sabato 24 maggio 2014

San Nazaro in Brolo a Milano.




Antica Basilica Apostolorum fatta edificare dal Vescovo Ambrogio nel 382 sopra un cimitero posto sulla Via Porticata, l’ attuale Corso di Porta Romana, la chiesa, formata da un impianto cruciforme a navata unica rappresentava, al tempo, uno dei primissimi esempi di questo stile comparsi in Occidente.



La basilica venne consacrata quattro anni dopo con le reliquie di alcuni apostoli mentre, con il ritrovamento del corpo di Nazaro nel 395, venne creata l’ abside centrale, detta Domus Nazarii, dove venne sepolto il santo e la chiesa intitolata definitivamente in sua memoria.


La basilica venne ricostruita in forme romaniche sui propri muri perimetrali nella seconda metà dell’ anno 1000 a seguito di un grave incendio che la distrusse quasi completamente, tali resti insieme a dei reperti di epoca romana sono ancora visibili scendendo in una piccola cripta situata sulla destra dell’ altare. La basilica subisce due importanti trasformazioni nel corso dei secoli, la prima su commissione di San Carlo nel cinquecento e la seconda in maniera più radicale nell’ ottocento. Quest’ ultima ha dato agli interni una veste neoclassica ad opera del architetto Pietro Pestagalli che, tra le altre cose, fu responsabile della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano per quarant'anni nella prima metà dell’ 800.



L’ ingresso della chiesa avviene attraverso la Cappella Trivulzio, a pianta ottagonale, edificata in onore del condottiero Gian Giacomo Trivulzio – detto “il Grande” - , unica opera documentata del pittore ed architetto del cinquecento Bartolomeo Suardi - detto Bramantino - che elaborò, in forme lombarde, la monumentalità del Bramante.
Sopra il portone d’ ingresso della Cappella un bassorilievo raffigura in posizione centrale lo stemma dei Trivulzio affiancato da due putti che sostengono gli stemmi Colleoni (a sinistra) e Gonzaga (a destra) in onore delle casate di appartenenza delle due mogli del condottiero.


La Basilica e la Cappella furono entrambe commissionate dal Trivulzio stesso e la cappella, a lui dedicata, fu per lui luogo di sepoltura. L’ estrema sobrietà e l'essenziale eleganza del mausoleo è dimostrata dalla semplice e famosa epigrafe, posta sotto l’ arca che accoglie le sue spoglie, che egli stesso dettò per la sua tomba :


« Qui numquam quievit, quiescit. Tace » (Colui che non ebbe mai requie, ora riposa. Silenzio)



La basilica si presenta all'esterno a due prospetti, il principale è costituito appunto dalla Cappella del Trivulzio mentre il secondo, che affaccia su Largo Richini, è costituito da una grande abside sulla cui sinistra si trova la cappella di Santa Caterina, opera di Antonio da Lonate, anch'esso ispirato delle opere del Bramante e del Brunelleschi.



All'interno della basilica troviamo un organo a canne del 700 mentre all'interno dell'abside l'altare maggiore in stile barocco realizzato con marmi policromi con una statua di marmo bianco del Cristo Risorto.



Marco Boldini



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