Le streghe del Monte Cistella

Era un febbraio come tanti. La neve cadeva abbondante e copriva tutto. 
Il primo giorno di sole decidemmo di partire per una piccola escursione.
Quale meta? 
La scelta cadde sul Monte Cazzola, nel cuore del Parco del Devero.  
La salita non è complessa e permette di ammirare il paesaggio, grandioso, che fa da cornice al nostro camminare. Sorpassata l'alpe Misanco le ciaspole iniziano ad affondare nella neve fresca caduta copiosa nella notte.
Gli occhiali si appannano, ma il sole alto nel cielo non permette di avanzare in loro assenza. Pochi minuti dopo l'attacco dell'ultima salita si è in vista della piccola croce di vetta. Qualche piccolo sforzo e si giunge sul pianoro sommitale, dove lo sguardo è libero di spaziare in tutte le direzioni. Quel giorno la vista venne catturata dalla massiccia mole del Monte Cistella e del Pizzo Diei.
La loro geografia mi è nota sin da bambino, ma quel giorno vi era qualcosa di diverso, quel qualcosa che non riesci a comprendere. 
Puoi ostinarti, rimanere immobile, ma non capisci. Vi sono quei giorni in cui non comprendi la natura delle cose.
Ad un tratto una luce accecante colpisce la mia fantasia.
"Cosa sarà?".
Non comprendo la natura di quel bagliore. I miei compagni non l'hanno notato. 
Lascio cadere il discorso, ma non la curiosità.
La primavera trascorre tranquilla, tra un'escursione in Valgrande ed una in Valle di Vigezzo, per ammirare la natura di nuovo vincitrice sull'inverno!
Quella luce tornava spesso nei miei ricordi.
Non potevo lasciarla nella piana del Cistella, dovevo portarla con me.
Dovevo, almeno, provare a capire cosa rappresentasse!
Arrivato luglio decidiamo di salire il Cistella ed il pizzo Diei. Essendo lunga e difficoltosa in alcuni passaggi, optiamo per passare la notte al bivacco Leoni posto nei pressi della vetta del Cistella.
Arrivati a San Domenico constatiamo con gioia che la seggiovia che sale all'Alpe Ciamporino è in funzione. Possiamo risparmiare un'ora e qualche minuto di cammino, che utilizzeremo per conoscere maggiormente la zona della vetta.
Arriviamo all'alpe senza renderci conto del tragitto percorso velocemente grazie alla tecnologia. I discorsi vertono sulla notte al bivacco. Siamo incuriositi. Abbiamo battuto rifugi di buona parte delle Lepontine, ma bivacchi mai. Sarà esperienza nuova.
Tra una parola ed una sorsata d'acqua aggiriamo la mole del pizzo Diei dirigendosi senza indugio al pianoro del Cistella. 
Arriviamo è scopriamo la "luna"! 
Assenza completa di vegetazione.
Pietre levigate dal duraturo soffiare del vento.
Molti ometti, alcuni davvero notevoli, lasciati li da quelli che ci hanno preceduto. 
La montagna è questo! 
Dove il sentiero non è segnato, anche se ben visibile la strada da percorrere per raggiungere il bivacco, si aiutano quelli che verranno dopo di te posizionando pietre per erigere una piccola piramide che funge da punto di riferimento.
Amo la montagna e la gente che la frequenta, senza se e senza ma.
In poco tempo ci portiamo al bivacco Leoni. Meritato risposo. 
Il sole è caldo, il vento leggero.
Entrambi accarezzano la pelle.
La vetta del Cistella la raggiungiamo in poco tempo. Vista meravigliosa.
Torniamo al bivacco per preparare una veloce cena.
Non abbiamo compagnia. Siamo in due a cospetto della montagna.
Il tramonto non lascia dubbi sull'esistenza della bellezza in natura.
Le parole iniziano a scarseggiare, la stanchezza avanza. 
Gli occhi lentamente si chiudono......


...ed ecco tornare la luce, quella piccola luce intravista mesi prima dalla vetta del Monte Cazzola. Ora è intensa. Vicina. Illumina due corna. E' situata nel mezzo di quella che sembra essere una testa di capra. Ondeggia ora a destra ora a sinistra senza regolarità. Nel buio si intravedono molte braccia e gambe. Sembrano appena unte. Si! sono unte! Sembra grasso...non riesco a comprendere il tutto...non comprendo nulla a dire il vero....Quelle che sembrano persone si stanno avvicinando alla luce...la luce sembra una candela...ora ondeggia a destra e si accende un'altra piccola luce...ora ondeggia a sinistra ed un'altra luce appare.... Sono stordito! Le luci sono più di dieci. Sono piccole rispetto alla principale che ora sembra danzare nel centro di un piccolo cerchio formato dalle altre luci.... Quella che a me sembrava essere una capra ora è notevolmente più alta! è sicuramente su due zampe...o forse sono gambe? Tutte le luci ora si alzano leggermente da terra....

