono conosciuti con il loro nome; il luogo di maggior interesse è senza dubbio la Parrocchiale di San Martino; oggi la vediamo trasformata dal rifacimento ottocentesco; Il campanile risale al XV secolo, tranne la sopraelevazione finale che risale al XIX secolo.



Intorno alla chiesa e nelle stradine che da essa diramano sono presenti molteplici rascard: sono costruzioni in legno che risalgono alla tradizione franco-provenzale. Erano edificati a due piani: la loro destinazione era quella del granaio, per quanto concerne la parte superiore, mentre erano sfruttati come stalla ed abitazione per quanto concerne la parte inferiore.
Se trovate del tempo, e lo dovete trovare..., soffermatevi ad ammirare il massiccio del Rosa in tutta la sua bellezza.
Ogni punta sembra aspettarci.
Ogni cima sembra parlarci.
Se riuscite attendete l'alba o il tramonto ammirando il Castore ed il Polluce...sarete ripagati....



Fabio Casalini.

martedì 21 gennaio 2014

Morasco. Il paese sommerso

Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno, forse lo faranno tutti.
[Albert Einstein]

All'inizio del secolo scorso le valli dell'Ossola conobbero un grande sviluppo industriale.
Il settore idroelettrico fu quello che maggiormente partecipò a questa grande corsa al progresso.
Possiamo dire che fu quasi l'unico.
L'industria idroelettrica attirò capitali ed uomini in questo angolo remoto di Piemonte, schiacciato al confine con la Svizzera.

domenica 19 gennaio 2014

Non era un grande regalo di matrimonio, ma almeno non si sprecava il viaggio.

"Son partita da Cannobio subito dopo il matrimonio. Siamo andati, con il marito intendo, in viaggio di nozze a Novara. Novara non a caso. Li abbiamo fatto il carico di riso. Una volta acquistato lo abbiamo nascosto nella biancheria sporca per il ritorno a casa. Novara non era un grande regalo per il matrimonio, ma almeno non si sprecava il viaggio."

Questo è uno dei potenziali inizi del viaggio del riso nella classica direzione da sud a nord.
Il viaggio di nozze era una singola avventura, nel quotidiano il viaggio potrebbe essere raccontato nel modo seguente:

"Eravamo tante ragazze. Eravamo giovani e disposte a tutto per portare a casa qualche soldo.Ci trovavamo sul battello per poi andare a prendere il treno. Si faceva subito compagnia.Arrivate a Novara ci dirigevamo verso i casali dove ci rifornivamo di riso. Riempivamo le nostre valigie pronte per il ritorno a casa".

Ritornata alla stazione di Novara si concludeva la parte divertente e poco rischiosa del viaggio.
Ma le ragazze sapevamo cosa fare in ogni circostanza.

"se le guardie ci fermavano e chiedevano spiegazioni le risposte erano sempre le stesse, ci stiamo per sposare e stiamo tornando dalla visite dei parenti lontani oppure siamo di ritorno dalla visita di certi zii che sapesse come stanno male...."

A questo punto una domanda sorge spontanea, ma se le spiegazioni non davano esito positivo?

" Se il nostro dire non convinceva le guardie, facevamo le civette con loro....insomma eravamo giovani e belle."

Abbiamo capito come il cereale riusciva a giungere dal luogo di produzione ai paesi di frontiera. ora dobbiamo occuparci di come il riso riusciva a valicare i confini tra l'Italia e la Svizzera. 

