martedì 22 luglio 2014

Ritratto d'autore noir: Giorgio Faletti.


Fabio Viganò intervista Andrea Carlo Cappi.

Te  ne  sei  andato  in  un  giorno  qualunque... verrebbe  da  dire...
Ma  quando  muore  un essere  umano  non  è  mai  un  "giorno  qualunque".
E'  il  giorno  dell'addio  e  della  memoria  di  cio'  che  si  è  stati... nel  bene  e  nel  male. 
Questo  giorno  viene  per  tutti... Riguardo  al  bene  o  al  male, lasceremo  ad  altri  il  gravoso  compito  di  giudicare. Noi  siamo  uomini... Personalmente... non  vorrei  venir  giudicato  troppo  severamente... Mentre  scrivo... la  lingua  avrà  già  mietuto  vittime  a  iosa... "Ne  uccide  piu'  la  lingua  che  la  spada"... Ipse  dixit!!! 
Noi  vogliamo  ricordare  Faletti, con  le  parole  di  chi  lo  ha  conosciuto  sin  dal  suo  debutto  nel  campo  letterario: Andrea  Carlo  Cappi.

-Andrea, chi  era  Giorgio  Faletti, lo scrittore  Giorgio  Faletti. Quando  l'hai  conosciuto?
-Ho  conosciuto  di  persona  Giorgio  Faletti  quando  si  stava  affacciando  nel  mondo  del  giallo. Era  nelle  retrovie  a  un evento  sul  thriller  a  Milano  e  sembrava  Rocky  Balboa  di  ritorno   al  suo  quartiere  natale: fu  allora  che  seppi  che  aveva  appena  scritto  un  giallo.

-Parli  di  " Io  uccido", il  primo  romanzo  di  Faletti...
-Poi  ci  fu  l'ictus  al  momento  dell'uscita  di  "Io  uccido" e  il  successo  improvviso, ma  accuratamente  preparato  dall'editore, per  cui  quell'episodio  dev'essere  stata  un'insperata  benedizione  mediatica, mentre  lui  era  in  ospedale...

-L'hai  piu'  rivisto?
-Si. Quando  l'ho  incrociato  di  nuovo  a  San  Pellegrino  Terme  era  l'autore  di  thriller  piu'  famoso  d'Italia  e  riusciva  anche  a  ironizzare  sull'accaduto  dicendo:" Per  il  prossimo  libro  stiamo  organizzando  un  infarto".

-Si  direbbe  "  dry  humor  all'inglese"...Cosa  pensi  di  lui  come  autore  di  thriller...A  noi  puoi  dirlo...Rimarrà  un  segreto!
-In  realtà  come  autore  di  thriller, si  rifaceva  al  boom  dei  romanzi  sui  serial  killer   che  in  America  aveva  furoreggiato   nel  ventennio  precedente  mentre  oltreoceano  già   si  era  alla  ricerca  di  formule  innovative,  la  serie  "Dexter"  di  Jeff  Lindsay, i  romanzi  di  Jacqueline  " Jack"  Daniels  di  J.A. Konrath.



-Quindi...?
-Quindi  Faletti  non  era  quanto  a  originalità  il  Jeffery  Deaver  italiano, per  citare  un  nostro  amico  e  maestro  comune, ma  un  ottimo  autore  di  exploitation,  ovvero  uno  scrittore  che  segue  un  filone  consolidato  di  un  genere  narrativo, sfruttandone  gli  stereotipi;  la  mossa  di  marketing  è  stata  sfruttare  la  notorietà  multimediale    per  far  leggere  i  suoi  libri    a  un  pubblico  non  abituale  di  questo  tipo  di  narrativa, quindi  piu'  disposto  a  lasciarsi  sorprendere.

-Mi  pare,...girasse  persino  la  voce  che  non  fosse  lui  a  scrivere  i  romanzi  ma  un'altra  persona. Leggenda  metropolitana?
-Si...Poi  c'è  stata  la  leggenda  metropolitana    secondo  cui  Giorgio  Faletti  si  sarebbe  fatto  scrivere    i  suoi  libri  da  un  ghostwriter  americano,  qualcuno  ha  parlato  proprio  di  Deaver,  che  peraltro  ha  già  abbastanza  da  fare  con  i  suoi  libri, per  poi  tradurli.

- Quindi...?
-Quindi,in  realtà  penso  che,  da  avido  lettore  e  spettatore  di  thriller  americani, dei  quali  si  alimentava,  Faletti  i  suoi  romanzi  se  li  sia  sempre  scritti  da  solo, semmai  mutuando  dalla  lingua  inglese  certe  espressioni  idiomatiche  che  hanno  indotto  alcuni  lettori  a  pensare  che  i  suoi  libri  fossero  traduzioni.  Ma  credo  proprio  che  non  gli  sarebbe  piaciuto  farsi  scrivere  i  testi  da  qualcun  altro.

-Grazie  Andrea, a  nome  de  "I  viaggiatori  ignoranti", nonchè  dei  nostri  lettori.
-Prego. Hasta  Luego!


Fabio  Vigano'

Fotografia: www.gazzettadasti.it



3 commenti:

  1. Ottima intervista. .un bellissimo omaggio al bravo e simpatico Faletti.

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  2. Complimenti caro Fabio!
    Geniale!

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    1. Grazie!Un sentito ringraziamento...

      Fabio il Viaggiatore Ignorante

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