All'improvviso mi desto!
Sono appoggiato al muro del bivacco.
Il nulla intorno.
Solo la luna come compagnia.
Una sigaretta illumina parte del mio corpo.
In quel vizio trovo tranquillità. Non abbastanza per sdraiarmi. Rimango di vedetta tutta la notte. L'alba porta con se la nascita di un nuovo giorno.
Non proferisco parola al compagno di tante avventure....reali....questa è troppo anche per lui. Manteniamo un discreto silenzio, non abituale tra noi.
Saliamo senza difficoltà il pizzo Diei. La fatica del pensare è superiore a quella del camminare. Un frugale pasto.
Riprendiamo il sentiero per il ritorno all'alpe Ciamporino.
Decidiamo di scendere lungo la strada forestale. 
Ad un tratto un rumore nella vegetazione!
Scrutiamo per capire.
All'improvviso una capra a pochi metri da noi. Reagisco camminando all'indietro per la curiosità del mio compagno. Mi guarda, mi fissa e ride...." Fabio è solo una capra! abbiamo visto aquile, cinghiali, camosci, stambecchi e vipere in grande quantità e ne abbiamo sempre sorriso! ora una capra ti spaventa??? dai è solo una capra!!"..... Sorrido in silenzio e penso.... E' vero le capre sono solo capre......

Fabio Casalini

- Rappresentazione di copertina dell'articolo:  il sabba. 
- Il sabba delle streghe: Francisco Goya, 1797-1798.

Commenti

  1. Bellissima......... adoro il Cistella è la mia montagna e al mattino quando alzo la tapparella mi appare in tutta la sua maestosità..... come una fotografia . In quanto alle streghe..... potrei essere una discendente di quelle che furono......

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    1. Grazie!!!! Spero di incontrarti sulla mia strada! Sono molto interessato a conoscere l'argomento!!!

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    2. bella questa storia,suggestiva,fa venire voglia di andare in montagna e cercare quella luce!!! bravo!!!

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  2. complimenti leggo sempre le tue storie sono interresanti

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    1. Grazie Giuseppe!!! Sono felice di riuscire a suscitare interesse!!
      Fabio

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  3. meravigliosa,sempre andare oltre srmpre un grsdino in la!

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    1. Quel gradino bisogna farlo, si deve avere il coraggio di andare oltre per comprendere da dove veniamo.
      Questo è un racconto basato su resoconti dettagliati di come avvenisse il Sabba... se avveniva in quel modo... noi stiamo elaborando concetti leggermente diversi...
      Fabio

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  4. Amo la montagna senza se e senza ma....amo anche le storie che la riguardano. Grazie!









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    1. Grazie Germana per il sostegno e per l'assidua presenza nelle pagine di questo progetto.
      La montagna si ama e con essa tutte le storie che ne derivano.
      Belle o brutte.
      Fabio

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  5. Le streghe del Cistella. Al suono di una fisarmonica cantavano, ballavano, riempivano di euforia l'angusta stanza della baita abbarbicata sulle cime innevate . La festa andava avanti tutta la notte e lo sventurato che aveva smarrito la strada trovava in questo rifugio obbligato ebrezza smodata, inebriante calore. Poi, al primo albeggiare, tutto spariva, silenzio assoluto, ne' canti, ne' balli, ne' bicchieri colmi. Cos'era accaduto? Dov'erano andate le steghe allegre del Cistella. Suggestione, fantasia, immaginazione, ... Chissa'. Certo e' che volgendo lo sguardo al Cistella un brivido ci percorre ed e' bello credere che di notte, lassu' ,possa ancora accadere qualcosa di misterioso....

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    1. Ciao Luisella.
      Un brivido percorre la schiena con il naso all'insù.
      Cosa troveremo?
      Si faranno vedere?
      Le capre sono solo capre... forse...
      Fabio

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  6. Una storia molto bella. Mi mancava questo scritto. Siamo saliti con voi al bivacco. Abbiamo camminato per le montagne. Un sogno o una suggestione. Forse qualcosa in più in un luogo che ha visto cose lontane nel tempo. Riproponi più spesso i tuoi scritti sulla montagna. È come fare un'escursione con voi. Grazie. Rosella

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    1. Rosella ciao!
      Tra sogno e suggestione nasce la storia.
      Si diceva che in fondo ogni leggenda nasconde un piccolo germe di verità....
      Fabio

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  7. O ti sei fatto un giro in pizzeria a CROVEO o hai ciccato la montagna: non si parla delle STREGHE DEL CERVANDONE ???
    delucidami...

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    1. Primo non mi faccio nessun giro.
      Secondo è un blog di ricerca delle tradizioni, leggende e misteri del nostro territorio (insieme a molto altro), per cui la terminologia da utilizzare andrebbe rivista anonimo delle 17,54 del 24 luglio 2016.
      Detto questo: Il monte Cistella vede la presenza di diversi massi coppellati (cioè quelle pietre che presentano incavi su cui gli studiosi ancora dibattono circa l'utilizzo reale degli antichi abitanti) che potrebbero rappresentare un punto di partenza per costruire una situazione diversa rispetto al Cervandone - Cervandonetta (come lo chiamavano le donne di Baceno) per quanto riguarda il luogo d'incontro con il demonio. Secondo esistono diverse leggende che vedono la presenza delle streghe in cima al Cistella, al lago d'Avino, al lago delle streghe dell'Alpe Veglia e così via...
      Queste streghe con molta probabilità non sono le sacerdotesse di Croveo e Baceno.
      Ciao anonimo delle 17,54 del 24 luglio 2016.
      Fabio

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