Un viaggio nella musica con Roberto Tiranti.


Ciao Roberto. Benvenuto nelle pagine dei Viaggiatori Ignoranti.
Vorrei partire da lontano, dalla tua città natale. Qual è stato il tuo rapporto con Genova, e com’è cambiato nel tempo?

Sono nato e cresciuto in periferia, a Palmaro “ridente” località fra Pra e Voltri a ponente di Genova. Da bambino ero estremamente attratto dalla metropoli e poi li c’era il luna park i cinema e tutto ciò che un bambino desidera. Crescendo mi sono spostato ad Arenzano (nel 1997) per poi tornare a Genova (2000) , per la precisione al Righi, zona bellissima sulle alture con vista mozzafiato. Dall’alto, dalle finestre di casa, la citta è davvero molto bella ma resta pur sempre una città quindi un posto in cui la qualità della vita non è buona. Mi ritengo fortunatissimo poiché vivo immerso nel verde ma a 15 minuti dal centro. Cambiamenti la città ne ha visti parecchi e devo ammettere siano stati molti di più i miglioramenti dei peggioramenti, a partire  dal 1992 con l’inaugurazione del porto antico. Una zona sporca, buia, “losca” è stata trasformata in un vero e proprio gioiello fatto di attrazioni, ristoranti, aree spettacolo. Lo stesso dicasi per il centro storico, nonostante rimanga in alcune sue parti, zona franca per la malavita, molte altre invece sono le aree rivalutate e decisamente migliorate.


Genova città di grandissimi cantautori. La nascita all’ombra della Lanterna ha influito sulla tua storia professionale?

Non credo, poiché l’enorme passione per la musica mi è stata passata per osmosi dalla mia famigla, successivamente la città ha influenzato il mio cammino.

Colgo il collegamento tra Genova e la musica per iniziare ad entrare nel tuo mondo: dal 1997 ti sei esibito con i New Trolls, cosa ti ha lasciato quella esperienza?

In realtà il primo mio sanremo coi Trolls risale al 1996 assieme al Maestro Umberto Bindi. Che dire, mettiti nei panni di un ventiduenne che passa dal palco del locale della riviera a quello dell’Ariston. Ovviamente sono cose che segnano positivamente la vita e credo non dimenticherò mai certe emozioni.


Dal 1997 sei cantante del gruppo power-progressive metal “Labyrinth”, hai voglia di spiegare ai nostri lettori il motivo della scelta di questi generi musicali?

Nessuna scelta! È la musica che ha sempre scelto me, dal canto mio ho avuto e tutt’ora ho un occhio di riguardo per la qualità. Certo sono un amante del rock ed il mio primo gruppo importante furono i Vanexa, storica band che per prima si misurò col metal in italia. I Labyrinth come altre realtà musicali con cui tutt’ora collaboro mi convinsero mettendo la loro musica avanti a tutto, musica di grande qualità che ci ha portati successivamente a girare il mondo.

Una domanda che mi sono sempre posto, ma quando giri il mondo per effettuare concerti riesci a “vivere il luogo” nel quale ti esibisci o rimane un palco?

Accade molto di rado purtroppo, ma quando hai il famoso day off è bello poter visitare i posti in cui ti trovi entrando in contatto con differenti usi e costumi.Ricordo ancora con piacere la bella passeggiata nella città proibita a Pechino nel 2004.


Hai cantato in America Latina, Europa ed Asia. Quale luogo ti ricordi con maggiore affetto e vorresti tornarci da “viaggiatore” e non da musicista?

Tornerei al volo negli USA, in Cile, in Giappone e da poco ho scoperto quanto sia bella e magica la Norvegia.

Io ti ho conosciuto tramite l’amico in comune Yuri che mi ha introdotto nel tuo mondo. Un giorno scopro che canti in musical importanti quali JCS ed i Dieci Comandamenti. Mi sono stupito in quanto pensavo fossero due mondi lontani il metal ed il musical. Vuoi spiegarci quali sono le differenze e quali sono le similitudini?

Per me non esistono differenze, io odio i “paletti” generati da un solo genere musicale, la vita è tremendamente breve per passarla all’interno di un solo genere musicale. Non mi sono mai posto il problema di dover adattarmi, tutto è sempre avvenuto con naturalezza e come ti dicevo prima, è la musica che ti viene a prendere non il contrario.


Nel ringraziarti per il tempo concesso vorrei chiudere con l’ultima domanda, ci spieghi il progetto MusicRaiser: Roberto Tiranti inizia una grande avventura?

Semplicissimo! Musicraiser e quindi tutti i metodi di crowdfunding sono la nuova frontiera della produzione musicale. La gente, gli amici , i fans diventano i produttori, in che modo? Acquistando in anteprima il disco ed altri servizi legati all’artista in questione. Musicraiser pone un limite di tempo, 2 mesi nel mio caso, ed una cifra “obiettivo”, in questi due mesi, la gente acquistando una serie di servizi fra cui il disco in anteprima, mi da l’opportunità di realizzare il lavoro. Se la termine dei 60 giorni l’obiettivo minimo in danaro non viene raggiunto, Musicraiser restituisce i soldi a tutti. È un metodo molto serio ed efficace, che ha lo scopo di avvicinare la gente alla musica, baipassando le etichette discografiche ormai morenti.
In autunno vedrà quindi la luce il mio primo lavoro solista e il nostro amico Yuri sarà parte integrante di questo lavoro.




Un grandissimo ringraziamento a Roberto per la disponibilità, la gentilezza e la simpatia.

Portfolio personale ed inedito di Minghini Yuri.
Fabio Casalini.

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