mercoledì 6 agosto 2014

Quando la Chiesa dichiarò guerra alla Valle Antigorio

Dal 1575 al 1620 la Valle Antigorio fu teatro di una assurda vicenda inquisitoriale.
Il caso vuole che il Concilio di Trento si fosse chiuso da pochi anni con la forte reazione della Chiesa Romana alle dottrine calviniste e luterane.
Cerchiamo di ricostruire la vicenda.
La Valle Antigorio è una valle laterale della Val d'Ossola.
Ambiente di scambi commerciali ed umani con le vicine vallate Svizzere. 
Brandello di terra oggetto di una migrazione dei popoli walser dalle proprie terre di origine. Questi popoli, nel loro trasferirsi, hanno portato con se tutta una serie di credi e riti religiosi.
Riti che secondo la Chiesa, uscita dal concilio di Trento, non potevano continuare ad esistere.
1575: l'inquisitori cercano l'eresia.... scoprono la stregoneria!
Due giovani inquisitori domenicani, Fra Alberto e Fra Domenico, insieme al vicario di Baceno, setacciano tutta la Valle Antigorio alla ricerca dell'eresia. In questo loro andar per eretici scoprono antichi riti ancora in uso tra le popolazioni locali. Riti, da loro, definiti pagani e demoniaci. I due inquisitori ritengono di avere prove sufficienti, ma soprattutto schiaccianti, contro oltre venti donne di Baceno, Croveo e Crodo.
Si affrettano a Novara dove riuniscono i due rami separati del Tribunale ecclesiastico, il tribunale della Curia (sotto il diretto controllo del vescovo) ed il Tribunale della Santa Inquisizione (gestito dai domenicani).
Due donne, Gaudenzina Foglietta di Rivasco e Giovanna detta la Fiora di Croveo vengono consegnate al braccio secolare per il rogo purificatore.
Ricordo che " ecclesia non novit sanguinem " (la Chiesa non sparge sangue) per cui tutti coloro dovevano avere la giusta fine venivano consegnati al potere secolare. Il "secolo" inteso come realtà laica e terrena in contrapposizione la potere spirituale della Chiesa.
Le altre diciotto donne hanno salva la vita, ma solo dopo una interminabile sequenza di torture corporali. Grazie a queste torture Caterina detta la Mandarina perde il bimbo che portava in grembo. Questa testimonianza è molto importante in quanto si contrappone alla visione predominante nella letteratura storica secondo la quale gli inquisitori non torturavano donne in stato di gravidanza.....
1580: il primo maxi - processo alle streghe di Baceno.
Venti donne provenienti da diversi paesi della Valle Antigorio vengo arrestate per stregoneria. Tutte subiscono il giusto processo e le giuste punizioni corporali (leggasi torture). Dieci vengono rilasciate ma obbligate agli arresti domiciliari. Sette vengono prosciolte da tutte le accuse, due incarcerate in attesa di ulteriori e più approfondite indagini ed una viene condannata al carcere perpetuo.....
1591  Fra Domenico diventa Domenico Buelli!
Il Buelli era uno spietato inquisitore. Nella sua lunga carriera cercò ripetutamente di far morire le streghe. Venne tenuto a bada, faticosamente a quanto risulta, dalla Congregazione del Santo Ufficio.... 
Fra Domenico è uno dei massimi difensori della tortura come strumento atto alla confessione di qualsivoglia eresia.
Tra il 1591 ed il 1592 il Buelli tortura con tale accanimento e sadismo un numero imprecisato di donne provenienti dalla Valle Antigorio che tutte queste poverette confessano i reati per i quali erano state denunciate!
Sappiamo per certo che in quel momento la scarsa luce della sera non venne schiarita da roghi purificatori in quanto il vescovo di Novara, Pietro Ponzone, annulla tutti i processi ai danni delle donne ossolane in quanto non avvenuti alla presenza dei due rami del Tribunale ecclesiastico.
1601 i pastori ed i formaggiai sono eretici!
Domenico Pignolo, formaggiaio e pastore, di Croveo e giovanni Chiapino, commerciante, di Baceno vengono accusati di eresia!
Il Pignolo viene considerato eretico in quanto era andato a lavorare per 15 anni in un cantone svizzero senza mai udire messa... Il Chiapino venne considerato eretico in quanto diede lavoro ad una persona che si era allontanata dalla fede di nostra Santa Romana Chiesa per abbracciare il credo luterano....
I due vennero talmente maltrattati dall'inquisitore che in brevissimo tempo denunciano altre otto persone che svolgevano l'attività di pastore, commerciante o trafficante di vino o bestiame.
Il numero totale dei processati sale così a 10. 
Purtroppo non è dato sapere come si sia concluso il processo.
Siamo a conoscenza che tutti subirono la terribile tortura della corda.....
1605 il Cervandone eletto a luogo prediletto per lo svolgimento dei sabba!
Maria detta la Gianola viene arrestata in seguito ad accanimenti e faide delatorie tra gli abitanti di Baceno e Croveo ormai sfiniti dalla lunga lotta contro la Chiesa.
La Gianola non venne torturata. Ammise, tranquillamente possiamo dire, di essere salita al Cervandone "in groppa al demonio" e di aver consumato commercio carnale con lo stesso!
In seguito a questa ammissione rimase in carcere 1 mese e mezzo. Ne usci talmente malconcia da "parere una morta"!
1609 - 1611 il secondo maxi - processo alle streghe di Baceno.
Il resoconto completo di questo processo lo potete trovare in questo articolo, Le donne ossolane ricordate come le streghe di Baceno
Questo biennio fu una disgrazia! 10 donne trovarono la morte nelle carceri Novaresi!
In conclusione.
La Valle Antigorio venne eletta a territorio di caccia per l'Inquisizione, che da una parte voleva fermare il fenomeno delle pratiche pagane di antichissima origine e dall'altra far si che la popolazione, spaventata o forse terrorizzata, traesse educazione religiosa da questi processi.
La retta via andava seguita..................


Bibliografia
* Domina et madonna. Realizzato a cura del Gruppo archeologico Mergozzo. Le streghe di Baceno: le ultime sacerdotesse di una religione pagana sopravvissuta sui monti di Antigorio ad opera di Gianbattista Beccarla.
* Non lasciare vivere la malefica. A cura di Dinora Corsi e Matteo Duni.

Fabio Casalini

4 commenti:

  1. Riletto oggi dopo la visita fatta... tutto ha un altro sapore....

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    1. Grazie!!
      La visita permette di entrare in contatto con il nostro passato.
      Fabio

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