Il mistero delle Milizie delle Terre

1128 Francia.
Bernardo da Chiaravalle compone il “De Laude Novae Militiae”, il cui significato, elogio della nuova cavalleria, supera la semplice descrizione.
In questa esposizione Bernardo cerca giustificazione per l’Ordine del Tempio, il cui primo nome, poveri compagni d’armi di Cristo e del Tempio di Salomone, trova fondamento per quelli che seguiranno, movimento militare e cristiano, divenuto noto con il termine di Cavalieri Templari.
Bernardo, per non allontanare i monaci guerrieri da Dio, crea il “malecida non homicida” come giustificazione cristiana all’omicidio!
Si devono uccidere i nemici, gli infedeli, che si sono allontanati da Dio!
Il cavaliere Templare se uccide non è un omicida è un malicida!
Dio avrà grazia di lui.
Nascono le “Milites Christi”.
1291 Macugnaga.
Trattato di pace tra i conti di Biandrate e gli abitanti delle valli Anzasca e di Saas.
In questo trattato per la prima volta appare il termine “homines argentarii”, uomini dell’argento. Con molta probabilità le miniere d’oro erano conosciute ai Celti ed ai Romani. In questo contesto appare credibile che alcuni luoghi di questa valle siano baluardi difensivi sin da tempi lontani, da quando i romani spodestarono i Leponzi dal controllo della valle e dal tesoro che sotto di essa giaceva.
1535 Vigevano.
Muore Francesco II Sforza, Duca di Milano.
L’Ossola passa sotto il diretto controllo della Spagna.
1612 Ossola.
La Spagna ordina al governatore di Milano, marchese Mendozza, di invadere il Piemonte per fermare il duca di Savoia che bramava la conquista del Monferrato.
In tutta l’Ossola si formano le “milizie delle terre” con il preciso compito di presidiare i luoghi forti ed, eventualmente, sussidiare le truppe di Sua Maestà Cattolica.
1613 Bannio, valle Anzasca.
La ragioneria di Bannio chiede al vescovo di Novara di sistemare la vecchia cappella dedicata alla Madonna della Neve e del Gelo.
1617 Piemonte.
Le Milizie delle Terre ossolane vengono chiamate a combattere il duca di Savoia. Si distinguono nelle battaglie di Novara, Vercelli e Carpignano Sesia.
1622 Bannio, valle Anzasca.
L’oratorio dedicato alla Madonna della Neve è inaugurato. La Milizia di Bannio svolge la funzione di guardia d’onore dell’evento. In quel preciso momento la Milizia muta la sua funzione, non più di difesa del territorio ma di tutela della Madonna e dei luoghi sacri.
1641 Calasca, valle Anzasca.
Anno di fondazione del Santuario della Gurva, ubicato nel comune di Calasca. La Milizia delle Terre di Calasca, formatasi negli anni 1612-1614, accompagna la processione e l’inaugurazione del santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. La Milizia di Calasca si pone immediatamente come protettrice della Madonna dispensatrice di miracoli. Come a Bannio la Milizia muta il suo compito, da difensivo delle terre a protettrice della fede.
1797 Calasca, valle Anzasca.
Iniziata nel 1791, la Cattedrale nei Boschi viene ultimata. Sei anni, solo sei anni di lavoro per erigere una grandiosa chiesa all’interno della Valle.
Sulla facciata compare questa dedica: “divo Antonio Magno populus calaschae”, il popolo di Calasca al grande Sant’Antonio. La Cattedrale nei boschi è dedicata a Sant’Antonio Abate, protettore del fuoco.
1805 Calasca, valle Anzasca.
La Milizia di Calasca nomina suo protettore San Valentino martire.
Le reliquie del santo giunsero dalle catacombe romane e vennero deposte all’interno della Cattedrale nei Boschi.
Ho cercato di ridurre al minimo l’impatto delle date e degli eventi.
Era fondamentale ripercorrere la sequenza temporale per comprendere il funzionamento delle Milizie delle Terre.
La Valle Anzasca da sempre è stata controllata militarmente a causa dei suoi giacimenti d’oro. Il minerale prezioso era noto sin dai tempi dei Celti.
Alcuni ricercatori e scrittori ritengono che Bannio sia stato occupato militarmente sin dal primo secolo dopo Cristo.
L’arrivo della Spagna non ha fatto altro che legittimare questa funzione militare della Valle con la creazione delle Milizie.
Le stesse hanno servito il Re di Spagna ed il Governatore di Milano sino a quando è stato richiesto, ma, al contrario di tutte le altre Milizie delle Terre Ossolane, sono rimaste in vita anche esaurito il compito per il quale erano sorte.
A Bannio e Calasca le Milizie hanno modificato la loro funzione, passando da difensori del territorio a difensori della Fede.
In entrambi i paesi sono divenute protettrici delle Madonne dispensatrici di miracoli.
Dopo questa corsa nel tempo e nello spazio sulla nascita e sulla reale funzione delle Milizie, una domanda sorge spontanea, chi protegge le Milites Christi?
Sant’Antonio Abate dall’alto della Cattedrale nei boschi!
Non solo….
All’interno della stessa cattedrale hanno posizionato il corpo di San Valentino, martire e soldato, per aiutare Sant’Antonio abate nella sua missione!
Scavando e cercando, troviamo altro.
Nella vicina Cimamulera, dove un tempo vi era una milizia delle terre, troviamo una chiesa dedicata, ancora, a Sant’Antonio abate.
Perché Cimamulera?
Cimamulera è posta all’ingresso della valle. Nessuno entra o esce senza passare da quel piccolo paese! Da li si controlla la valle Anzasca.
Un'altro aiuto per le Milites Christi potrebbe essere il san Bartolomeo cui è dedicata la parrocchiale di Bannio.
Perché san Bartolomeo?
Nella iconografia classica viene rappresentato con un coltello in mano. Per molti quel coltello è simbolo del martirio subito.
Libero pensiero, se fosse invece un apostolo combattente e non solo predicatore?
Nel piccolo museo della Chiesa di Calasca, la Cattedrale nei Boschi, sono conservate parte delle reliquie di san Defendente, appartenente alla “mitica” legione Tebana.
Un altro santo-soldato!
Le reliquie dei martiri sono fondamentali nel nostro percorso di conoscenza.
I resti dei martiri sono in possesso di una energia mirabile, la dynamis, e di una carica di grazia, la charis, destinate a produrre miracoli!
Ma non solo. I sacri resti possono generare effetti soprannaturali....
Sempre soldati e sempre la Cattedrale nei Boschi.
Smisurata ed imponente per una valle alpina.
Dobbiamo aggiungere che la sua costruzione è avvenuta in soli sei anni, con grande partecipazione del popolo di Calasca.
Ma le domande non finiscono mai…
Dove sono stati trovati i soldi per erigere la Chiesa?
Com’è stato possibile arruolare tutti i maestri che hanno abbellito la Cattedrale?
La risposta non è visibile agli occhi.
Non dobbiamo guardare in superficie.
Dobbiamo cercare sotto la roccia della Valle Anzasca!
Dobbiamo scavare in profondità, sino a quando non apparirà un lucente metallo….



