Campane: ceppi, bicchieri, ruote e bocce

È quasi mezzogiorno e le campane di Azzate stanno per mettersi in movimento. Non resisto, mi aspettate? Corro a fare una fotografia e torno!


Oggi guardo le campane del mio paese con più interesse del solito perchè ho appena scoperto qualcosa di nuovo. La curiosità è arrivata alle "mie" campane ma è partita da una Strada Provinciale che porta a Luino: percorrendola e guardando verso Montegrino Valtravaglia si scorge una chiesetta isolata e siamo saliti al paese per cercare d'arrivare vederla da vicino, sperando in qualche sorpresa.
Lasciata l'automobile al parcheggio vicino al Municipio s'è poi attraversato il paese per la strada principale, buttando l'occhio verso i vicoli e i loro edifici e stuzzicando la voglia di tornare a curiosare.

Stavolta abbiamo tirato dritto senza distrarci troppo, fino ad incrociare via Pineta, su cui si trova l'imbocco al breve sentiero, piacevolmente immerso nel bosco, che porta al piccolo edificio dedicato a San Martino.


Siamo arrivati alle spalle della chiesa trovandola posta in un bell'angolo tra alberi e rocce. Purtroppo era chiusa e siamo a malapena riusciti a sbirciare degli affreschi da una finestra, in parte coperta da dei pali addossati all'interno.
La vista si è dovuta "accontentare" di uno scorcio verso il Lago Maggiore.


Dopo una ricerca piuttosto rapida per il web ho trovato poche informazioni su questo luogo ma due dettagli mi hanno particolarmente incuriosita. Uno è che è meta di una fiaccolata notturna, l'ultima domenica di agosto. Il secondo è che vi suona una "campana ambrosiana".


Ecco, sono alle solite: sto cercando riguardo un argomento e finisco con l'intrigarmi di un altro!
Non avevo idea di cosa fosse una campana ambrosiana e allora ho provato a capire qualcosa di nuovo. Se anche voi non conoscete questa definizione, eccovi il riassunto di quello che ho letto.

Inizialmente le campane erano strumenti fissi, suonati col movimento di un battaglio.
Come tutti gli strumenti, col tempo hanno subìto migliorie e si ha iniziato a suonarle a slancio: la campana è stata messa in movimento, col battaglio che la colpisce per inerzia. Oggi è questo il sistema più utilizzato al mondo e tramite ruote contrappesi si è reso lo slancio sempre più facile da gestire.

Veniamo a quello di cui vi accennavo, il sistema di suono ambrosiano: é nato in territorio milanese nel XVIII secolo, prendendo il nome dal rito lì officiato (ambrosiano, appunto) e si è particolarmente diffuso in diverse zone dell'Italia Nord Occidentale. In questo caso il movimento di ogni campana avviene tramite ruote particolarmente grandi e tramite un'inceppatura dalla particolare struttura e un asse di rotazione diverso dal classico slancio.

Quando queste campane vengono suonate a distesa vengono fatte oscillare, una o più per volta, gestendo il dondolamento anche grazie alla scatola dei contrappesimontata sul ceppo e spesso decorata dalle caratteristiche bocce. La grande ruota e i contrappesi bilanciano il peso della campana, permettendo di muovere bronzi molto grandi e pesanti col minimo sforzo possibile.



Quando si suona a concerto sono indispensabili altri due elementi tipici del sistema ambrosiano: una sbarra di arresto ed una molla a balestra. Grazie ad esse, le campane possono mantenere la posizione a bicchiere, cioè rimanere ribaltate con la bocca verso l'alto, posizione che viene raggiunta mediante oscillazioni sempre più ampie. Raggiunta la posizione si può controllare il suono: bloccando, lasciando cadere e riposizionando secondo lo schema voluto, combinando i movimenti delle varie campane per dare luogo a complesse melodie, dette concerti. Al termine delle successioni di suoni (giri) previste dal concerto, le campane vengono lasciate dondolare per inerzia, fino a che si fermano da sole.

Le campane ambrosiane possono anche utilizzare un sistema a tastiera, per comporre i suoni a festa. In questo caso l'elemento che si muove è un battaglio collegato ad una tastiera e posizionato vicino alla campana, la quale resta ferma a ricevere i rintocchi.

Guardare le campane in movimento mi ha sempre affascinata: le imponenti ruote, l'enorme bocca del bicchiere che prima sparisce posizionandosi in alto e poi riappare in tutta la sua enormità, cadendo veloce per la sua mole ma lenta per quegli attimi d'attesa che il battaglio colpisca il bordo del bronzo, producendo un suono maestoso...

È capitato anche a voi di restare incantati a guardare le campane suonare? 
Forse sì, soprattutto se siete di questa zona e avete questo tipo di campane sotto (o meglio, sopra!) agli occhi tutti i giorni. 
Altrimenti godetevi lo spettacolo appena ne avrete l'occasione!

Arriverederci al prossimo post by Anna Bernasconi di annabernasconi.blogspot.com

Commenti

  1. Ciao Anna, argomento favoloso, come favoloso è il suono delle campane, fortunatamente al mio paese le campane si suonano ancora (nonostante il tentativo di qualcuno di zittirle il che ha portato purtroppo alla diminuzione dell'uso delle stesse) e l'atmosfera è sempre di festa.
    Interessante la spiegazione sul tipo e modo d'utilizzo delle diverse campane, termini e tecniche che non conoscevo.
    Grazie e buona domenica al suono delle campane. Romualdo.
    PS Oltre al suono è bellissimo stare a testa in su e ammirare questi enormi "strumenti" librarsi leggeri nell'aria.

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  2. Ciao Romualdo, ti leggo solo ora! Me ne sono andata in vacanza un paio di settimane ed è stato difficile connettermi... Meglio così, me la sono goduta ancor più dello scorso anno in cui quasi tutti i giorni ero in contatto con amici veri e virtuali!
    Inutile dire che mentre girovagavo in nuovi luoghi osservavo tutte le campane, mi hanno sempre affascinata ma da quando ne so qualcosa in più è ancora più interessante osservarle. Mi fa piacere d'aver incuriosito anche te!
    Salutoni e a presto sui nostri blog!

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