giovedì 11 dicembre 2014

San Galgano e la spada nella roccia

Galgano nasce nel 1148. [1]
Siamo a conoscenza del nome della madre, Dionisia, mentre per quello del padre vi sono forti dubbi. 
In una biografia datata XIV secolo appare per la prima volta il nome di Guido o Guidotto.
In ragione del nome del padre, a Galgano fu attribuito il cognome di Guidotti. 
Del periodo iniziale della vita del santo non si hanno fonti.
Lo ritroviamo cavaliere, come costume dell’epoca per i figli a lungo desiderati e di buona famiglia.
La sua famiglia rappresentava il braccio armato del vescovo di Volterra per la tutela dell’ordine pubblico ed il controllo della zona di Chiusdino, paese, che si ritiene, natale di Galgano.
Il giovane cavaliere era superbo.
Prepotente.
Dissoluto.
Non disdegnò la lussuria sfrenata.
La sua vita stava per cambiare…. Radicalmente!
Si sarebbe trasformato da cavaliere scanzonato e violento a Cavaliere di Dio!
Il cambiamento dove avvenire grazie l’intervento divino.
Doveva "apparire" l’angelo con la spada!
L’Arcangelo Michele!
Cavaliere terreno, Difensore di Dio!
Galgano fu visitato due volte, in sogno, dall'angelo del Signore.
Durante la prima visione l’Arcangelo convinse il cavaliere ad arruolarsi nelle Milizie Celesti, le truppe di Dio, i difensori della fede!
Nella seconda, l’angelo con la Spada, guidò Galgano al cospetto della Madonna e dei dodici apostoli.
La madre si oppose al volere divino.
Galgano doveva sposarsi con una ragazza di un paese della Maremma.
Il cavaliere, ancora terreno, decise di recarsi al cospetto della giovane.
Era la vigilia di Natale.
Il misticismo pervade Galgano.
Il cavallo, fedele compagno dell’uomo, si arrestò senza preavviso. Non avanzò, seppure spronato dal cavaliere. Galgano decise di trascorrere la notte in una vicina Pieve sperando nella bontà del cavallo il giorno seguente.
L’indomani il cavallo si arrestò nel medesimo luogo. Finalmente il cavaliere comprese. Pregò devotamente Dio di condurlo nel luogo in cui avrebbe trovato la pace spirituale. Il cavallo, senza briglie, condusse Galgano al colle di Monte Siepi, luogo nel quale l’arcangelo Michele lo aveva condotto in sogno alla presenza della Madonna e dei dodici apostoli.
Il primo pensiero? Costruire una croce.
Legna non vi era.
Decise per la spada! 
La conficcò nel terreno!
Galgano supera il concetto di “militia saeculi”, la trascende.
Si trasforma, finalmente, in cavaliere di Dio! 
Combattente della Milizia Celeste.
Il misticismo pervade nuovamente l’uomo.
Una voce lo convince a fermarsi in quel luogo, Monte Siepi, sino alla fine dei suoi giorni.
Si trasforma in eremita.
Il mantello diviene un saio.
Si ciba delle erbe selvatiche e dorme sulla nuda terra.
Altri seguono l’esempio.
Tanti da formare una nuova comunità di monaci.
Il Papa chiama, ma forse Galgano ha bisogno di lui, difficile dirlo.
Si reca in visita da Alessandro III per ottenere l’approvazione della sua nuova comunità di monaci.
Galgano non può sapere!
Dei monaci stanno attentando alla sua nuova vita!
Durante il suo viaggio a Roma, tre individui distruggono la capanna nella quale riposava e, fatto ancora più grave, spezzano la spada conficcata nel terreno.
La croce di Galgano non c’è più!
La spada baciata dall’arcangelo Michele è spezzata!
Il castigo divino arriva, doloroso e devastante.
Il primo monaco annega in un fiume nei pressi del luogo nel quale ha compiuto l’orribile misfatto.
Il secondo brucia, incenerito da un fulmine!
Il terzo si salva, dalle fauci di un tremendo lupo, solo invocando Galgano, chiedendo il perdono all’uomo portatore della spada di Dio!
Galgano saluta Alessandro III lasciandolo ai suoi, innumerevoli, impegni politici.
Torna a MonteSiepi.
Un grido di dolore si alza al cielo.
La spada è spezzata!
Il suo sogno infranto.
Il misticismo pervade nuovamente la sua vita.
Una voce sussurra di ricomporre la spada e di conficcarla nella roccia.
“la spada si ricostituì più forte di prima”. [2]
La tranquillità, finalmente, entra nella vita di Galgano.