Fabio Casalini





Bibliografia


* "Militum Christi: Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra Novara e l'Ossola". Francesco Teruggi.
* "La rivoluzione dei Templari". Simonetta Cerrini.
* "Martiri Tebei, storia e antropologia di un mito alpino". Massimo Centini.

Commenti

  1. un po' di cultura storica non fa mai male

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    1. Personalmente la ritengo fondamentale! Se non sappiamo da dove arriviamo come facciamo a sapere dove andare?

      Grazie. A presto.

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  2. inoltre, dal 1776 la Milizia Tradizionale di Bannio partecipa con un picchetto d'onore alla festa dei SANTITT, Santi Martiri Felice e Vincenzo, provenienti dalle Catacombe romane e conservati nella Parrocchia di Bannio, festeggiati la prima domenica di giugno.
    Il corpo di San Felice fu spedito da Roma in una cassetta il giorno 8 febbraio 1774 ma fu esposto nella chiesa con una solenne cerimonia solamente il 6 di agosto 1776.
    In questa occasione si commemorò anche San Vincenzo martire il cui corpo doveva essere esposto nella chiesa ma che a causa delle difficoltà dei viaggi di quei tempi, non era arrivato in tempo. Giunse infatti nel nostro paese solamente il 22 agosto 1776 dopo aver viaggiato per quasi tre mesi.
    Questi due corpi, furono ritrovati a Roma, nelle catacombe di San Lorenzo fuori le mura e donati alla nostra chiesa da un frate Cappuccino, tale Francesco Maria Ballotta.

    L'autenticità dei corpi è certificata da documenti che si conservano nell’'archivio parrocchiale:
    "SACRUUM CORPUS CUM VASO SANGUINIS S. FELICE MARTIRIS –
    SACRUM CORPUS CUM VASO SANGUINIS S. VINCENTI MARTIRIS.

    Scriveva nel 1849 il sacerdote Bartolomeo Giovanninetti nella sua “Raccolta di varie Notizie di Bannio":
    "…il motivo che la festa dei santi martiri Vincenzo e Felice fu fissata nella prima domenica di Giugno fu per implorare da detti santi, oltre a quelle grazie necessarie, la conservazione dei frutti della campagna e per questo fine fu a pieni voti dai banniesi fissato tal giorno."

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    1. Grazie Roberto aggiunta molto preziosa.
      Non mi son tolto una curiosità su Bannio, ma Felice e Vincenzo erano martiri soldati?

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  3. penso di si...la tenuta attuale in veste di soldato

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    1. Grazie Roberto. Ora dobbiamo salire ed entrare nella parrocchiale di Bannio. Grazie!!!!!

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  4. un posto speciale, con ricordi speciali....

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    1. Luogo assolutamente interessante, sia per la presenza della Cattedrale in un piccolo paese di montagna sia per la Milizia delle Terre di Calasca!!
      Fabio

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  5. Un escursus storico ricco e molto ben delineato. Sempre grata allo scrittore per l'arricchimento che ci sa dare con tali racconti. E mi viene la forte curiosita' di visitare al piu' presto la Cattedrale dei Boschi

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    1. Luisella, grazie per i complimenti.
      La cattedrale dei Boschi è un luogo che appare all'improvviso dopo una curva.
      Lascia perplessi.
      Stupore.
      Tale maestosità in un piccolo borgo di montagna, perché?
      Domanda che ha portato a questa ricerca.
      Spero tu possa provare le mie stesse sensazioni!!!
      Fabio

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