Viaggiare.


Non vi è differenza alcuna tra l'amor ed il viaggiar, entrambi conservano l'antico spirito dell'abbandono della certezza, spinti dall'impetuoso sublime attimo di smarrimento in cui il viaggio diventa essenza di vita, tale come infondo divien l'amor, per nuovi sperduti orizzonti, imprevedibili, inesplorati ed ignoti, misteriosi ma essenziali all'essenza stessa.

E non vi è uomo che può dir di aver vissuto se mai ha viaggiato o mai amato, perché non servono denari per poter partir davvero, il viaggio autentico parte nell'animo di ognuno di noi, avventurandosi negli sperduti boschi dei suoi pensier, sollazzandosi sulle giocose rive solitarie delle sue emozioni, ed immergersi nel mar più profondo del sentimento che ci governa, animandoci nei giorni, per poi infine pervenir alla vetta più maestosa, la cima più ardua; la consapevolezza di ciò che siamo.
Il viaggio può divenir a tal punto non un solitario pellegrinaggio dell'animo ma una condivisione dell'ignoto, di splendide speranze che allietano il lungo tragitto e la destinazione prefissata, ma può capitar anche che il luogo stesso divenga la tua amata, ed il viaggio il sentiero più dolce per giungere da lei.

Un mio piccolo pensiero.

Vola o cuor mio,
viaggia laddove l'incertezza non giunge,
dove l'aria tersa libera da ogni peso,
da ogni impedimento dell'animo mio.
Viaggia o cuor mio,
oltre il limite imposto dagli occhi,
dalle mortal mie mani
e dalla mente mia terrena.
Perditi o cuor mio, perditi ancor
e ancor una volta.
Perditi nei lunghi sentieri
che conducono da lei.
Perditi mio cuor perché è lì che
giace sepolto tutto il senso,
è lì che dorme la vita.

Simone De Bernardin.


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