La rappresentazione medievale della Trinità tricefala

1628.
Papa Urbano VIII esclamò: "quel tipo di rappresentazione è inappropriato a raffigurare Dio".
Urbano VIII, il Papa poeta, è ricordato per altri motivi poiché sotto il suo pontificato fu inquisito il genio di Galileo Galilei. 
Dopo che il Papa tuonò contro le raffigurazioni tricefale della Trinità, in tutte le chiese si dovette assistere alla cancellazione degli affreschi che rappresentavano il mistero di Dio uno e trino.
Facciamo un passo indietro.
La prima domanda che ci dobbiamo porre è la seguente:
In cosa consiste la Trinità Tricefala?
La risposta che vorrei dare, nel mio piccolo, attiene al fatto che gli uomini hanno cercato una rappresentazione antropomorfa del mistero della Trinità. 
Concretamente, l'uomo ha da sempre cercato di rappresentare Dio ed i suoi misteri sotto forma umana.
Per il cristiano è sempre stato complesso comprendere come Dio fosse uno e trino. 
Non trovando una raffigurazione più idonea iniziò ad utilizzare questa figura: Cristo con tre teste.
Effettivamente è complessa come raffigurazione.
Tale visione si andò affermando dal secolo XII. Con gusto medievale si pensò di rappresentare la Trinità come figura umana tricefala, ovvero costituita da un solo corpo e da tre teste, per indicare che in una sola sostanza si manifestano tre volti diversi. Una delle poche manifestazioni iconografiche superstiti si trova nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta ad Armeno, piccolo comune della provincia di Novara. Una seconda si trova in Spagna, in uno dei capitelli gotici di Alquezar dove è scolpito un Dio con tre teste. Un terzo esempio si trova a Edolo, in Val Camonica, rappresentato al di sopra di un capitello di Casa Zuelli.
Per evitare questo tipo di rappresentazione si preferì, in Italia soprattutto, sostituirla con l’iconografia della testa trifronte. Un esempio lo abbiamo a Perugia, in un affresco del XV secolo, sulla facciata della basilica di San Pietro. Altri esempi sono ritrovabili a Firenze, nella chiesa di San Salvi e nel soffitto di Palazzo Vecchio, e ad Atri nella concattredale di Santa Maria Assunta.
La contaminazione con il paganesimo fece si che le immagini della Trinità fossero guardate con sospetto dalla Chiesa posttridentina e condannate da papa Urbano VIII nel 1628.
La prima volta che la vidi, nella chiesa di Armeno, rimasi perplesso. 
Non ero a conoscenza di tutto quello che ora vi sto raccontando. 
Entrai nella Parrocchiale, una sera di aprile, per ascoltare un concerto di musica classica legata alle imminenti festività pasquali. 
Non avevo dimestichezza con quell'affresco. 
La mia sedia era nelle vicinanze della colonna.
Casualmente alzai lo sguardo e la vidi.
Rimasi perplesso e misticamente raccolto nella visione.
Il concerto corse molto più velocemente del mio pensare.
Provai a chiedere informazioni ai presenti, ma quasi nessuno mi diede risposte concrete.
Tornato a casa iniziai a saziare la mia curiosità.
La seconda domanda sorge spontanea: Perché è giunta sino a noi  la rappresentazione tricefala della Trinità nella Parrocchiale di Armeno?
Le ricerche hanno portato a questa conclusione: si salvò in quanto la Chiesa venne utilizzata come lazzaretto durante la Grande Peste del 1630.
Finita la peste si dovette disinfettare la Parrocchiale. 
I muri e gli affreschi dipinti sopra di essi vennero coperti da uno strato di calce.
La calce venne poi ricoperta da arredi vari e ci si dimenticò degli affreschi... sino a quando vennero compiuti dei restauri per donare l'iniziale splendore a questo piccolo gioiello incastonato alle pendici del Mottarone e non lontano dal Lago di Orta.
Immagino quale fu la sorpresa per coloro che scrostarono l'intonaco e si trovarono questa immagine di fronte agli occhi....
Per nostra fortuna il Concilio di Trento era passato da tempo e con esso anche la volontà di cancellare i segni del nostro passato......


Fabio Casalini 

Commenti

  1. Grazie per avermi portato a conoscenza di questa cosa ^__^

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    1. Abbiamo molte particolarità ancora da scoprire nel solo Piemonte. Pensiamo a quante ve ne sono in tutta Italia....
      Felice che molte persone ci seguano e si rechino nei posti da noi raccontati!
      Ciao

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    2. Grazie! Andrò a vedere molto presto

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    3. Teresa sono felice di far conoscere casa mia!
      Fabio

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  2. Ci sono molte immagini simili sul territorio. Qualche anno fa sono state raccolte in una mostra fotografica curata da Ecomuseo Cusius del Lago d'Orta e Mottarone. Ricordiamo in particolare gli affreschi su una cappelletta devozionale a Ramate di Casale Corte Cerro e quello famoso al santuario della Trinità, Sacro Monte di Ghiffa.

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    1. ciao Massimo. Grazie ad un lettore di facebook ho scoperto la trinità di Ramate che non conoscevo ( e vivo a Gravellona Toce)........ La Trinità di Ghiffa la conosco bene.... ma quella di Armeno ha un fascino davvero particolare.... mi affascina da quando l'ho incontrata sulla mia strada.

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  3. Molto, molto interessante, perché effettivamente il dogma del Dio Uno e Trino, dal concilio di Costantinopoli in poi, è forse uno dei temi più dibattuti della storia della Chiesa (si pensi a tutte le eresie legate direttamente o indirettamente alla definizione di Trinità) ed è concettualmente "difficile" da rendere, anche per i teologi contemporanei, voglio dire. Quindi chissà quante "interpretazioni per immagini" di questo ostico concetto sulla natura di Dio sono state affrescate sulle pareti degli edifici sacri e poi sono state distrutte per rientrare nell'ortodossia ! ... Bravo Fabio che scovi per noi quelle che si sono salvate nelle periferie dell'arte, è come ripercorrere la storia del pensiero su Dio.

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    1. Ciao Laura.
      Siamo abituati ad entrare nei luoghi sacri e visualizzare la Trinità con Dio Padre che regge il Crocifisso e tra le due immagini una colomba. Le immagini di Armeno ci riportano ad un tempo in cui era complesso spiegare al popolo, ed a loro stessi, questo concetto. Purtroppo, come per le Madonne del Latte, la controriforma ha perpetrato danni irreparabili...
      Fabio

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  4. Ho pubblicato qualcosa sulla Trinità di Armeno nel volume sulla parrocchiale nel 2012.

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    1. Ciao, mi farebbe piacere avere gli estremi della pubblicazione!!!!
      Se puoi inserisci qui come commento.
      Fabio

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  5. Gentilissimo Fabio, ho necessità di porgerle alcune domande riguardo l'affresco. Sto scrivendo un libro sulla simbologia antica e il Cristo tricefalo nasconde, credo, una simbologia ben più antica di quanto si possa pensare. Le lascio un contatto giancarlo@rigenera-benessere.it Spero mi possa aiutare, grazie!

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