lunedì 2 giugno 2014

Johannes Gutenberg, l'alchimista che scoprì l'oro all'ombra della cattedrale

Strasburgo, 1437.
Primo pomeriggio d'autunno. La nebbia che leggera si alza dall'Ill circonda le strade e le piccole botteghe dei conciatori. 
Un uomo, di età indefinita, con una folta barba bianca si aggira nel quartiere dei tanneurs alla ricerca di uno speziale. L'uomo, che si pensava solo, era seguito a pochi passi da due sconosciuti, molto interessati ad ogni suo movimento, ad ogni suo acquisto. 
Trovato il negozio, svelto entra ed acquista il dovuto. Altrettanto velocemente abbandona la bottega ed il quartiere per dirigersi verso la propria abitazione.
I due sconosciuti entrarono a loro volta nell'erboristeria chiedendo al proprietario quali strani ingredienti avesse comprato l'uomo con la barba che da poco aveva abbandonato la scena. Il negoziante, smarrito, rimase sulle sue sino a quando i due fecero un preciso elenco: piombo, mercurio, alcool e....stagno, si stagno! Lo speziale annui, i due incrociarono i propri sguardi ed il più giovane si fece sfuggire: " allora è tutto confermato! sta fabbricando l'oro!".
I due sconosciuti erano servi di un potente imprenditore di Strasburgo. Nella casa delle stesso quel pomeriggio, ad attendere informazioni e condividere quella strana sensazione che possiamo identificare come un misto tra eccitazione e mistero, erano in tre. Dritzehen e Riffe erano seduti di fronte al fuoco nel silenzio, silenzio che solo le giornate importanti sanno dare. Heilmann stava alla finestra scrutando la piazza sotto di se. Per un secondo il suo sguardo si alzò verso il cielo e, tra le nuvole che minacciose avanzavano, vi trovò la guglia della magnifica cattedrale gotica colpita dall'ultimo raggio del sole autunnale. La magnifica visione venne interrotta dall'arrivo dei servitori.
Entrarono trafelati nella stanza e senza attendere l'approvazione dissero: 
"Herr Johann sta fabbricando l'oro!
I tre signori si guardarono negli occhi, non trovarono parole ma solo conferme ai loro sospetti. Heilmann sbottò: 
" la pagherà!".
Herr Johann non era molto amato a Strasburgo. Non era figlio dell'Alsazia! era nativo di Magonza. Inoltre aveva abbandonato poco prima del matrimonio una delle figlie predilette di Strasburgo. Per questo avvenimento aveva subito un processo ma ne era uscito senza colpe. Non si era mai integrato. Quando vagava per la città in cerca di prodotti era guardato con sospetto. Si accorgeva che al suo passaggio le donne si chiamavano con il gomito e gli uomini abbassavano lo sguardo per non doverlo salutare. Johann tirava dritto. Aveva un carattere schivo e taciturno e non gli importava molto di quelle persone, a suo dire, pettegole e con la lingua baciata dal diavolo. 
Negli anni la politica lo aveva chiamato e nominato Constofler, cioè senatore della città. Era un nobile con un passato oscuro ed un presente ambiguo.
Questa situazione lo portò a lasciare il centro di Strasburgo per ritirarsi nel monastero di S. Arbogast, poco lontano dalla cattedrale ma al contempo abbastanza lontano dalle lingue dei male informati.
I tre signori decisero, senza attendere oltre, che il giorno seguente avrebbero fatto visita al loro vecchio amico! Avevano molte domande da fare ed una argomento da ricordare: la loro società, abbandonata da Johann all'improvviso due anni prima, era ancora valida e se il loro ex socio avesse scoperto la formula per l'oro, a loro ne spettava sicuramente una parte.
La mattina seguente le basse nuvole che avvolgevano il monastero e le luci che uscivano dalle finestre donavano un aspetto spettrale alla scena.
Questa nebbia mattutina non fermò la cavalcata dei tre, che spediti si dirigevano al portone del convento.  
Qualche istante dopo Lorenz, il fedele servo di Johann, avvertì il padrone dell'imminente arrivo: 
"Herr Johann tre persone sono all'orizzonte, sembrano Riffe e Dritzehen ed il terzo dovrebbe essere herr Heilmann!"
Passarono alcuni istanti di silenzioso terrore poi all'improvviso: 
