giovedì 18 dicembre 2014

La chiesa che nascondeva le spade

In alto, sopra un poggio roccioso.
Luogo sacro, da sempre.
Sacrum continuum! 
Spazio nel quale si edificano luoghi di culto delle nuove religioni privilegiando i siti dove vi era la presenza di culti precedenti.
Nel caso della Parrocchiale di Crevoladossola, il culto precedente era la roccia!
La chiesa attuale è un edificio particolare.
Luogo a metà strada tra il religioso ed il militare.
La dedicazione della Chiesa: Santi Pietro e Paolo.
Se volessimo inseguire la suggestione della presenza longobarda in Ossola, potremmo dire che questa dedicazione appare spesso in luoghi strategici dal punto di vista militare. In questo angolo di mondo, sospeso tra le Alpi ed il Lago Maggiore, ritroviamo chiese dedicate ai santi Pietro e Paolo a Gravellona Toce e Malesco, potenziali luoghi di ingresso degli invasori.
Andiamo oltre.
Il martirio. San Paolo venne trafitto dalla "spada romana" sotto l'imperatore Nerone, motivo per cui viene rappresentato con in mano una spada. San Pietro venne crocifisso a "testa in giù". 
San Paolo raffigurato nella facciata della chiesa di Crevoladossola.
La croce.
Traslando dalla letteratura medievale, dalla leggenda di Galgano e di coloro che seguiranno il suo esempio, cosa altro è la croce se non una spada conficcata nel terreno?
Non fermiamoci a queste prime visioni. 
Le pareti esterne della Chiesa sono adornate da "Milites Christi", i miliziani di Cristo, i difensori della fede cristiana dagli invasori infedeli!
I Milites Christi sono presenti in diverse chiese Ossolane, basti pensare a Villadossola, a Montecrestese e Trontano. Sono raffigurazioni di militari, di soldati al servizio della chiesa, al servizio della fede.
Ma, qui, i Milites  non difendono la Chiesa, difendono il luogo sacro, considerato strategico in quanto posto all'imbocco tra due valli.
La facciata della parrocchiale ci permette di ribadire il concetto di chiesa militare, in quanto ritroviamo San Bartolomeo, apostolo raffigurato con il coltello del suo martirio, e Sant'Antonio Abate, padrone del fuoco e combattente, in quanto si recò all'inferno per strappare le anime dei dannati al demonio.
San Bartolomeo raffigurato sulla facciata della Chiesa.
Entrando in chiesa, sulla sinistra, troviamo la fonte battesimale ma, con sorpresa, alle spalle della stessa non vi è il dipinto che raffigura Giovanni Battista nell'atto di battezzare. L'affresco è posto esattamente di fronte a dove dovrebbe essere, sul lato di una splendida Madonna con bambino difesa da San Rocco e San Sebastiano.
Madonna con bambino tra san Sebastiano e san Rocco.
Perché difesa?
Entrambi questi santi sono invocati contro le malattie, per esserne preservati. Inoltre tra gli attributi di San Sebastiano vi sono le frecce, simbolo del suo supplizio:
"fu trafitto da tante frecce da sembrare un istrice..."
Il dipinto è sublime!
Di una bellezza che cattura e che affascina.
Non è facile distogliere lo sguardo ma, siamo qui per comprendere, per capire cosa si cela sopra la sacra roccia.
La direzione è segnata.
Navata centrale con, sullo sfondo, il presbiterio.
Ci attende il Presbiterio, gioiello assoluto dell'arte sacra in Ossola!
Il luogo è presidiato!
Ai lati troviamo i santi Gervasio e Protasio. 
I due, gemelli, figli di San Vitale e Santa Valeria sono martiri della Chiesa. Gervasio trovò la morte tramite flagellazione mentre il gemello, Protasio, fu decapitato. 
San Protasio viene rappresentato con la spada!
Nuovamente spade! 
Nuovamente difensori della fede!
Il gemello Gervasio viene identificato dalla palma del martirio ma, anche qui un piccolo ma ci viene in soccorso, l'etimologia del nome, derivato dal tedesco, ci porta a pensare ad una lancia acuta.
Per cui da un lato del presbiterio abbiamo una spada, San Protasio, e dall'altro una lancia, San Gervasio. Il presidio è ora giustificato e spiegato.
Chiedendo il permesso ai "guardiani" avanziamo. 
Sul lato destro troviamo il martirio di San Pietro e sul lato opposto la conversione di San Paolo.
La bellezza dei dipinti non interrompe la nostra ricerca ed il nostro cammino.
In fondo al presbiterio il trigramma di San Bernardino.
Il trigramma di San Bernardino difeso da San Giorgio e San Sigismondo.
Il trigramma IHS è un acronimo derivato dal latino "Iesus Hominum Salvator".
La sigla viene denominata di San Bernardino in quanto il santo di Siena diede particolare impulso all'utilizzo dello stesso, aggiungendo i dodici raggi al sole, malgrado fosse stato ideato dal quasi eretico Ubertino da Casale.
Allargando lo sguardo si nota subito che vi sono  due santi a difesa del trigramma.
Sul lato sinistro San Giorgio, rappresentato con lo stendardo e la spada. 
Sul lato destro San Sigismondo, rappresentato con il globo, ma normalmente come attributo ha la spada o la croce.
Per quanto concerne San Giorgio la tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, in una eterna lotta tra il bene ed il male. 
San Giorgio combattente della fede a difesa della fede!
San Sigismondo, il cui nome derivandolo dal tedesco significa difendere con la vittoria, è il Re che fece costruire il primo monastero nel luogo del martirio di San Maurizio.
San Maurizio era il comandante della Legione Tebana e le sue armi sono reliquie da sempre venerate e ricercate, basti pensare alla Sacra Lancia ritenuta in possesso di capacità miracolose in battaglia.
Volgendo ora lo sguardo in alto una sorpresa!
Le sibille!
Il giro delle Sibille a chiudere verso l'altro il Presbiterio.
Le sibille sono leggendarie profetesse della mitologia greca poi traslata in quella romana. I primi cristiani videro nelle predizioni di queste donne preannunci dell'avvento di Cristo. Possiamo vederle come la controparte femminile dei profeti.
Le sorprese artistiche della parrocchiale di Crevoladossola non finiscono qui.
L'apparato delle vetrate è grandioso, e famoso.
Vetrate del Presbiterio.
Questa chiesa è un luogo di difesa.
La presenza di santi - martiri - combattenti non è casuale.
In questa iconografia si è voluto vedere un allontanamento dei signori, appartenenti alla famiglia Della Silva, che hanno commissionato le opere, dal Ducato di Milano, per avvicinarsi a posizioni vicine alle popolazioni nordiche.
Il gotico presente nella parrocchiale di Crevoladossola si allontana dall'idea artistica dominante, che risaliva da Milano, nel tempo in cui l'apparato iconografico venne realizzato.
Ho parlato della possibilità di vedere la croce del martirio di San Pietro come una spada conficcata nel terreno.
In questo affresco, magnifico, presente nel presbiterio della chiesa si ha la sensazione di poter avere ragione.
Martirio di San Pietro.
Ultima annotazione.
Ai lati del martirio di San Pietro e della conversione di San Paolo appaiono nuovamente le figure di san Sebastiano e san Rocco, che abbiamo visto essere difensori...

