venerdì 26 settembre 2014

Sfidando gli Dei dell'Olimpo.

Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso.
[Walter Bonatti]
Cosa  sarà  mai  a  spingere  l’uomo, il piccolo  uomo  a  compiere  imprese  titaniche,  giudicate  persino  impossibili …sino  a  quando  non  si  son  compiute? 
E talvolta  la  ricompensa  è  pena, segregazione, allontanamento …
E’  sofferenza! 
Chiedetelo  a  Prometeo! Prometeo, incatenato  ad  una roccia…per  aver rubato  il  fuoco  agli  dèi…
Un’aquila, ogni  notte, pasteggia  dilaniandogli il fegato… 
Un  tormento…
Il  supplizio  ricevuto  per  aver  donato  agli  uomini  il  fuoco!
Ma  chi  sfida  le  rocce, passo  dopo passo, marciando  a  testa  bassa e  china, nella  bufera  se  necessario, con  il  peso  di  uno  zaino  che ormai  non  senti  nemmeno  piu’, tanta  è  la  fatica …e tanta  è  la concentrazione…
Un  errore  equivarrebbe  a  morire.  
A  certe  temperature  poi… anche  fermarsi  per  poco, quando  il  freddo  taglia impietoso il  viso, sferzando  sibilante  sin  dentro  le  membra, significa  morire.
Non  necessariamente  dobbiamo  scalare  il  K2  per  essere  umiliati  e  magari  persino  derisi. Ogni  essere  umano  ha  diritto  a  essere  riconosciuto  come  tale. Ognuno  di  noi  ha  la  propria  montagna  da  scalare,o gli  abissi  da  affrontare. La  vetta  di  una  montagna, alta  o  bassa   che  sia, quando  viene  raggiunta,  tempra  il  carattere, forgia  il  futuro  uomo.
Ci  si  sente  felici, come  bambini. 
E come  tali, puri  nell’animo.
Il  monte delle  Forbici, posto  proprio  sopra  il  Rifugio  Carate  Brianza, sarà  il “ Nostro “  monte. 
In  montagna…come  nelle  profondità  marine, si  divide  la  Vita  come  la  Morte…
Il  monte  sembra  essere  di  facile ascesa…Sembra…
Il  cammino  diviene  subito  ripido  e  la  montagna  pare  come  torcersi  su  sé  stessa…
Si  continua  a  salire e  poi… diventa  lievemente  pianeggiante. E’  uno  di  quei  percorsi  fatti  per  tagliar  le  gambe… E’  mattina  presto e  dobbiamo  stare  attenti  alle  zone  in  ombra…I  sassi  sono imperlati  di  brina gelata…
Usiamo  braccia  e  gambe  in  alcuni  tratti…Si  sale  ancora… e ancora! Ma  sembra  essere  l’ultimo  strappo. “Attento  alla  tua  sinistra..C’è  uno  strapiombo  e  i  sassi  per  terra  son  gelati…”, dico  al  mio  compagno  di  arrampicata. Mi  risponde  di  aver  capito…
Il  Carate  è  scomparso  da  tempo…S’intravede  la vetta  …Un  senso  di  pace  e  stupore  ci  pervade…
Avevano  ragione  al  Rifugio…Panorama  a  trecentosessantagradi …Dietro  di  me  il  Pizzo Scalino…ed  ecco  il  Roseg, lo  Scerscen… il  Bernina…. e  là  deve  esserci  il  Marinelli…
”Fantastico!” esclama  estasiato  il  mio  amico,  una  volta  raggiunta  quota  2910  metri…Avevano  ragione…
Dalla  vetta  del  Monte  delle  Forbici  il  panorama  non  ha  eguali…
Ed  il  resto  non esiste,…almeno  per  ora! 
Prometeo…Ti  ringrazio!!!

Fabio Viganò.
                                      

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