domenica 11 maggio 2014

Avignone: la regina del Rodano!



La pietra chiara delle mura del Palazzo dei Papi cambia colore a seconda delle ore del giorno: Al mattino è talmente dorata da riscaldare i cuori, la sera, invece, assume una colorazione tra il rosso e l'arancione.
Si deve partire da li, non c'è scampo.
E' una figura "ingombrante" nella vita architettonica e nella storia della città.
Da qualsiasi parte arrivate finite davanti al Palazzo. 
Malgrado la città si ancora cinta da mura medievali per quasi 5 kilometri, la sua mole è impressionante, come pure la sua altezza.
Conoscere Avignone significa conoscere il suo Palazzo, la storia, la vita, gli eccessi e le miserie che all'interno delle sue stanze si sono alternate! 
Ne ho parlato diffusamente in un precedente articolo ( Palazzo dei Papi, delizia ed orrore!) dando risalto alla dissolutezza della vita Papale in quelle mura.
Sul fianco sinistro del Palazzo si erge la Cattedrale di Notre-Dame des Doms. La sua costruzione inizia nel 1150 e termina intorno al XVII° secolo con inserimento di cappelle laterali. 


Per godere della vista laterale della cattedrale, consiglio una salita al Rocher des Domes, piccola collinetta la cui salita è posta sulla sinistra della cattedrale.
Se avete figli ricordatevi di portare il monopattino! si divertiranno e vi lasceranno godere il panorama! Terminata la salita (3 minuti) vi attende un rinfrescante giardino (all'italiana ma non ditelo troppo forte) con vista sul Ponte di Saint-Bénezet. 
Secondo una storia antica, il ponte venne edificato da un pastore di nome Bénezet su ordine diretto di Dio. Egli scese dalle montagne dell'Ardeche per convincere la popolazione di Avignone a costruire il ponte. Inizialmente venne preso per pazzo ma il pastore non si diede per vinto ed approfittando della benedizione che il vescovo stava impartendo nella cattedrale, lo sfidò pubblicamente spiegando che Dio in persona lo aveva chiamato alla costruzione del ponte. Il vescovo, capendo che la popolazione si stava convincendo alle parole del giovane, lo chiamò a se e gli disse che se avesse trasportato una pietra enorme sulle spalle, gettandola poi nel Rodano, avrebbe potuto costruire il ponte. Il vescovo convinto di aver sedato il pastore dovette immediatamente ricredersi in quanto Bénezet senza indugio sollevò la pietra e la gettò nel fiume. I presenti poterono vedere gli angeli inviati da Dio aiutare il giovane....



Disceso dalla collina transito nuovamente di fronte al Palazzo dei Papi ed in quel momento mi accorgo di strane ombre simili a loschi figuri....nulla di preoccupante sono i gargoyle a guardia della città! Sono presenti ovunque nel Palazzo e nelle Chiese gotiche.


Dalla piazza antistante il Palazzo si procede in direzione della Place de l'Horloge, che prende il nome dalla torre gotica dell'Hotel de Ville. Chiusa al traffico ed ombreggiata da platani secolari, è punto di ritrovo. I tavoli dei bar e dei ristoranti all'aperto sono un piacevole belvedere sul moto perpetuo di turisti ed avignonesi!



Lasciati i platani mi dirigo verso la chiesa gotica di Saint Didier. 
Interamente ricostruita tra il 1356 ed il 1359, in puro stile gotico provenzale, presenta una unica navata. L'interno della chiesa presenta molti affreschi del XIV° secolo ed uno splendido arazzo, ma la bellezza, sofisticata e particolare, risiede all'esterno.
Il campanile avvolto da una schiera di gargoyle si presenta slanciato e gradevole. La facciata, spoglia rispetto alle "grandi" cattedrali gotiche, ha in riservo una sorpresa: una bellissima porta in legno interamente intagliata con scene tratte dalla Bibbia.
Alcune figure lasciano perplessi, ma dopo anni di peregrinazioni gotiche inizio a comprendere l'aspetto "educativo" delle cattedrali.

























La visita di Avignone si è conclusa.
Città sospesa tra quello che è stata e quello che cerca di essere.
Perso nei passi e nei pensieri sento risuonare nell'aria le parole di una vecchia canzone....

"sur le pont d'Avignon
on y danse, on y danse,
sur le pont d'Avignon,
on y danse tout en rond....."


Fabio Casalini

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