Sperimentare la "joie de vivre" ad Aix-en-Provence.


Aix-en-Provence è la capitale storica della Provenza, prima tappa per conoscere la regione. 
Ci arrivo quando, quasi, tutti dormono. Sono le 6,30 di un normalissimo giovedì di marzo. Inizio la perlustrazione accompagnato dai primi raggi del sole. La città è deserta. I bar stanno aprendo, ottima ragione per un caffè ed un croissant. 

Posso dirmi soddisfatto e pronto. 
La vicina Cattedrale di Saint-Saveur si svela in tutto il suo "mélange" stilistico. Il passare degli anni dona un effetto "vissuto" alla facciata che ne amplifica la bellezza!


Gli stili che possiamo riconoscere sono il Romanico, il Gotico ed il Barocco. 
Il campanile, massiccio e severo, sembra disegnare geometrie da "ciclo arturiano" nel cielo divenuto turchese! 
Condivide la piazza con l'Università, per cui il sapere di ieri incontra quello di domani. 


L'interno cela un capolavoro assoluto, il trittico del roveto ardente di Nicolas Froment databile intorno al 1475. L'opera venne richiesta dal "buon Re Renato", Renato I d'Angiò. Il cui merito maggiore va ricercato nell'introduzione dell'uva moscato nella regione....
Lasciata, a fatica bisogna ammetterlo, la cattedrale mi lascio scivolare sino al' Hotel de Ville. Il palazzo, ancora oggi utilizzato come municipio, è ornato da una bellissima Tour de l'Horloge. La particolarità della torre risiede nella presenza di una campana chiusa all'interno di una gabbia a coronamento della costruzione. 
Scelta ardita!
All'ombra della stessa si svolge un profumato e colorato mercato dei fiori. Primo impatto con la Joie de vivre. 


Città a misura d'uomo. Pochi passi oltre la torre dell'Orologio vi è il mercato della frutta e della verdura. Atmosfera tipicamente mediterranea. 
Colori, sapori e parole. 
Sono incantato dalla variopinta natura umana, dal loro incedere tranquillo e rilassato nello spazio e nel tempo. 
Troppo breve! L'impressione che ogni attimo possa sfuggire è palese nel mio pensare.


Troppo breve anche la tranquillità di pensiero. I figli hanno fame! Vogliono pane, ne sentono il profumo nell'aria. Siamo in Francia, li posso contraddire? 
La boulangerie nel cuore di Aix-en-Provence sembra una gioielleria! ma non solo questa, quasi tutte hanno delle vetrine che si lasciano guardare....
Dopo baguette e croissant si torna sulla strada della cultura e..dei mercati.


L'ultimo mercato che incontro è quello situato in cours Mirabeau. Grande viale alberato, costeggiato di platani, e di fontane. Le case che lo circondano ad anfiteatro ricordano i colori di Paul Cézanne, che ad Aix nacque e vi passò buona parte della propria vita, dipingendo e regalando la mondo tele immortali. In cours Mirabeau la fermata in uno dei tanti dehors dei bar è d'obbligo, sia per gustare il caffè che per rilassarsi in pace con il mondo. In uno di questi bar assaggio i "calissons", dolcetto a base di mandorle, scorze d'arancia e pezzetti di melone canditi. 
La gioia di vivere in un rombo glassato!


L'ultimo appuntamento con la storia vi attende presso la gotica St-Jean-de-Malte, primo monumento gotico di tutta la Provenza. In origine era un ospizio con cappella dell'ordine dei cavalieri ospedalieri di Malta, motivo per cui il nome ricorda quelle terre lontane dall'Europa e vicino all'Africa. 
Chiesa molto scenografica e con un ardito campanile. I particolari della facciata ricordano le prime grandi cattedrali gotiche. La posizione sembra studiata da uno scenografo, ma forse per le chiese gotiche il "sembra" andrebbe levato.....


L'ultima annotazione riguarda la città nel suo complesso: pulita in ogni ordine di posto! 
Città permeata dai mille colori e profumi, dalle centinaia di fontane, dalla tranquillità della gente che ospita e dalla cucina tipicamente provenzale.
Per una volta mi sento di dire che potrei vivere lontano dall'ombra delle Lepontine....


Fabio Casalini.

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