giovedì 13 novembre 2014

Dall'Ossola a Colonia. Il segreto dell'Eau Admirable

Il fenomeno dell'emigrazione vigezzina si instaura in queste terre di confine tra Piemonte e Svizzera a partire dal XIV secolo; fenomeno comune ad altre vallate piemontesi e generato da una concatenazione scomoda di eventi, possiamo infatti cogliere tra le cause primarie la crisi economica ed i mutamenti climatici.
Giovanni Paolo Feminis (nativo di Crana, frazione di Santa Maria Maggiore, nel 1666) come altri suoi convalligiani lasciò relativamente presto i verdi declivi della Val Vigezzo, e dopo aver oltrepassato il Passo del Sempione si portò in direzione della Germania, sostando prima a Magonza e successivamente a Colonia dove giunse nel 1693. Nella capitale della Renania diede vita ad una distilleria dove sugli scaffali campeggiava un'insolita bottiglietta recante la scritta “Eau de la Reine”. Gli ingredienti, noti solo in parte, comprendevano molteplici essenze naturali e parecchi di essi provenivano dalla Val Vigezzo. Salvia, timo, melissa, lavanda, arancio, ceylon, cedro, bergamotto e gelsomino sono solo un accenno agli elementi contenuti nell'acqua Femins alla quale erano riconosciute anche qualità analgesiche ed antisettiche (menzione per il «canard Napoleone», ovvero una zolletta di zucchero intinta nell'acqua prodigiosa). La lavorazione prevedeva uno specifico processo di macerazione degli ingredienti in botti di cedro ed avveniva unicamente dopo che le mani del distillatore erano state spalmate di miele, processo attuo ad evitare la contaminazione delle essenze. Il tutto secondo le scrupolose regole risalenti alla cultura araba. Innumerevoli sono le leggende che gravitano attorno a l'Eau Mirable. Una di queste narra dell'incontro con un famoso monaco a Colonia. Il Feminis accoglierà il frate porgendogli assistenza fino alla morte, momento in cui l'uomo in segno di riconoscimento gli donerà il segreto dell'Aqua Mirabilis.


Una seconda leggenda rivela del passaggio a Colonia di un capitano originario di Goa (India) il quale riferisce al signor Farina di una straziante epidemia in atto laggiù. Nel disperato tentativo di arrestare l'epidemia alcuni medici ideano un antidoto alcolico arricchito di essenze naturali. Il capitano pochi istanti prima della sua partenza donerà l'arcana formula al vigezzino. Anche i miti greci anelano ad un legame con l'acqua di Feminis; il ritrovamento di un antico foglio stilato in greco antico e contenete la ricetta segreta dettata da Eracle nel giardino delle Esperidi lascia una porta spalancata sull'ignoto e sulla memoria di un popolo antico... Altre voci riferiscono le vicissitudini di una monaca di nome Paola alla ricerca del fratello Giovanni Paolo, la quale dopo aver vagato per buona parte della regione senza risultato alcuno sarà costretta a chiedere ospitalità alle carmelitane. Paola spirerà tristemente poche settimane dopo, non prima di aver affidato alle religiose un documento compilato dal padre molti anni prima e contenente l'arcanum dell'“Aqua Mirabilis”. L'atto giacerà nell'oblio per anni, sepolto tra la polvere e i suppellettili del convento per essere rinvenuto casualmente molto tempo dopo. Ne verrà distillato un flacone seguendo minuziosamente la ricetta, il quale sarà consegnato al generale Lefebvre. Entusiasta ne invierà senza indugio a Parigi alcune bottiglie. Leggende si mescolano tra legami atavici di sapori ed afrori mediterranei, terre , luoghi e calde notti d'oriente nelle quali compare costantemente il nome di Giovanni Paolo Feminis fino alla data della sua morte, 26 novembre 1736. Se ne andò senza eredi e lontano dalla sua Val Vigezzo anche se in vita non dimenticò mai il suo paese natio verso il quale non esitava mai di elargire donazioni, sovente anche considerevoli. L'esistenza dell'Aqua Mirabilis era protesa verso un futuro fiorente ed evitò di finire nel dimenticatoio grazie all'intuito del collaboratore ed amico (nonché parente lontano) Giovanni Maria Farina (classe 1685), originario anch'esso di Santa Maria Maggiore, il quale dotato di uno spiccato intuito commerciale riuscì a portare ai massimi livelli di diffusione il prodotto del compianto Feminis. Nacque così il marchio Aqua Admirabilis – Eau admirable de Cologne in concomitanza con la fondazione della casa di produzione "Johann Maria Farina".


Tra i clienti più affezionati figuravano personaggi di un certo rilievo come il principe Prince Friedrich Wilhelm di Prussia, l'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, l'imperatrice di Persia Soraya, Vittorio Emanuele II, Goethe, Marc Twain, Oscar Wilde e Napoleone Bonaparte il quale precisò che dovevano essere rese note le ricette di tutti i medicamenti tranne quelle dell'Eau Mirable, la sua favorita! Quest'ultimo insieme al suo cavallo erano soliti inzupparsi nei suoi effluvi... L’Acqua di Colonia di Feminis e Farina esiste tutt'oggi ed è denominata “La Classica” e viene prodotta in Val d'Ossola, in Piemonte, un prodotto che dai primi anni dell 800 ha influenzato gusti e mode grazie anche ai “foglietti” che venivano allegati ai flaconcini in vendita già all'inizio del 700; antesignani dei manifesti e delle pubblicità del primo 900. L'Eau (divenuta oramai “De Cologne”) eclissò le centinaia di acque profumate in circolazione divenendo nel corso degli anni un prodotto unico ed inimitabile forte anche della sua leggendaria storia sorta grazie all'intraprendenza e all'ingegno di due sapienti profumieri vigezzini.



Filippo Spadoni.


Bibliografia:
-  C. Cavalli, Cenni storico-statistici della Valle Vigezzo, Torino 1845
-  L'emigrazione vigezzina / Anita Azzari. - Domodossola (Novara)
-  Il Piemonte in Europa. 500 anni di emigrazione della valle Vigezzo. La famiglia Farina e l'acqua di colonia
    di Luigi Rossi

4 commenti:

  1. Molto bello anche il libro " Acqua Mirabilis" di Luigi Rossi

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  2. Sì Magda ne conservo gelosamente una copia! Buona giornata

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  3. Bravo Filippo, interessante lo scritto, ma pure scorrevole e di gradita lettura

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