venerdì 24 ottobre 2014

Il Santuario costruito sulla roccia

Lasciata Piedimulera risaliamo, lenti, i tornanti che conducono di fronte alla maestosità del Monte Rosa ed alla sua incredibile parete Est.
Il pensiero è costantemente alla ricerca di risposte.
Le troveremo?
Forse non oggi. Forse mai.
Abbiamo, purtroppo, smarrito gli antichi insegnamenti.
Siamo evoluti. Ci siamo modificati. Ma abbiamo smarrito.
I nostri pensieri sono più veloci dell'automobile, e giungono al luogo sacro con molto anticipo rispetto al nostro corpo.
Il motivo di tanto interesse?
Il Santuario della Gurva, sulla strada della Valle Anzasca.
L'edifico religioso è dedicato alla Madonna delle Grazie, anche se è conosciuto per la festa della Madonna Assunta che si celebra il 15 di agosto.
Il luogo suscita mistero ed ammirazione.
Il mistero è legato alla presenza di un grande masso, addossato al quale è il Santuario.
L'originale cappelletta è stata eretta direttamente sulla grande pietra. 
All'interno della cappella vi è l'immagine della Madonna dispensatrice di miracoli.
In un tempo lontano tale icona fu protagonista di fatti prodigiosi tra cui il trasudamento di sangue.
Ritornando alla presenza del masso, le domande si sprecano!
Da dove può essere arrivato?
Da quanto  tempo si trova in quella particolare posizione?
Per quale motivo hanno eretto un santuario a ridosso della pietra?
Le risposte non saranno facili da trovare.
Se delle risposte esistono.
Parlavo di ammirazione.
Tale sentimento è legato alla struttura del santuario.
Il masso è alle spalle dell'edifico, si poggia ad esso e sembra sostenerlo, il tutto a strapiombo sul torrente Anza, che in queste gole ringhia e disegna scenari fiabeschi.
La sacralità del luogo potrebbe avere aspetti che andrebbero oltre al fenomeno della trasudazione di sangue della Madonna.
Secondo il professor Tagliacarne, storico locale vissuto nel XIX secolo, il masso sarebbe giunto dalle montagne sovrastanti l'edificio attuale e nella sua irrimediabile caduta potrebbe aver risparmiato la piccola cappella ed il ponte che conduce alla stessa dall'abitato di Calasca Castiglione. Tale accadimento avrebbe accresciuto a dismisura la devozione verso la Madonna contenuta all'interno della cappella, in quanto gli abitanti videro l'intervento della mano della Beata Vergine nel fermare il masso dalla sacrilega distruzione.
Una teoria diversa è stata avanzata da un secondo storico locale, il professor Sandretti, secondo il quale l'accrescimento della devozione per la Madonna della Gurva è da far risalire all'epoca della grande peste in Ossola (intorno al 1630).
Secondo il Sandretti i contagiati sarebbero stati allontanati dal paese e confinati "al di là" del ponte, nelle vicinanze della originaria cappelletta. Quelle lunghe, solitarie e ripetitive giornate, con molta probabilità, riempite solamente dalle preghiere rivolte alla Beata Vergine, hanno influito notevolmente sulla devozione.
In che modo?
Secondo lo storico, qualcuno degli appestati salvatosi dalla malattia, avrebbe riconosciuto la guarigione come opera della Madonna, accrescendo notevolmente la devozione verso l'icona in questione.
Come sia andata ancora non lo sappiamo ma, sta di fatto, che, tra mistero e leggenda, la bellezza del luogo ha un "qualcosa" che ancora ci sfugge....


Fabio Casalini


Se volete approfondire la conoscenza del luogo vi consiglio il sito istituzionale del comune di Calasca Castiglione, da cui sono tratte le scarne informazioni di cui al momento disponiamo.

