martedì 11 novembre 2014

Amore e Psiche

Tua è l'immortal essenza o mia dolce Psiche tu che terrena alla madre Venere sei paragonata, con la misera fiamma della poca fede ed una lampada il volto mio hai voluto mostrar all'incertezza della mente tua razionale, mentre un pugnale stingevi per paura che la mia natura bestiale alla luce fosse maligna; ma come poteva esserlo se stretti sfidammo gli dei. Nella notte ove ti difesi mentre il sentimento donatoti affluiva in te con tutto me stesso, sorvolando i limiti imposti della finzione umana, dell'atroce ricerca senza tregua, mentre il cuor mio possedevi senza capirne il senso più affine, esploso nella passione più ardua che solo a poche anime vi è concesso dimorarvi in tali emozioni.
Ti chiesi di amarmi senza saper chi fossi, ma non bastava, cadde la goccia bollente per error come una tempesta gettatasi sul mio viso, per indagar sui tratti del mio viso,che bruciò, risvegliandomi dal sonno mio sereno e dal giaciglio del nostro immortal amor.
Ma tu Psiche dovevi il volto mio per tua conoscenza e il nostro amor dominar, perché mia Psiche di certezze hai bisogno per non crollar.
Io Amor che i sensi domino, in pianto le ali spalancai tradito da ciò che ho amato di più, e dal nostro nido leggermente tra i tuoi abbracci tormentati e i tuoi sfuggevoli baci volai via, strinsi una mia gamba mentre il pugnal restava inutile ed io amareggiato.
Ti attese il lungo viaggio fino agli inferi giungere per poi tornar da me mia anima ed io tua passione, il viaggio per capir che l'amor non è pensier, ma salvezza.
Per capir che l'amor allaga, come acque impetuose se pure, ricoprendo tutto il resto.
Per dominare.
Credo che ancor ad oggi il mondo sia dominato da tale dominio.
Credo ancor che dove l'amor sorvegli, l'odio dorme.
Chiusi il mio pensier sotto una densa pioggia che fondeva questo lago ad un cielo tenebrose, il viale era spoglio, nessun rumore.
Feci pochi passi ancor, verso un'orizzonte incerto, escludeva ogni forma, persona o pensiero.
Ero profondamente solo, ma completamente libero di essere me stesso.
Amante dell'amore, in ogni sua espressione.


Simone De Bernardin.

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