Costruì un romitorio dove passò il resto dei suoi, pochi, giorni terreni in preghiera e meditazione.
Il 30 novembre del 1181 una luce immensa annunciò la morte al cavaliere di Dio.
Alla tumulazione parteciparono i vescovi di Massa Marittima, Siena e Volterra.
In pochi anni Galgano arrivò al cuore della gente di Chiesa.
La vita finì nel luogo indicato dall'Arcangelo.
La spada rimase conficcata nel terreno.
Il mito della primitiva Legio Angelica, la legione Tebana di San Maurizio, probabilmente non ebbe grande eco in Toscana, in quanto la Svizzera ed il Piemonte erano lontani, quindi si edificò una pari tradizione con un nobile, di nascita, cavaliere che abbandonò mantello e spada.
La spada di Galgano è la Sacra Lancia di Maurizio, comandante della Legio Angelica, che troverà una sua consacrazione con la nascita dell'ordine dei Cavalieri Templari.
La Sacra Lancia è stata cercata e voluta da tutti.
La spada di Galgano, la croce dell’uomo che ricorda Dio, è stata violentata per secoli
“la spada fino al 1924 era conficcata in una fessura della roccia e poteva essere estratta”. [3]
Il parroco di MonteSiepi in quegli anni decise
“bloccò la lama versando del piombo fuso nella fessura”. [4]La spada è ora bloccata.
Il capo delle Milizie Celesti in Terra può riposare.



Fabio Casalini

[1] La data di nascita di Galgano è assolutamente indicativa.
[2] M.Moiraghi. Inquisitio in partibus.
[3] - [4] Relazione integrale del professore Garlaschelli. 2001.

19 commenti:

  1. Luogo molto interessante che ho visitato qualche anno fa. Il luogo della spada (Montesiepi) però si intravvede solo a sinistra dell'ultima foto, sulla collinetta, ed è davvero caratteristica tutta la costruzione circolare che fa da "contenitore" alla spada. Un saluto
    Malles

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    1. Ciao.
      Hai perfettamente ragione!!!
      Cercavamo misticismo nelle fotografie e nel testo.
      L'abbazia "scoperchiata" e la spada "sotto vetro" sono un buon veicolo di mistero, leggenda, supposizioni e forse superstizioni, non trovi?

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    2. Senza alcun dubbio, li, tutto "trasuda" misticismo, abbazia a cielo aperto in primis, bravi. Di nuovo, saluti
      Malles

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    3. La Rotonda di Montesiepi piacerebbe raccontarla attraverso i suoi affreschi.

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  2. Mah...nel libro che ho io...i fatti si discostano un poco da quelli descritti qui! Specialmente x quanto riguarda l' inamovibilità della spada

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    1. Ciao. Per quanto concerne la vita di Galgano non esistono fatti certi ed esistono diverse versioni. Il racconto è chiaramente enfatizzato sul passaggio dalla vita mondana a quella monastica. Per quanto concerne l'inamovibilità della spada... anche qui esistono diverse versioni. Mi sono attenuto alla relazione citata alla fine del racconto, in quanto la trovo completa. (Relazione del prof. Garlaschelli del 2001). Tale scritto lo puoi trovare facilmente nel web. Grazie per il tuo intervento.
      Fabio.