"Maledizione! hanno scoperto il luogo nel quale mi ero riparato! Lorenz svelto nascondi tutto quello che vi è sui tavoli dell'ingresso! togli il paiolo dal camino e cerca di coprire i tavoli della sala da lavoro! quello che non riesci a nascondere portalo in chiesa, li non dovrebbero venire a cercare...e ricorda il paiolo dal camino!".
Johann, orafo con la sfrenata passione per la stampa, correva tra le stanze lanciando teli nella vana speranza di nascondere il lavoro di due anni. Alcune lastre insieme ad alcuni bulini erano scivolate sul pavimento, ma non vi era tempo di levarli da quella scomoda posizione!
Non vi era più tempo.
I tre si presentarono al cospetto dell'orafo.
"Salve herr Johann".
"salve a voi".
Non vi era bisogno di presentazioni ed i convenevoli si chiusero qui.
Dritzehen, il più anziano dei tre, era spinto da un desiderio di verità che poteva scivolare nella violenza! Dopo poco tempo scivolò nell'inferno dell'attesa. 
Non durò molto e prese parola in quel contesto immobile: 
"che strano vi è odore di qualcosa che bolle nelle pentole eppure...non vi è nulla sul fuoco!". 
Johann capì, ma lo presumeva già, che non si trattava di una visita di cortesia e provò ad argomentare
"stavo facendo un piccolo esperimento, ma nulla....non ha funzionato..."
intervenne Riffe 
"sappiamo tutto, sappiamo tutto da tempo
Johann provò una ennesima reazione 
"certo, sto cercando di migliorare la qualità della stampa, sto provando ad eliminare quelle fastidiose sbavature delle immagini che ci rovinarono due anni fa...".
A queste parole Dritzehen reagì vigorosamente! Prese il malcapitato per un braccio e lo strattonò riuscendo a farfugliare 
"basta con le menzogne, sappiamo tutto! sappiamo che hai fabbricato l'oro...
Johann rimase smarrito ma al contempo un luccichio di tranquillità penetrò nel suo cuore in quanto gli ex soci non avevano capito nulla. 
Dritzehen proseguì 
"se non rispetti i termini della nostra società, se non ci permetti di partecipare alla tua ricchezza....ti distruggiamo! la società è ancora viva ed il tuo lavoro appartiene ad essa!".
La parola appartenenza non era inclusa nel vocabolario di Johann che scattò dalla sedia, sulla quale era stato spinto dal comportamento impulsivo dell'imprenditore, urlando. 
"Ma quale oro! Non sono un alchimista! ma come potete pensare che sia un alchimista!".
I secondi che seguirono queste parole furono di silenzio e la stanza, cupa dalla giornata uggiosa, doveva sembrare la porta dell'inferno con quel fuoco che ardeva all'interno del camino. 
Johann con l'ultima forza che aveva sbottò 
" volete vedere il mio oro?
Sollevò velocemente i teli che coprivano i tavoli da lavoro per permettere alla luce di colpire le lastre ed i metalli ma soprattutto una pagina di libro composta in caratteri mobili di piombo! guardò negli occhi i suoi accusatori e con grande soddisfazione decise di approfittare della situazione: 
" la nostra società è sempre valida?
I tre si guardarono ed accennarono un si a Dritzehen che intervenne 
" si Johann Gutenberg, la nostra società è valida.".
Pochi giorni dopo, all'ombra della cattedrale, nello studio di un notaio nasceva la "società per la stampa artificiale dei libri".

Attorno al 1448, Gutenberg ritornò a Magonza, dove nel 1450 costituì una societas con l'orafo Johann Fust per la produzione di un libro stampato con la nuova tecnica. I due decisero di stampare la Bibbia cristiana (il testo utilizzato fu quello della Vulgata).
L'invenzione di Gutenberg cambiò il futuro di Strasburgo, dell'Europa e dell'intera umanità.

Fabio Casalini

Bibliografia
- Meridiani, Alsazia e Lorena
Johann Gutenberg: The Man and His Invention, Aldershot, Scolar Press

4 commenti:

  1. Bellissima storia!
    La seconda foto mi piace da morire!
    I bordi sfumati di nero normalmente mi stanno antipatici ma qui mi piacciono, legano l'atmosfera delle immagini a quella misteriosa del racconto.

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    1. Grazie Anna. Leggo con "qualche mese" di ritardo il commento, ma sai che siamo un cantiere.....

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