" Una volta che il riso arrivava nei nostri paesi veniva caricato su spalle maschili. Oddio anche noi viaggiavamo, ma il grosso lo facevano i maschi. Potevano portare anche più di 30 chili sulle spalle per tanti chilometri".
I percorsi di questo periodo del contrabbando volgevano verso il Vallese (Briga) e verso il Ticino (Locarno e Bellinzona). I sentieri che permettevano l'arrivo a Briga erano di quelli da togliere il fiato! Potevano arrivare anche ai 2800 del Passo Mondelli. Molti di questi sentieri non esistevano e furono creati dai contrabbandieri. Per quanto concerne il Ticino vi erano due diverse vie d'accesso: la prima era quella che prevedeva il passaggio dalla valle dell'Isorno, alla valle di Vigezzo per giungere in Valle Maggia o in Verzasca. Quello indubbiamente più utilizzato era quello che prevedeva il passaggio sotto la vetta del Limidario, sopra il lago Maggiore (per la cronaca le fotografie di questo articolo sono tutte riferite alla salita alla vetta del Limidario).
Gli "incidenti", intesi come sparatorie con uccisioni, in questo periodo iniziarono ad essere frequenti, e molti contrabbandieri persero la vita per "passare di la".
Ma questo argomento merita un capitolo a parte di questo racconto che sto iniziando a scrivere.  
Sarò capitolo lungo e doloroso.
Torniamo al riso, inteso come cereale.
I contrabbandieri in questo periodo (che seguiva il periodo del caffè ed anticipava quello delle sigarette) valicarono passi e cime su sentieri che ancora non erano stati battuti dall'alpinismo e dal nascente escursionismo montano. 
Concludendo possiamo ammettere che molti sentieri seguiti oggi da escursionisti o alpinisti vennero aperti dai contrabbandieri.

Fabio Casalini.

Bibliografia
- Contrabbandieri tra Ossola e Ticino. Erminio Ferrari. Tararà edizioni, anno 2000.

venerdì 17 gennaio 2014

Glorenza, la città " punita da un Dio misericordioso".

"La nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura".
In questa frase è racchiusa tutta Glorenza, così piccola da dover uscire dalle mura che circondano la città per andare a messa nella bella chiesa parrocchiale tardo gotica di san Pancrazio.
Nel 1309 Glorenza ottenne il diritto di chiamarsi città!

giovedì 16 gennaio 2014

La torre dei Lamberti, lo stelo di luce.


 “L’anno  1172  fu  brusà tutta  la  città  di  Verona  per  li  cittadini  per  la  gran  parte,ch’era  tra loro, et  in quello  anno fò  fatto  il  fondamento della  torre  di  Signori  Lamberti,che  si  chiama  da  mo  la  torre  delle  campane  sopra  el  Palazzo de  Verona”
                                                                                                                                                                                                                                                                        Cronache  di  Pier  Zagata



 Domina la città . 
E’  l’ edificio   piu’  alto  di tutta Verona . 
E’  una  torre  medioevale.  
I  suoi 84 metri d’altezza  le  donano  slancio di forme architettoniche  che  culminano in una cella campanaria  di  rara  bellezza ,da cui è  possibile  apprezzare un panorama  impagabile. Sotto  di    lei  scorre, sornione, l’Adige. 
Fu eretta  a partire dal XII° secolo, nel  1172,  per  volere  della  famiglia  Lamberti, potente  casato di  cui pare  essersi  persa  ogni  traccia…
L’edificio, mirabilmente  posto  a lato  del  Palazzo  della  Ragione, svetta imperioso  sopra   piazza  delle Erbe ,dominandola . 



Tufo, mattoni e marmo sono i materiali di  cui è  composta in una commistione armonica e ieratica  che lascia il  visitatore  stupito,rapito da tanta e tale maestria.
Le  trifore  e le  bifore della  torre  paiono  fondersi  armoniosamente  sia  con gli archi a tutto sesto  che caratterizzano il porticato del Palazzo  della  Ragione, sia con le  bifore di  rara fattezza, impreziosite  da  snelli  colonnati  che si ergono  agili  e raffinati. 
La  torre  dei  Lamberti  venne terminata  di  restaurare  nel 1464 d.c anche se,ad onor del vero,l’opera impose lavori  sempre  nuovi. L’orologio, infatti,  risalirebbe   al 1779  d.c.  La  struttura è caratterizzata, all’interno, da una scala a chiocciola tramite la quale,in alternativa l’ascensore ,è possibile accedere  alla  cella  campanaria  dove  son poste  “Rengo”  e “Marangona”,le  campane  della  torre che  venivano  suonate  a seconda  della  necessità.
In  caso di chiamata  alle  armi , l’allerta  veniva  dato   dal  suono di  “Rengo”, mentre in  caso  di  incendio  o  semplicemente per   avvisare  i  contadini  del  termine  del  lavoro, la “Marangona . 
Qualora decidiate  di  ascendere  alla  cella  campanaria  a  piedi, sappiate  che  Vi  aspettano  368  scalini ! 
Ma  la  fatica  verrà  ripagata  da ciò che potrete  ammirare…
Sarete  all’ apice  di  uno stelo  di luce!





