sabato 4 ottobre 2014

Da Oscella a Domodossola il passo non è breve.

La presenza di massi coppellati, pitture rupestri ed altri manifestazioni minori, relative alle antiche religioni, ci spiega, senza ombra di dubbio, che l'Ossola è abitata dalla Preistoria.
Nel primo millennio  antecedente la nascita di Cristo la valle venne occupata dai Leponzi, popolo a metà strada tra il mito e la leggenda. I Leponzi erano genti di derivazione celtica.
Dall'Ossola a Domodossola il passo è breve.
La prima volta appare "sulle scene" grazie al geografo Claudio Tolomeo, cui affida alla città il titolo di "capitale dei Leponzi". La nomina come Oscella o Oscela.
La città deve ricoprire un ruolo di una certa rilevanza nella geografia del Nord Italia in quanto, nell'anno 9 a.c., dopo l'assoggettamento dei Leponzi a Roma, viene si aggregata alla pertica di Novara, ma viene elevata a grado di Municipio.
Il grado risulta mantenuto anche alla fine del IV° secolo in piena epoca Teodosiana.
I secoli che seguiranno non saranno lievi.
Nubi nerissime si affacciano all'orizzonte.
E come sappiamo le nubi sono il preludio del temporale, della tempesta e della distruzione.
Tutto questo per Domodossola ha un nome: Longobardi!
Nel VI° secolo discendono dalle terre germaniche ed occupano l'Ossola con la forza.
Periodo durissimo!
La città viene assediata e conquistata dai barbari venuti da Nord.
I palazzi vengono bruciati, distrutti... il popolo ridotto in schiavitù!
I temporali hanno una durata e poi scivolano via.
I raggi di sole che permettono alla città di tornare libera dai barbari si chiamano Franchi.
Sotto l'impero di Carlo Magno la città ritrova una serenità inaspettata. Il grande Imperatore del Sacro Romano Impero rivitalizza il Feudalesimo e la città passa sotto lo stretto controllo del Vescovo - Conte di Novara.
Nel frattempo, VII° secolo, prese il nome di Oxilla stando ad uno scritto dell'Anonimo Ravennate.
I secoli passano in una relativa tranquillità fuori dal tempo e dallo spazio.
Nel 1001 il Vescovo - Conte di Novara decide la costruzione di un nuovo castello ( Castrum novum). Qualche anno dopo, nel 1014, il vescovo Pietro il prudente ottiene definitivamente il dominio feudale di tutta l'Ossola.
Ancora tranquillità, il conto pagato con i Longobardi è stato saldato.
Intorno al 1300 i domesi iniziano la costruzione delle proprie mura.
Le mura.... divennero uno spartiacque, non solo fisico ma filosofico!
I Vescovi - Conte di Novara benedissero la prima pietra per giungere, qualche anno dopo, alla maledizione delle stesse!
Una curiosità, il vescovo-conte di Novara era Uguccione dei Borromei...
La tranquillità pare definitivamente compromessa quando si acuiscono le lotte intestine tra le fazioni guelfe e ghibelline. I guelfi a Domodossola presero il nome di Spelorci, Ferrari i ghibellini.
In questo frangente voglio ricordare che i guelfi appoggiavano l'operato del Papa mentre i ghibellini quello del potere secolare, cioè la classe politica al potere nelle varie zone nelle quali si manifestarono queste differenze.
I domesi non si accontentarono di guerreggiare tra loro, no!
La disputa sulle mura portò anni di turbolenza tra la città ed i Vescovi di Novara sino a quando, nel 1312, con l'arbitrato di Asti, sembra risolversi positivamente a favore dei novaresi, che, in un momento di altissima carità cristiana, decidono di non abbattere le mura.
L'atto caritatevole servì a poco o nulla contro le continue invasioni dei Vallesi.
Nel 1410 invadono l'Ossola e prendono possesso di buona parte della città!
L'anno seguente i domesi "liberi" decidono di "darsi" a Casa Savoia.
L'apparente libertà finisce in una sorta di nuova schiavitù.
I Vallesani dopo le sconfitte di Beura e di Crevola si vedono costretti a ripassare le Alpi con buona gamba e con le orecchie abbassate ma..... Domodossola diviene oggetto di scambio tra Casa Savoia e la famiglia dei Visconti. I Savoia passano alla famiglia milanese la città e tutta l'Ossola inferiore.
Ma se il passaggio Savoia - Visconti tutto sommato è risultato indolore altrettanto non possiamo dire di quelli che si susseguono nei secoli seguenti.
Alla porta della città bussano ora gli Sforza, ora i Francesi ed infine gli Spagnoli.
Praticamente tutti hanno preso casa a Domodossola!
Fosse finita qui...
Nel 1706 arrivano anche gli Austriaci.
Si, da Domodossola son passati anche loro!
La loro ingombrante presenza dura poco meno di mezzo secolo e nel 1743, con il trattato di Worms, l'Ossola e la nostra amata città ritornano sotto il controllo dei Savoia.
La mia narrazione si conclude qui, ma la storia continua....

Fabio Casalini

4 commenti:

  1. Come sempre ottimo articoli, grazie per i tuoi racconti, Angelo G.

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    1. Ciao Angelo. Grazie per i complimenti. Alla prossima.

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  2. Ma da dove sono venuti I walser,,, era la gente delle alpi che si sono semplicemente trasferiti? Secondo me era un popolo venuto da non lontano, prima delle nazione che oggi ci chiamiamo Svizzera, Austria, Germania, italia, e più importante le alpi erano popolato dalle persone delle Alpi. Quindi anche quando gli austriaci sono venuti era un continuazione dei gruppi originale della regione, perché la maggiore parte hanno sempre visuto nelle alpi, non erevano stranieri, ma il loro governo era piu naturale dei Savioe o il governo da Roma

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    1. Ciao. Il discorso dei Walser è lungo e complesso.
      Sono di origine germanica (Alemanni).
      Prima dell'anno 1000 si sono spinti sin nel Vallese. Intorno al 1100-1200 si sono "spostati" in varie regioni Alpine. Il perché di questo "spostamento" sarà oggetto di indagine da parte dei Viaggiatori Ignoranti.
      Grazie. Ciao.

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