Ottone, la Regina Villa ed il Sacro Romano Impero.

Come abbiamo narrato nella prima parte della storia della regina Villa, nel 957, Liudolfo, figlio del re sassone Ottone I, muore a Pombia durante l'assedio ai re d'Italia sul lago d'Orta (che allora era conosciuto come lago di San Giulio).
L'esercito tedesco si scioglie come neve al sole, e Villa con il marito Berengario II può tornare alla capitale del regno d'Italia, Pavia.
Questo regno comprendeva l'Italia centro-settentrionale e alcune regioni alpine che oggi appartengono alla Svizzera e alla Francia, ed era continuamente minacciato da Ungari, Bizantini e Arabi al sud. Ma erano soprattutto le guerre e le faide interne tra i grandi feudatari a travagliare i nostri re, tanto che la corte di Pavia era preda di lotte feroci e crudeli tradimenti. Anche la nostra Villa non era certo una mammoletta, e per mettere un poco di ordine dovette alla fine muoversi il re tedesco in persona.
Ottone, duca di Sassonia, divenne re di Germania nel 936: uomo di grandi qualità personali e capacità militari, seppe riprendere il percorso iniziato oltre un secolo prima da Carlo Magno e resuscitare l'Impero Romano. Lotto' molti anni per frenare i popoli che premevano ai confini e, per diminuirne il potere sostituì i grandi feudatari con i vescovi-conte. Regolate queste due fondamentali questioni, poté passare le Alpi per sistemare gli affari con i re d'Italia e il papa. 
Nell' autunno del 961 Ottone passò il Brennero con il suo esercito e si diresse verso Milano. A Pavia, frattanto, Adalberto, figlio di Villa e Berengario, propose ai genitori di abdicare a suo favore; probabilmente avrebbe salvato capra e cavoli, poiché la sua figura era gradita sia ai vescovi-conte, schierati con Ottone, sia ai signori laici, schierati con Berengario. Quest'ultimo accettò la proposta, ma Villa rifiutò sdegnosamente: era e sarebbe rimasta la regina. E siccome i pantaloni li portava lei, anche il marito dovette cambiare idea e decisione. Fu così che i capi dell'esercito di Berengario, schierati con Adalberto, delusi e rassegnati, abbandonarono ogni tentativo di difesa e se ne tornarono ai loro domini in attesa dei prevedibili eventi. In queste situazioni, a Villa non rimase che rifugiarsi, come cinque anni prima, sull'isola di San Giulio (con il tesoro reale), mentre il marito si asserragliava nella rocca di San Leo, in Romagna.
Ottone I a Milano dichiarò decaduti Berengario II e Villa, e a Pavia, dove trascorse quel Natale, si fece incoronare re d'Italia. Come scrisse Arnolfo nel suo Liber gestorum recentium "egli fu il primo germanico a diventare imperatore d'Italia ".
All' inizio del 962, invitato dal papa Giovanni XII, scese a Roma e il 2 febbraio ebbe la corona imperiale. Era l'inizio del Sacro Romano Impero di stirpe sassone, che ebbe vita travagliata ma millenaria: infatti alla dinastia sassone seguì quella degli Hohenestaufen (tra i quali Federico Barbarossa) e infine quella austriaca degli Asburgo. 
Formalmente il Sacro Romano Impero creato da Ottone terminò solo nel 1806 per opera dei cannoni di Napoleone Bonaparte.
Piccola curiosità per il Viaggiatore che vuole essere un po' meno Ignorante: la corona imperiale di Ottone è conservata alla Hofburg a Vienna, unitamente ad altre insegne regali del Sacro Romano Impero (la spada di San Maurizio, il Globo, la Croce ecc.).
Un viaggio a Vienna non può trascurare questi capolavori pieni di storia.
A questo punto Ottone può intraprendere l'ultimo atto della sua opera: eliminare i deposti re di Italia .
Lasciato ai suoi generali il compito di stanare Berengario da San Leo,nella primavera del 962 l'imperatore sale al nord per chiudere la partita con l'ex Regina Villa. A giugno è in vista del nostro lago.
Quello che avvenne nei tre mesi seguenti sarà argomento del prossimo capitolo.

Teruggi Pietro Giuseppe.

Illustrazioni
[1] Ottone I sottomette Berengario.
[2] Ottone I rappresentato nella cattedrale di Strasburgo.
[3] La corona di Ottone I a Vienna.

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