Dalla Val Bedretto alla terra dei Walser. SuperAlp7 si conclude in terra di Formazza.



Siamo arrivati a Ulrichen in un pomeriggio di pioggia, l'unico, a dire il vero, del nostro lungo viaggio attraverso le Alpi. Il Glacier Express passa per la stazione di Bettermalp, e la tentazione di scendere per dare un'occhiata al  grandioso ghiacciaio dell'Aletsch è davvero forte... ma per questa volta dovremo soprassedere. Ulrichen è in realtà un ex comune del canton Vallese che, nel 2009, è stato inglobato con Obergesteln e Oberwald in un nuovo comune denominato Obergoms. Si trova sulle vie di collegamento del Griespass e del Neufenenpass (dove si trovano le sorgenti del Ticino) e proprio da quest'ultimo transiteremo per arrivare in Val Formazza dove concluderemo il nostro viaggio. Posto a 2480 m di quota, il Neufenenpass o Passo della Novena, è il secondo passo più alto della Svizzera. Ci arriviamo la mattina del 9 luglio e ad attenderci proprio lungo la strada troviamo un fantastico branco di stambecchi che giocano! L'itinerario originale avrebbe previsto il passaggio dal passo Gries, ma data la quantità di neve, si decide di passare per il Passo San Giacomo. Con noi c'è Piero Sormani, presidente del CAI Formazza, che ci fa strada lungo il sentiero. I lettori di questo Blog, hanno già sentito parlare del Passo San Giacomo, a proposito di questa storia Homini divisi dalle donne 



E il Passo è davvero un antico collegamento, crocevia di intensi scambi commerciali fin dal XV secolo, se si pensa che il primo Ospizio venne costruito proprio nel 1400. Tra la Val Bedretto e la Val Formazza si muovevano infatti i someggiatori (ma anche i contrabbandieri!), che portavano in Svizzera stoffe, formaggio, vini, bestiame e sale. Il valico divenne poi particolarmente strategico negli anni 30, quando il regime fascista decise la costruzione di una nuova strada che lo collegasse a Domodossola. A questo periodo risale anche il bizzarro progetto del "Wagristoratore" dell'architettoPiero Portaluppi , un albergo/punto di ristoro costituito da due vagoni ferroviari posizionati su dodici pilastri in cemento armato che, oggi, sono tutto ciò che rimane di questa curiosa opera. Inaugurato nel 1930, il progetto originale prevedeva, oltre ai due vagoni, un edificio centrale in cemento che, in realtà, non venne mai realizzato. La struttura ebbe comunque vita breve perché fu completamente abbandonata durante la seconda guerra mondiale e infine distrutta e incendiata dai nazifascisti, in quanto ritenuta un rifugio utile ai partigiani. 


Dal passo San Giacomo, scendiamo quindi verso il rifugio Maria Luisa costeggiando il lago del Toggia. Le dighe e i laghi artificiali sono parte integrante del paesaggio dell'Ossola, a partire dall'inizio del 900. Dei 32 bacini artificiali situati sul territorio, 14 sono stati costruiti su laghi naturali e il lago del Toggia è proprio uno di questi, realizzato sull'invaso naturale del Lago dei Pesci o Fishsee. Scendiamo fino a Riale e poi, in moutain bike, a  Ponte in Formazza, per visitare la bellissima Casa Forte in località Ponte, un piccolo gioiello, museo di montagna dedicato alla cultura Walser. L'edificio risale al 1569 ed era originariamente la casa del capo della comunità. In seguito divenne magazzino per le merci in transito tra Ossola e Svizzera e oggi, oltre a una serie di oggetti di vita quotidiana rurale dei tempi antichi, ospita una preziosa collezione di statue lignee tra cui alcuni pezzi di scuola tedesca della fine del XV secolo. Non basterebbe un libro intero per parlare della cultura Walser - e infatti ne sono stati scritti tanti - ma mi limiterò qui a raccontare dell'incontro con Anna Maria Bacher, poetessa Walser, attiva nell'insegnamento e nella tramissione della lingua Tisch, l'antico linguaggio dei Walser ormai in via di estinzione. Sono poco più un migliaio le persone che oggi ancora parlano Tisch e, dopo aver insegnato per molti anni presso la scuola elementare locale, Anna Maria Bacher si occupa oggi di insegnare il Tisch ai bambini, affinché questo prezioso patrimonio culturale non sia per sempre perduto. 
E proprio con i versi di Anna Maria Bacher mi piace concludere questo lungo viaggio alla scoperta delle alpi, delle loro vie dei loro abitanti e delle loro fantastiche storie. Pronta a ripartire presto.




Cammino per stretti sentieri

Cammino per stretti sentieri
resina e profumo di formiche
mi vengono incontro.
Sto volando
come in un sogno:
i miei piedi non toccano strame
e il mio dolore non mi schiaccia più.
Sempre più su...
lascio alle spalle
larici e abeti;
l’aria è fine
sa di ghiaccio;
in cima alla nuda montagna
mi sento leggera,
perdo il corpo,
sono solo più spirito.



Simonetta Radice.

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