Fabio Casalini


8 commenti:

  1. Una domanda spontanea dopo questa lettura a dir poco splendida.... Luogo sacro o fortezza?
    Grazie come sempre per far lavorare le nostre menti!

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    1. Grazie per i complimenti!!!
      Il mio parere personale non lascia dubbi al fatto che si tratti di una fortezza a difesa del luogo mascherata da edificio religioso. Alla fine i Milites Christi e le spade presenti all'interno, e all'esterno dell'edificio, consentono anche la difesa della fede.
      Ciao!!!

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  2. Solo una precisazione: il trigramma non è un'abbreviazione del greco, ma un acronimo del latino "Iesus Hominum Salvator".
    Ciao, bell'articolo.

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    1. Grazie Forzino!!!
      Importante precisazione! Grazie per i complimenti!
      Fabio Casalini

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  3. Complimenti sig. Casalini per la descrizione accurata
    Ammetto che inquieta la presenza di tanti santi soldati.

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    1. La ringrazio Alberto.
      Non si inquieti sono a difesa del luogo......

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  4. Complimenti pure per le foto, nitide ed eloquenti all'articolo.
    Malles

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    1. Ciao Malles! Grazie per i complimenti.
      La chiesa permetteva molti giochi fotografici.
      L'allungarsi, tipico del gotico, è uno spettacolo da fotografare!!
      Ciao!

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