martedì 1 aprile 2014

Tra vecchi rasoi la sincerità di un artigiano del capello.


Il barbiere. 
Per comprendere a fondo il significato ed il ruolo che ha svolto nella storia, bisogna tornare indietro nel tempo, sino all'antica Roma!
In quel mondo lontano il "tonsor" svolgeva i compiti di rasatura della barba ed accontiatura dei capelli. Con il  passare del tempo i personaggi più in vista si recavano diverse volte al giorno nella bottega del barbiere, motivo per cui i tonsor si arricchirono notevolmente. Voglio ricordare che in quel tempo il "taglio della barba" era un rito solenne ed identificava il passaggio dall'adolescenza alla giovinezza. 
Il taglio della barba era altresì un obbligo sociale, cui solamente i filosofi ed i soldati potevano sottrarsi.


Passano i secoli e giungiamo nell'alto medioevo, dove il barbiere assume la funzione di cerusico!  
Ebbene si, colui che oggi identifichiamo come barbiere, nel medioevo poteva effettuare piccoli interventi chirurgici, come estrazione di un dente oppure un salasso.
Veniamo ai giorni nostri.
I Viaggiatori Ignoranti hanno incontrato Stefano Trattenero, barbiere in quel di Verbania.


Ci accoglie sorridente nel suo negozio, tra lame, rasoi ed una vecchia insegna che mette subito di buon umore!


47 anni, ben portati.
Ha iniziato quando ne aveva 14 ed alla domanda "perché hai deciso di fare questo lavoro" risponde in tutta tranquillità: "sin da bambino volevo fare il barbiere".
Nel frattempo continua la sua opera sui capelli di un ragazzo.
Parla e non smette di lavorare. 
Sguardo sveglio.
Nelle parole in risposta alla mia domanda ho notato la sottolineatura della parola barbiere, per cui devo approfondire!
La risposta non lascia spazio all'immaginazione: "io sono barbiere e non parrucchiere!".


"Stefano quando hai aperto il negozio?"
La risposta arriva che non ho ancora finito la domanda! 
Si vede e si sente che è molto orgoglioso di quello che ha fatto e che continuerà a fare.
"Il negozio è aperto dal 1990".
Nella mia testa il pensiero ricorrente è: tanto tempo per un lavoro che pensavo essere confinato nei saloni. Forse cercare tra le persone che svolgono gli antichi mestieri ti arricchisce di contenuti e non solo di conoscenze personali.
Una domanda la devo fare, "come ti trovi con i clienti?"
Sorride. Capisco tutto ancora prima che la voce giunga alle mie orecchie!
"Bene! devo ammettere che molti dei ragazzi che vengono da me nel corso del tempo son diventati amici."


Come non crederci. Yuri è uno di loro e si capisce subito che il legame che esiste tra loro non è quello di barbiere/cliente ma di amicizia.
"Stefano consiglieresti questo lavoro ai ragazzi?"
La risposta è tagliente: "certo! ma con una grande premessa, ci vuole passione....come in tutti i lavori artigianali".
Ha finito il lavoro sul ragazzo. Un saluto, un arrivederci.
Nel mentre noto alcuni particolari che mi erano sfuggiti: antiche bottiglie della coca cola, antichi rasoi e vecchie bottiglie di dopobarba.
Commetto un grave errore o forse meglio dire ingenuità!
Le vecchie bottiglie sono ancora in uso!
Stefano mi dice " il prodotto che ho sempre preferito! il Floid! esiste dal 1932!".
Mi lancia una vaporosa ed onesta dose del prodotto per permettermi di ricordare la mia infanzia. Mio nonno faceva il barbiere ed il profumo del prodotto mi riporta d'incanto indietro di 35 anni!
E' giunta l'ora dei saluti e dei ringraziamenti.
Piacevole sorpresa, in tutti i sensi. Sorpreso dalla sobrietà e fierezza della persona e sorpreso dalla quantità di persone che ancora si rivolgono al barbiere.
Stefano accende una sigaretta nell'attesa del prossimo amico.....


Portfolio inedito e personale di Yuri Minghini.
Testo Fabio Casalini.

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