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  3. meraviglioso il luogo, splendida la storia...ancora i milites ....complimenti

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    1. Grazie per i complimenti!
      Siamo in presenza di Milites umani e non dalla forma antropomorfa come nelle romaniche chiese del Nord Italia.
      Galgano figura da indagare a lungo.
      Fabio.

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  4. Un ottimo testo in proposito è quello di Andrea Conti e Mario Arturo Jannaccone "La spada e la roccia", ma è di una decina di anni fa, non so se c'è ancora in commercio; recentemente c'è stato un convegno a Chiusdino, sull'iconografia di San Galgano; ne sono stati pubblicati gli atti in una bellissima pubblicazione, il volume si chiama "Speciosa Imago".

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    1. Grazie per l'ottimo suggerimento.
      Provo a cercare nel web il testo suggerito.
      Cercando avevo trovato la relazione del dott. Garlaschelli del 2001.
      Fabio.

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    2. Il posto è sicuramente coreografico di un'immanenza e d'una trascendenza unica. Figurati ci ho incontrato un amico che non vedevo da 40 anni ..... Un pizzico di magia o forse di follia ...ma certamente unico nella sua Luce esoterica...

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  5. I due testi - "La spada e la roccia" di A. Conti e M. A. Iannaccone (Sugar.Co edizioni, Milano) e "Speciosa imago: l'iconografia di San Galgano dal XIII al XVIII secolo" (Nuova Immagine ed., Siena) - sono ancora reperibili in varie librerie on-line o su e.bay. Credo che su questo santo siano i migliori testi pubblicati, poichè di grande rigore scientifico, sopratutto il primo che ricostruisce la storia del santo partendo dall'analisi di tutte le fonti medievali, a partire dal processo di canonizzazione e poi dalle varie biografie primitive; è interessante la comparazione con l'epopea arturiana che occupa la seconda parte del libro; l'altro testo, quello sull'iconografia, è stata redatto da un team di una decina di studiosi, docenti di storia dell'arte per lo più, ed è ricchissimo di immagini, alcune molto rare del santo, che si trovano in numerose chiese e musei sia di Siena che di altre parte del mondo.

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    1. Ti ringrazio per l'informazione. Sono appena tornato da due settimane in Toscana. Ho visitato alcuni luoghi nei pressi di Montesiepi. Si respira aria diversa. Ho trovato diversi testi, poi non acquistati, in loco. Sto cercando il libro, indicato in questi commenti, di Conti e Iannaccone.
      Grazie di nuovo.

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  6. A parte le splendide immagini, che parlano da sole, è stato molto interessante scoprire una sorta di "gemello agiografico" di San Maurizio e della sua Legio Angelica. Quanti elementi comuni nelle vite di santi geograficamente distanti ! Evidentemente l'immaginario collettivo è una regione molto ampia e dai labili confini. Se poi aggiungiamo i richiami all'epopea arturiana come giustamente sottolinea il commento anonimo sopra...

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    1. ciao Laura. San Maurizio era a capo di una Legione "fisica", anche se mai esistita nelle forme raccontate dall'agiografia, Galgano era a capo di se stesso come strumento di difesa della fede. La spada di entrambi è il loro simbolo.
      Simbolo cercato, voluto e gelosamente custodito.
      Avrà un significato?
      Fabio

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    2. In effetti...quante spade tra i Santi...custodite gelosamente anche dopo la "conversione" alla vita spirituale. Come speciali reliquie. Sicuramente con valenza simbolica molto forte.

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    3. Laura ho scritto a proposito della spada che infilata nel terreno diviene Croce.
      Simbologia molto forte.

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  7. Ciao chi è stato a vedere la spada nella roccia ha notato la cupola che sta sopra la stessa spada, se Galgano è stato cavaliere templare la cupola è pura semiotica

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    1. Per coloro non dovessero conoscere il termine: la semiotica è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso (detto significazione).
      Ora che Galgano sia realmente esistito è tutto da provare. Qualora fosse esistito ritengo sia stato anticipatorio dei movimenti similari a quello di Francesco.
      Che fosse un templare sarebbe davvero intrigante....
      Fabio

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