                                                                                                                           Fabio  Viganò

martedì 14 gennaio 2014

Vagarono due giorni nella prigione di neve

Riale, Valle di Formazza.
E' il 28 dicembre 1953.
Inverno molto strano, due anni prima l'inferno ora la calma, ma è solo apparenza.
La montagna chiama.

domenica 12 gennaio 2014

Di sangue, di ferro e di fuoco.



La sentenza

Non chiedere piu’ alle nubi
di nascondere l’azzurro dei cieli,
o temi forse di scoprire
il chiarore dei miei occhi?

Di me non hai voluto il sangue
falsa cultrice del bello e del buono,
col ferro hai aperto il petto
bevendone assetata l’intimo tutto….

“Dividerai con me il letto nuziale
legittimo;e niente mai potra’ separare
il nostro amore,prima che ci avvolga
la segnata morte…”.Hai sentenziato!


Senza Parole

Quel timore mal celato dal gioire del tuo sguardo
tradisce il sentimento ch’e’ in Te ….
Lontan da Noi,fuori,nel mondo….

l’indifferenza uccide spietatamente
genti inermi e sacrificabili…
Vezzo dei potenti…mai paghi
di sorrisi tintinnanti,falsi e compiacenti…

Tacciono ora dinanzi all’irruente passione!
Attoniti attendiamo l’evento,
che il destino si compia

in un battito d’ali,
nell’agonia dell’oggi…
il vagito del domani…!

Tra le Tue labbra il sussurro dibattuto della preoccupazione
nella speranza il fremere del corpo concesso
alle mie frementi e tremanti mani donato.

                       
Passione

Scorri ancora lenta nelle vene
linfa vitale che nutri’l cuore
Passione con ferro e con fuoco
d’amore c’incendi l’animo.

Ancor non sazia tu emergi
mai  doma dagli animi umani,
spaccando i sospesi intimi indugi,
scoprendoci di te frementi amanti.

Le tetre oscurita’ apparse all’orizzonte
sfumano nel crepuscolare del tramonto;
tace la notte e tacciono gli animi
come assente mi perdo nei tuoi occhi.
                                                                                      

“Mina”

Stamane ho trovato
tutta la voglia del tuo amore,
…il desiderio scritto col rossetto…

…Sullo specchio del bagno
hai lasciato scritto il tuo:”Ti Amo!”…
Ed io…l’ho letto….

                                                                                          
Misticismo

Chi le Madonne
per pregare,
chi madonne
da sollevare…
Talaltri solo
Madonne da scomodare.


                                                                                              
Gioco di bambini

Dire,fare,baciare,
lettere e testamento…

Dire…sempre cio’ che pensi
…se puoi…

Fare,solo cio’ in cui credi
se ritieni giusto.

Baciare,
le belle donne sempre;
…anche le madri
talvolta le amanti!

Dire,fare,baciare
gioco di bambini  le lettere d’amore…
…I testamenti ai morituri
gli eredi gia’ aspettano…


Il sacrificio

Ritmato rintocco di smarrite onde 

come campane a morto sulle rive
zittiscono,come furtivi sguardi,
come silenziosi bisbigli d’amanti

Già rimbombano echi negli anfratti

fendendo il cielo con lame di fuoco,
son mute tutte quelle voci assenti
perduti quegli occhi vuoti astanti… 

Ecco il sudore divenuto sangue 

versato su l’altare sacrificale, 
stillare ancora goccia dopo goccia 
forza mai doma,ferita aperta… 


I principi


Aria acqua

terra e fuoco,
lor son i principi
vagito e crepuscolo del mondo.


