Il Lupo di Angera

Siamo sul finire del 1600 in quel tratto del lago Maggiore tra Arona ed Angera.
Le locande della zona servono vino ai forestieri ed ai clienti abituali.
Alle pareti mensole che sorreggono lampade per l'illuminazione serale, sotto di esse anfore che un tempo venivano utilizzate per portare il vino in tavola. 
Probabilmente qualche maldestro, o forse troppo ubriaco frequentatore, ha trascinato le anfore di cui sopra, insieme a se stesso, per le terre, mortificandole e distruggendole in parte, rendendole quindi inutilizzabili per la bisogna.
Se vi fosse capitato di sedervi in una di queste osterie avreste ascoltato le storie del Lupo di Angera.
Siamo a cavallo tra la storia e la leggenda, con la partecipazione straordinaria del mistero.
Un lupo sulle rive del lago?
No! non parliamo del nobile animale, padrone delle montagne di mezza Europa! Parliamo di un uomo che per diversi anni pose la zona in questione sotto l'assedio del terrore piratesco.
Il "Lupo di Angera" era nativo di Arona. 
Passato alla storia come pirata, alla leggenda come distruttore di vite.
"Ur Luff" aveva grande barba, dimensioni da eroe greco e carnagione scura. Come nelle migliori saghe il pirata era protetto dal podestà o governatore della piccola città. Il loro rapporto si basava sulla cessione del quinto! Si del quinto del bottino che il nostro masnadiero riusciva a derubare sulle sponde del lago.
Vi sono poche informazioni certe giunte sino a noi, una di queste è relativa all'antro, la grotta ai piedi della Rocca di Angera, che serviva da riparo per il pirata e la sua piccola flotta di imbarcazioni, ancora oggi conosciuta come la "tana del lupo".
Il Lupo era solito agire a cavallo tra il periodo autunnale e quello invernale, il motivo è da ritrovare nella foschia, o nella nebbia, che in quel periodo avvolgeva la sua imbarcazione e che gli permetteva di assalire alle spalle, senza essere scorto, le imbarcazioni cariche di merci che solcavano le acque del Lago Maggiore.
Il nostro non era solo pirata, era altrettanto saccheggiatore di città!
Tale attività lo portò a pensare, ideare e realizzare una galleria tra Angera ed Arona che passava al di sotto del lago nel punto in cui vi è minore distanza tra le due rive. La galleria era funzionale all'attività di saccheggio, in quanto gli permetteva di giungere nella città da depredare all'improvviso, non permettendo ai poveri malcapitati di organizzare resistenze.
Il Lupo decise che nessuno dovesse rimanere in vita per raccontare il proprio mistero per cui decise di uccidere tutti coloro che avessero partecipato alla costruzione!
Ma la leggenda non sarebbe tale se non vi fosse un racconto dai tratti sconvolgenti.
Il Lupo si narra che avesse un solo nemico, un signore di Taino che resisteva alle sue scorribande. Il pirata mandò i suoi sgherri nella piccola città nelle vicinanze di Varese con il preciso ordine di rapire il figlio del rivale. Il bimbo venne portato ad Angera nella grotta dove riparava il pirata. Senza pietà e senza scrupolo lo uccise, lo cucinò ed alla fine lo mangiò!
Le sue angherie ebbero fine quando decise di rapire e violentare, per diversi giorni, due ragazze di buona famiglia. Le fanciulle, appena finite le violenze, ed approfittando del riposo del mostro, scapparono dall'antro per lanciarsi dalla rupe. Preferirono la morte rispetto alla vergogna! 
Il fatto fece un grande clamore. 
Il prete di Angera procedette con l'immediata scomunica del Lupo.
Il podestà allontanò da se l'ingombrante figura.
Allontanato dalla Chiesa, bandito della Signoria,  il Lupo si perse nelle nebbie del lago...
Nelle osterie si raccontava una storia: alcuni frequentatori abituali, tra una bottiglia e l'altra, avanzarono la teoria che il pirata fosse annegato durante il crollo della sua galleria tra Angera ed Arona, motivo per cui la stessa non venne mai trovata......


Fabio Casalini.
Portfolio personale ed inedito di Minghini Yuri.

Commenti

  1. Bellissimo. Scrivi così bene! Però, per favore, togli quell'orribile accento a "FU", che è un monosillabo non confondibile con altri...

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    1. Ero indeciso tra diverse versioni del titolo.
      Disattento ho cliccato sulla ù, appena ho letto il tuo commento ho provveduto ad eliminare e modificare il titolo.
      Grazie per i complimenti Laila!

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  2. emozionante ....complimenti..,altra chicca,altro passo avanti

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  3. Che narrazione avvincente e fluida. Lettura piacevolissima al di là delle efferatezze raccontate. Ed hai allargato gli orizzonti del mio immaginario piratesco: solo con le tue storie-leggende ho scoperto che esisteva la pirateria lacustre.

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    1. Grazie Laura.
      Il racconto del Lupo fa parte di un ciclo di quattro.
      Le informazioni a riguardo sono scarse.
      Molto appartiene alla mia immaginazione.
      Purtroppo il Lago Maggiore è stato infestato a lungo da pirati, bucanieri e masnadieri.
      Risvolti politici dietro tutto questo?
      Solo il tempo dirà....
      Fabio

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  4. Bellissima !!! Ho frequentato diverse di queste osterie in occasione di diverse feste locali tipo arborellate ma questa non mi è mai capitato di sentirla!!!!

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    1. Ciao.
      Grazie per i complimenti.
      Mi sono basato su 3-4 informazioni storiche per realizzare questo racconto di fantasia.
      Conoscendo le vicende del Lago Maggiore, sono di Verbania, è risultato abbastanza semplice.
      Fabio

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  5. Ho letto almeno tre volte questo articolo e non l'ho mai commentato. Provvedo subito. Molto bello Fabio, soprattutto perchè ci regala uno spaccato di vita che nessuno o quasi da noi conosce.
    Pirati di mare o di lago, erano persone senza paura che perseguivano i loro obiettivi sempre, ad ogno costo, senza mollare mai. Cattivi spesso, spietati ancora più spesso, collusi col potere o con la chiesa. Veritiero o no, un po' romanzato, un articolo bellissimo. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      Quasi tutto romanzato, di vero ci sono il nome e la fama del Lupo.
      Le informazioni erano scarne o nulle, per cui ho cercato di immaginare come operasse e come procedesse nel suo quotidiano delinquenziale.
      Fabio

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  6. Ma come mai tanto della storia nostra di casa è andata persa nel tempo? Perchè nessuno ha scritto? peccato, per fortuna sei arrivato tu!! Rosella

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    1. Molto non è stato scritto, molti documenti sono andati perduti oppure molte di queste storie non erano interessanti per i posteri..o forse era meglio non scriverne per non svelare i retroscena ed i collegamenti tra pirati, politica e quotidiano...
      Fabio

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  7. Hai mai pensato di farne un libro "illustrato per ragazzi? Tu scrivi io disegno e lo si propone ai Comuni di Angera e Arona per la distribuzione nelle scuole.

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    1. Roby, scusa il ritardo!
      E' un'idea che stiamo seguendo per quanto concerne la stregoneria e l'inquisizione. Il mio scrivere, dove non risparmio nulla per raccontare la verità, non è proprio indicato per i ragazzi, che ne dici?
      Fabio

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