martedì 12 agosto 2014

Il coraggio di costruire una Nuova Gerusalemme.

Sul finire del 1400 nubi buie, scure e dense di umano odio tendono a coprire il cielo sopra Gerusalemme.
Le stesse nubi, in un rapido susseguirsi di eventi, si evolvono in dimensioni e coprono il sole di tutti i luoghi del pellegrinaggio cristiano in Terra Santa.
In occidente un uomo, un frate, milanese di nascita, ha una folgorante idea, riprodurre la Terra Santa in una zona tranquilla, lontano da quelle nubi che sappiamo dense di odio.
Quell'uomo rispondeva al nome di Bernardino Caimi.
Il luogo che venne scelto fu la prodigiosa parete a strapiombo sull'abitato dell'antica Varallo, in Piemonte.
Varallo si trova alla testa della Valsesia, valle nella quale non si erano ancora spenti gli echi delle gesta di Dolcino e della sua gente. Possiamo affermare che la tenue luce della sera veniva ancora rischiarata dai roghi purificatori della Santa Inquisizione....
La genialità del Caimi va ricercata nella sua normalità!
Non inventò nulla!
Ebbe l'ardire di trasformare il concetto, ormai diffuso in occidente, di riprodurre i luoghi della terra Santa.
L'ardire?
Si.
Non si limitò a copiare l'idea, dei suoi contemporanei, di riprodurre una singola Chiesa o un singolo luogo meta dei pellegrini... assolutamente No!
Volle riprodurre tutti i luoghi più emblematici della Terra Santa.
Ma....Bernardino Caimi non limitava il proprio pensiero alla sola ricostruzione fisica, andava oltre. Voleva creare immedesimazione tra il fedele ed il corpo di Cristo!
Nel suo pensare il cristiano passo dopo passo, cappella dopo cappella, doveva entrare in contatto con Cristo!
Lo scopo pedagogico della costruzione era importante tanto quanto la costruzione stessa.
Pensando intensamente a questo suo scopo creò e plasmò la Nuova Gerusalemme!
Il Sacro Monte di Varallo è un percorso devozionale, costituito da un susseguirsi di cappelle che in alcuni momenti diviene incessante e tendente al mistico.
Il 1486 è l'anno del definitivo inizio dei lavori.
Bernardino Caimi spese gli ultimi anni della sua vita seguendo da vicino il progetto sino a quando un mattino il corpo non rispose.....
Erano passati pochi anni dall'inizio dei lavori eppure il progetto aveva preso forma ed era meta di un incessante pellegrinaggio. 
La teoria di fedeli che saliva al Sacro Monte di Varallo non sembrava arrestarsi mai....
Per questo motivo, forse, se ne interessò il Carlo Borromeo in persona.
Il Santo di Arona si innamorò del luogo, del concetto di Bernardino, della sua folle idea.
La storia racconta che per ben quattro volte si recò presso la santa parete per ritirarsi in preghiera e per controllare lo stato di avanzamento dei lavori.
Ma anche il Borromeo lasciò questa amara terra senza vedere la conclusione dei lavori....
Dopo di lui chi poteva salire a Varallo?
Chiaramente il successore di ogni idea di Carlo Borromeo! 
Il vescovo di Novara, il Bascapè!
Carlo Bascapè rappresentò la fortuna di questo luogo, in quanto i lavori, sotto la sua attenta guida, ripresero smalto e vigore.
Il vescovo novarese, di origine milanese, era un fedele seguace dei dettami della Nuova Chiesa, quella uscita dal concilio di Trento. Seguendo questo concetto riorganizzò tutto il cantiere ed il concetto stesso del Sacro Monte, avocando a se tutte le decisioni che riguardavano le opere religiose.
Il Bascapè era davvero un grande personaggio!
Ad una persona così poteva bastare il ruolo di amministratore unico del progetto?
Certo che no!
Il vescovo di Novara tra una predica contro l'avanzare dell'eresia ed una tortura a qualche parroco che aveva abbandonato la retta via, si ergeva a protagonista artistico.
Decise che ogni bozzetto uscito dalla mano di qualche artista che lavorava al cantiere doveva essere da lui controllato e quando non lo riteneva attinente ai dettami della Chiesa.... si ergeva a gran maestro apportando le opportune correzioni.....
Grazie all'operato di questi illustri uomini di Chiesa, il Sacro Monte di Varallo può dichiararsi gioiello assoluto dell'arte italiana!

Una considerazione personale a margine di questo bellissimo luogo.... mi ha sempre turbato la coincidenza tra le urla dei poveri seguaci di Dolcino che attraversavano Varallo e la Valsesia al grido di "una nuova Sion, una nuova Sion" e le cappelle devozionali che gridano "nuova Gerusalemme"....

Fabio Casalini.

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