Aria è della brezza
come soffice carezza,
Vento come di tempesta
sospinge nubi chiamandole a raccolta.


Acqua,sussurro di ruscello
dai bagliori argentati del guizzo
acqua impetuosa di oceano
che inorridisce lo sguardo.


Fuoco ha il rossore del caldo
l’impeto dell’uomo
fuoco,ah passione del mondo
bellezza agghiacciante di Vulcano.


Terra ha volto di madre
grembo di umana gente
genera frutti succosi
mirabili messi  ondeggianti
pulsanti di passionali amori.

Il tuo potere.

 Quando  alla  fine  saremo
evanescenti   ombre
indistinte  sagome
immerse  in  brezze  fumose …

Quando   ci  smarriremo
fondendoci  l’uno  nell’altra
dimentichi  del  tempo…
allora certamente  saremo.

Pretenderai, è  certo,
ancora  di parlare  di potere
tessendo   trame  subdole,
dimenticando  che ti attende  l’oblio…



Di sangue e di fuoco.


Come  i  bianchi  scogli  i  tuoi  seni
Emergon  impetuosi  dalle  coltri,
sospinti  anche  dall’ansante  petto
sussultante  come  mimasse Vento…

e  nel  possederti  ancor  in  grembo
cingo  veemente  il  sinuoso  fianco
rapito  dal  sempre  maggior  impeto,
m’ aggrappo  fremente  su l’un  l’altro .

Sono  come la  stordita  falena
al  bagliore  della  pallida  luna,
disperato  amante in tempesta

in  balia ancor  delle tue  labbra…



Fabio Viganò.
                                                  

sabato 11 gennaio 2014

Il mio paese.


Non ci sono nato.
Ci sono cresciuto.
Ritengo che bisogna avere rispetto, sempre e comunque, per i luoghi nei quali si lasciano i ricordi di una vita.
Rimpianti e rimorsi.
Vita che passa e non torna più.
Miazzina era considerata il balcone sul Lago Maggiore.
Posizione dominante su Verbania e sul Lago (con la maiuscola, per me il Maggiore è il Lago).
Ritengo che il modo migliore di capire cosa sia un piccolo paese di Montagna (con la maiuscola, in quanto la Montagna è l'unico insegnante che abbia rispettato e ritenuto superiore a me nella vita) possa avvenire attraverso le parole di una persona che in quel paese ci è nato e cresciuto: mio padre. 
L'Alberto o come tutti lo conoscono a Miazzina, il "Mario", chissà poi perché......



Quel piccolo paese in mezzo alla montagna.
Cambia colore ad ogni stagione.
Solo poche case, poca gente tutta uguale.
Quei viottoli di tonde pietre lucide,
levigate dai passi della gente.
Il tempo si è fermato, come per incanto.
Io solo, lo vedo passare......
( "Il mio paese" di Alberto Casalini).



Il vuoto della montagna
tocchi le nuvole.
La roccia flagellata dal sibilo
del vento di tramontana,
sembra rotta dal pianto
di un cuore sgomento.
E' triste quanto viene la sera,
un suono lontano di musica vaga.
Rimango tra terra e sogno.
("il Pian Cavallone" di Alberto Casalini).


Dalle piccole finestre
dai vetri opachi,
guardo cadere i fiocchi di neve.
Nella vecchia casa,
con la borsa dell'acqua calda.
la fioca luce della lampada comunale
illumina il manto candido che si accumula.
Il ghiaccio pende dalle gronde,
spacca a falde dai tetti,
mi fa rallegrare il cuore....
E' l'alba
cade la neve
che ha cancellato
tutti i segni della realtà.

("Neve" di Alberto Casalini).


Fabio Casalini.

Il mistero di Rabbi Low e dell'ultimo Golem di Praga

Il cimitero ebraico di Praga è luogo della memoria.
E' luogo di Culto.
E' il luogo delle vivide suggestioni.
Ma al contempo è anche il luogo del Mistero. 

mercoledì 8 gennaio 2014

Vi era un tempo in cui le aquile rapivano i bambini?

