mercoledì 10 dicembre 2014

La chiesa della Madonna delle ballerine

Milano è ricca di storie ma la città, molto spesso assorta nel suo frenetico quotidiano, sembra avara e schiva, per poi piacevolmente sorprenderti, se hai pazienza ad osservare, lasciandoti scoprire quanto di bello è possibile trovare in una città che va sempre troppo di fretta.
Nel lontano 285 Fedele, aronese di nascita ed al tempo al servizio di Marco Aurelio Massimiano, venne decapitato in un luogo detto Sommolacuano ed in seguito sepolto e venerato nella chiesa di San Fedele a Como dove una lapide murata, purtroppo oggi scomparsa, confermerebbe la circostanza. Il nostro articolo si concentra però sulla chiesa di San Fedele, che si trova a Milano nella omonima piazza tra palazzo Marino e galleria Vittorio Emanuele II. 

La basilica venne edificata nel XVI secolo, di dimensioni più modeste rispetto alla attuale. La chiesa nella sua prima versione, con tutta probabilità, venne costruita su un edificio sacro già esistente all'epoca che aveva il nome di Santa Maria in Solariolo, furono poi i Gesuiti nella seconda metà del 1500, quando venne a loro affidata per volere di Carlo Borromeo, ad iniziare lavori di restauro e primi ampliamenti che terminarono nel 1579 anno in cui, lo stesso Carlo Borromeo, volle celebrare la messa di consacrazione.


Successivamente alla soppressione dell’ ordine dei Gesuiti nel 1773, la chiesa fu affidata ai canonici della trecentesca chiesa di Santa Maria alla scala , al tempo abbattuta per far posto alfamoso teatro, fu da allora che la chiesa assunse il “titolo” di Santa Maria della scala in San Fedele dando nuova casa alle opere contenute precedentemente nell’ edificio distrutto.
Due meravigliose opere d’ arte, che potete chiedere di mostrarvi al sacerdote fuori dall’ orario della S. Messa, sono la sagrestia in noce completamente intagliata e lavorata dal Padre Gesuita Daniele Ferrari (e non per nulla definita la più bella di Milano) e l’ attigua cappella che contiene un dipinto della Madonna del Latte dei Torriani (ricca famiglia milanese).
La cappella ha anche una piccola entrata che da sulla attigua via Case Rotte, ed un tempo aperta al pubblico per poter entrare in cappella senza obbligatoriamente dover attraversare l’ intera chiesa. E’ stata forse quell'entrata, un po’ appartata, che ha fatto in modo che diverse etolie del Teatro della Scala facessero visita per una preghiera o un semplice raccoglimento prima di importanti rappresentazioni. Particolarmente devote erano le ballerine sia in erba che famose, tra le quali ricordiamo Carla Fracci, che erano solite lasciare omaggi floreali prima di debutti o saggi per una buona riuscita della performance. Questa consuetudine ha ribattezzato il dipinto della Madonna dei Torriani oggi conosciuta anche come la “Madonna delle Ballerine”.
All'interno della chiesa è possibile ammirare l’ eleganza degli effetti cromatici realizzate grazie all'attenta cura nella scelta dei materiali di cui la basilica è costruita, tra i quali spiccano le tonalità rosee della facciata realizzata con pietra d’ Angera sul Lago Maggiore, che è stata portata agli antichi splendori da una recente opera di restauro.
Ai fianchi della navata centrale nello spessore delle mura sono state realizzate quattro cappelle laterali dedicate a diversi personaggi, tra i quali ricordiamo Sant’ Ignazio di Loyola, ed arricchite da diverse decorazioni ed opere d’ arte del 1400/1500 provenienti, come precedentemente detto, dalla chiesa di Santa Maria della Scala.
Nella piazza antistante la chiesa vi è la statua di Alessandro Manzoni a ricordo della morte dello scrittore causato da una caduta nella quale battè il capo proprio contro una balaustra ma anche perché, abitando l’ artista nella vicina Via Gerolamo Moroni 1, nella chiesa di San Fedele era solito pregare ed una lapide in bronzo sul lato sinistro dell’ altare maggiore ne ricorda il punto preciso.

Marco Boldini.

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