14 commenti:

  1. Sono andato da quelle parti tante volte, ma non sono mai andato a visitarlo. Un'ottima idea per la prossima estate.

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    1. Costantino non perdere le prossime puntate sul Santuario della Gurva,la Cattedrale nei Boschi ed il vicino Bannio Anzino. Grandi sorprese.

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  2. È bello venire a conoscere questi luoghi meravigliosi lontani da quelli perennemente riproposti dalle solite guide turistiche. Il Santuario di Piedimulera poggia sul masso. Sul l'altra sponda del lago Maggiore c'è un Santuario dedicato a Santa Caterina in cui un masso caduto dalla montagna è penetrato all'interno rimanendo incastrato nel soffitto di una cappella, penso del Beato Besozzi eremita, senza causare altri guai. Per questo il Santuario è chiamato di Santa Caterina del Sasso

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    1. Ciao Carlamaria. Poco oltre le due sponde del Lago Maggiore ci sono luoghi in cui il tempo si è fermato. L'eremo di Santa Caterina è un luogo di una bellezza prepotente.
      Andrebbe raccontato con cura, analizzando la storia ma soprattutto la leggenda.
      Ciao e grazie della visita.

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  3. Ciao Fabio, siamo stati giorni fa sul posto. Tra l'altro, dalla parte a monte del ponte che porta al santuario è cresciuto un bellissimo cespuglio di tuia, le cui radici affondano letteralmente nella parte inferiore del medesimo. La domanda che ti eri posto e che ci siamo posti è la ragione per la quale si sia costruito il santuario a ridosso dell'enorme masso. Se hai qualche notizia in proposito...
    Un saluto
    Malles

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    1. Molte domande rimangono ancora senza risposta Malles.
      Il santuario ha sostituito una primitiva cappella con l'immagine della Madonna con bambino, ritenuta miracolosa. Il perché la cappella sia sorta proprio in corrispondenza del masso... potrebbe trattarsi si una forma di cristianizzazione del masso stesso, precedentemente usato per riti "pagani".
      Sul masso abbiamo rinvenuto diverse incisioni a forma di croce e diverse lettere, che fanno pensare all'utilizzo dello stesso per riti antichi. Il masso andava cristianizzato non solo con le incisioni ma anche con una forma "potente" dal punto di vista simbolico?
      Fabio

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  4. Mille volte sono stata in questo luogo senza mai capire quanto fosse speciale. ... grazie di farci vedere attraverso i tuoi occhi di viaggiatore....

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    1. Grazie delle tue sensazioni.
      Il luogo è speciale.
      Il masso si è fermato in bilico.
      Il masso era venerato.
      La cappelletta è divenuta miracolosa.
      Il santuario è stato il passo finale, l'unione dei due miracoli.
      Fabio

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  5. Molto interessante. Io vado spesso in Vigezzo, conosco molto bene il Santuario di Re ma non sapevo dell'esistenza di questa costruzione. Magari, le prossime volte che passerò di là, mi recherò a visitarlo. Un saluto

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    1. ciao Mirtillo14.
      Spero di averti interessato abbastanza da permetterti di conoscere questo prezioso dono.
      Fabio

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  6. Ci sono stata! Curiosita' dettata dai vostri racconti. In effetti il grande masso, in bilico a dispetto delle leggi fisiche, pone qualche interrogativo, qualche perplessita'. La devozione per la Madonna e il luogo sacro non e' venuta a meno nel corso degli anni . La secolarizzazione non ha intaccato l'attenzione e la cura per la chiesetta e la natura circostante da parte dei fedeli che custodiscono e ne tramandano la venerazione.

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    1. Ciao Luisella, felice che ti sia recata al santuario della Madonna della Gurva leggendo i miei articoli!
      Il luogo sin da bambino scuoteva la mia curiosità.
      Da adulto non ho fatto altro che seguire l'istinto giovanile.
      Il mistero del masso - dove abbiamo trovato croci ed incisioni mai documentate - sarà celato per sempre...
      Fabio

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