Molte leggende sono nate per spaventare i bambini e tenerli tranquilli nelle lunghe notti invernali. 
Altre sono nate per incuriosirli.
Altre ancora per metterli in guardia da potenziali pericoli che la montagna riserva. 

lunedì 6 gennaio 2014

Pastrengo e la carica immortale.



Sopra il  Lago  di  Garda,  a pochi  chilometri da Lazise, è  situato il  Comune  di  Pastrengo. 
Pastrengo  non  è soltanto  una  piccola  cittadina in  provincia  di  Verona. 
Pastrengo,senza ombra di dubbio, rappresenta  la  storia  d’Italia. Una storia che ci permette  tuttora , a distanza  di  quasi  duecento  anni, di  vivere  liberi , di dirci  italiani.
Una  storia  scritta col  sangue, sussurrata  senza  clamore  ma con amore…Fu  un gesto  di indubbio  valore  ma  soprattutto  di  amore. Era  il 30  Aprile del 1848 . 
I Carabinieri a cavallo,agli ordini del  Maggiore Alessandro  Negri  di  Sanfront, incuranti  del  fuoco  nemico,adempiendo al  proprio dovere di uomini  e di  soldati ,sguainate le sciabole , si  gettano al  galoppo contro il nemico. Le sciabole luccicano al sole primaverile,mentre le pallottole fischiano nel cielo terso…Il  rumore  degli  zoccoli  dei  cavalli lanciati nella folle corsa  è  assordante…
Alcuni cadono, feriti  mortalmente…Cadono  ma non invano…La  carica continua sino all’impatto con gli austriaci. I fendenti  non si contano…Le  lame  si  tingon  di rosso …  
Rosso sangue  nemico…
Ancora  rieccheggia  sul campo di battaglia l’incitamento  degli ufficiali:
”Alla  carica!!!”. 
Poi  il  silenzio  della  Morte  rotto  solo  dai  gemiti  dei  moribondi  e  dalle grida  dei  feriti. Una  carica che vide i Carabinieri mai soli! Tutti , in  quel  giorno,  erano al loro  fianco…Tutti  coloro i quali si identificavano  negli  ideali  di  Libertà  e  Giustizia.
L’ Italia rivoluzionaria  cavalco’ quel  giorno  al loro fianco.
L’impeto fu tale da sbaragliare le forze ostili,  trascinando  con sé tutto l’esercito  piemontese . 
Quel  giorno  si scrisse la storia…Una  storia  sussurrata,senza  clamore  come  da sempre  gli ideali  dell’Arma:”Nei secoli  fedeli “.
Una  storia  che  ci  ha  reso  liberi! Alla nobiltà d’animo,al  coraggio,all’amore  per la Patria,in quella  carica  all’arma  bianca, si ribadi’,qualora  ve ne fosse la necessità, la fedeltà  dell’Arma dei  Carabinieri  alle  Istituzioni, rappresentate allora  dal re Carlo  Alberto. Ideali  che ancor  oggi  rendono  onore  all’ Arma  dei  Carabinieri. 
Ma  Pastrengo  è  anche ottima cucina! Dopo il campo di battaglia è  doveroso  rifocillarsi. Entro nel  Ristorante  Stella d’Italia , gestito  dal Signor  Umberto.
L’ambiente è  accogliente  e  raffinato. L’ospite, premuroso  e  professionale .A  fine pasto,dopo aver  mangiato  bigoli  al torchio con salmi’ di faraona  e del cinghiale all’amarone,a  dir  poco  squisiti,accompagnati  da un buon bicchiere di  Valpolicella Ripasso, riesco ad ottenere un’ intervista con lo chef : Cristina Ronca ,moglie di Umberto.


-Chef…Cucinare  si dice  sia arte…Cos’è per  te  cucinare?
-E’ un lavoro!E’  un  lavoro  che  puo’  dare  soddisfazione  qualora  si  riesca ad  appagare  le  esigenze  del  palato  e…del cliente.

