venerdì 13 giugno 2014

Un mesto corteo per le strade di Aix-en-Provence

Aix-en-Provence. Notte tra il 29 ed il 30 aprile del 1611. Il curato Louis Gaufridi attende la fine.
Il suo corpo, straziato dalle lunghe giornate di tortura, la sua mente e la speranza sono perdute. Finite.
Un singolo raggio di sole! il prete non attende altro!
Vorrebbe guardare negli occhi la stella luminosa un'ultima volta. Se lo è meritato.
Insieme a questi pensieri, forse gli unici in grado di essere partoriti da una mente logorata ed asciugata dalla crudeltà umana, arriva l'alba. Inizio di un nuovo giorno che per Gaufridi rappresenterà il tramonto della vita. 
Con le poche energie di cui dispone, cerca di alzarsi per inseguire il tiepido raggio che penetra dalla finestra della cella. Il corpo, dilaniato dalla torture perpetrate della Santa Inquisizione, non reagisce! Le slogature multiple inferte dallo squassamento impediscono movimenti fluidi, meglio, impediscono qualsiasi tipo di movimento.
Striscia e si contorce sino a raggiungere la parete della finestra: "se non posso guardare il sole cercherò di attendere la fine accarezzando i raggi che mi ricorderanno la grandezza di Dio". Nei pochi momenti di lucidità ripercorre gli ultimi 2 anni della sua vita.
Ritorna, per l'ultima volta, al ricordo delle infamanti accuse ... Lei Louis Gaufridi è ritenuto colpevole di aver posseduto sessualmente una bambina di 9 anni, di aver organizzato sabba alla presenza del demonio, di aver concesso Madeleine de Demandolx alle voglie di Belzebù e di aver mangiato bambini per volere di Satana in persona.....
Pensa a come sia potuto succedere! a come una ragazza possa aver creato tutto questo!
Non si da pace, si arrovella per capire, ma non riesce.
Rinuncia.
Come fece il giorno dell'ultimo interrogatorio, quando al culmine delle torture ammise di esercitare un enorme potere sulle donne e che oltre mille di loro erano state avvelenate dal fascino del suo respiro che le riempiva di passione..
Quando pensa a quelle parole ancora non comprende come possano essere uscite dalla sua bocca....o forse si, inizia a capire, gli inquisitori sono bravi nell'estorcere confessioni e lui pur di non soffrire avrebbe detto qualsiasi cosa, anche di aver mangiato bambini.....
Il sole prepotente si alza ed illumina quella latrina chiamata cella.
Un pensiero violento avvolge la mente del curato, "perché sono ancora vivo? perché devo attendere ancora la morte?".... perso nella sua disperazione inizia ad annusare l'odore della morte che violento penetra nel suo corpo. "Ora quali torture mi aspettano? riusciranno nell'impresa di uccidermi?".... Il ricordo delle atrocità subite non lo abbandona mai. Appoggia lo sguardo sul corpo nudo. Qualche giorno prima era stato rasato completamente alla ricerca del marchio del diavolo. Non importa se non vi fosse, gli inquisitori ne trovarono ben tre, uno più distinto dell'altro. Forza dell'illusione! 
Vorrebbe provare per l'ultima volta ad alzarsi, a guardare fuori dalla cella in direzione della città, della moltitudine che sente brontolare appena fuori dalla prigione. Non distingue le parole, neppure i toni delle persone, ma sente che sono li per lui, per godere di quest'ultimo tratto di vita del frate del diavolo! 
Passi lontani.
Il desiderio non è forte quanto il dolore del corpo! Non riesce nemmeno a rotolare sul pavimento della cella. E' completamente inerme. 
I passi si stanno avvicinando. 
"Saranno per me? è già l'ora del mio ultimo camminamento?"
La chiave a forza entra nel lucchetto. La cella si apre. I carcerieri lo alzano, lo sospingono oltre la soglia.
Le scale sono terribili nel corpo e nella mente. 
Lo trascinano a forza sino alla luce del sole. 
Una moltitudine lo attende! lo deride! lo insulta!
I carcerieri vengono sostituiti dagli ultimi torturatori.
La mente vacilla, il distacco dal corpo ora è totale.
Estremo atto di difesa.
Pensa di riuscire a lasciare il dolore lontano da se.
Ma lo squassamento non risparmia nessuno.
Le mani vengono legate dietro la schiena. Una seconda corda viene collegata alla precedente. Il corpo del curato issato, tramite un argano, alla pubblica piazza!
Sospeso in aria non trova la forza di guardare i suoi torturatori.
Il dolore è lancinante.
Chiede perdono a Dio.
La sua voce è flebile, non arriva alle orecchie dei torturatori, che continuano nel loro sadico piacere. Legano dei pesi al corpo del condannato, che viene issato ancora più in alto.
"perché la folla mi dimostra questa rabbia? non crederanno alle accuse che mi hanno mosso?
Altro tempo per pensare non rimane.
Il corpo del prelato viene lasciato cadere sino quasi a toccare il terreno.
Le urla escono con rabbia dalla gola del condannato!
Sviene.
La confessione era avvenuta nelle settimane precedenti grazie all'utilizzo dello stesso strumento di tortura. 
Le accuse erano tali che l'uomo doveva essere distrutto prima che ucciso!
Chiede nuovamente perdono a Dio.
Lo ascoltano.
Liberano la seconda corda ed il corpo sbatte violentemente per terra.
La speranza che la fine sia vicina pervade la mente dell'uomo.
Una nuova corda passa attraverso le braccia legate dietro la schiena. 
Un corpo di arcieri si avvicina. 
Uno di loro prende la corda ed inizia a trascinare il corpo, quello che ne rimane, per le antiche strade di Aix-en-Provence.
I restanti arcieri fanno da scudo su ambo i lati del triste corteo, non permettendo alla feroce folla di avvicinarsi e di infierire sul corpo del prete.
La lugubre processione si protrae per 5 ore nel sole della Provenza!
Finalmente nel tardo pomeriggio si giunge nel luogo nel quale si brucerà l'eretico, l'adoratore del demonio nonché mangiatori di bambini.
Il corpo è talmente malridotto che si fatica a legarlo al palo sul quale issarlo per il rogo purificatore. 
Grande conciliabolo di inquisitori, torturatori e boia.
La decisione è presa!
Verrà concessa la misericordia dello strangolamento!
Pochi minuti dopo il corpo senza vita di Louis Gaufridi è bruciato per la gioia di tutti gli intervenuti.


Bibliografia: 
Les Grandes Victimes de L'Hystérie : Louis Gaufridi, curè des Accoules et Magdeleine de la Palud
- La storia segreta di Lucifero, Lynn Pickett.

Tutte le fotografie di questo articolo sono di proprietà di Fabio Casalini e si riferiscono alle chiese gotiche di Aix-en-Provence: Saint Saveur e Saint-Jean-de-Malte.


Fabio Casalini

4 commenti:

  1. crudele come in poche occasioni Fabio ...tremenda quanto verosimile ricostruzione ..Livi

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    1. Grazie Livi.
      Le accuse erano gravi ed importanti.
      Trattamento di riguardo....
      Fabio

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  2. È orribile. Straziante. Sconvolgente. Fa male ad ogni riga....

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    1. Ho provato ad entrare nel corpo del prete.
      Dai commenti presenti, anche sui social network, ritengo di esserci riuscito.
      Fabio

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