-Preferisci  cucinare  in  modo  tradizionale  o  internazionale?
- Tradizionale.Sono  diventata   cuoca  a  tempo  pieno…da  quando  mi  sono  sposata. Prima  lavoravo  soltanto  nei  fine  settimana. E’  stata  una  scelta  romantica.E’ stata  una scelta  fatta  per  amore  di mio  marito  Umberto. Ci  siamo  avvalsi  della  collaborazione  di uno  chef “ stellato”:Domenico  Burato.

-Quali  sono  i piatti  che  cucini  preferibilmente?
-Sono  i  primi piatti. In  particolare  i  tortelloni  al  burro  fuso.Ma…a  pensarci  bene , anche i ravioli ai porri conditi  col  tartufo   del  Monte  Baldo.


-Ci  daresti  una ricetta  per  i nostri  lettori?
-Si!

-Quale?
- I  bigoli  al  torchio  con  salmi’  di  faraona. Sono  necessari  i  bigoli  al  torchio.A  parte  si  prepara il  sugo  di  faraona ,condita  con  diversi  aromi, tra  i  quali  cipolle , carote,  vino  rosso,  possibilmente  buono, soffritte  in  olio  e  burro . Spezie  a piacere .Mi  raccomando  la  cottura…La  cottura  deve  essere  a  fuoco  lento  per  circa  tre, quattro  ore. Ma  anche  il  luccio  è uno  dei  nostri  piatti  piu’  gustosi,nonché  le  lumache, che  cuciniamo nei  modi  piu’ svariati  ed  intriganti.

-Piu’  che  gustosi! La  cucina è delicata  e succulenta…Superba! Grazie  Cristina. Un  grazie  anche  da tutti i  lettori  de  “ I  viaggiatori  ignoranti “ sia  per la  disponibilità  che per  la ricetta.

Non  termino  l’intervista che  Umberto  mi  offre  una grappa  all’amarone.” E’  delle  nostre  zone…Poi  mi  dirai!”.Il  gusto è  forte ma  raffinato,  il  retrogusto  ha il  sentore  di  tempi  che  furono,passionali  . Mi  mostra  il locale. Mi  dice  di  aver  aperto  un Bed &  Breakfast  che ha  voluto  chiamare :”Ad  Sidera”,come  fosse  porta  per  le  infinite  stelle,testimoni  dell’Amore  immortale…di Pastrengo


Per chi fosse interessato, il ristorante si trova al seguente indirizzo:
Stella d'Italia
Ristorante e camere
di Umberto e Cristina Segattini
Piazza Carlo Alberto, 25
Pastrengo (Verona).


Fabio  Viganò

L'inverno alle porte della Val Grande

sabato 4 gennaio 2014

Trovarsi a Bardolino sperando nel futuro.





Questa sera  non si  puo’  dimenticare l’anno  trascorso. Non si vuole  dimenticare…Si  vuole sperare…Sperare  che questo 2014  sia  piu’ sereno  per tutte le famiglie  e per tutte le  persone.

Dal  lago,a  mezzanotte,arriva  un’aria  gelida  che  sferza il viso  di  tutti  gli astanti.

Sembrano sciabolate. Affondi  cui non si possa  resistere…

Ma  l’uomo  spera…Scruta il  cielo  e l’orizzonte…Chissà…Chissà domani…Ci  si abbraccia…Qualcuno  si  commuove a  un :” Ti  amo!”

Chissà …Forse  davvero  il   domani  sarà  migliore…

All’orizzonte i  fuochi  artificiali  ci   fan  tornar  bambini…

Noi,uomini,  con l’animo  di fanciulli…

Oggi, adesso, è  già  il  domani !

Una signora  brinda al  nuovo  anno  sospirando…”Speriamo  sia  migliore ,amore…”

L’aria del  lago , ora,  non  è  piu’  tanto fredda…  

Uomini  che  non  hanno  perso  la  spontaneità  dei  bambini…





                                                                                                                                                                    
Fabio Vigano’