mercoledì 9 aprile 2014

Il Palazzo dei Papi ad Avignone. Delizia ed orrore!

Il palazzo dei Papi di Avignone è il più grande palazzo gotico d'Europa.
E' smisurato.
E' di una bellezza sconvolgente.
Al pari della cattedrale di Strasburgo, può ritenersi uno dei momenti più alti della cultura occidentale.
Il palazzo fu dimora di sette papi e di due antipapi, che nel XIV° secolo lasciarono Roma per esiliarsi in questo angolo di Provenza.
Colui che decise di portare la corte papale ad Avignone fu Giovanni XXII, nel 1316, ma solo con Benedetto XII, monaco cistercense, nel 1334, si diede il via ai lavori di costruzione del palazzo che doveva ospitare i papi "dell'altera Roma". I successori ingrandirono il palazzo con torri, stanze, cucine, scale e cortili. Portarono l'edificio ad occupare circa 15.000 metri quadrati.
Il palazzo è costruito con una particolare pietra, che cambia colore con il trascorrere della giornata: dorato al mattino quando viene colpito dalla soffice luce dell'alba, rosseggiante la sera nel sole del tramonto.
La delizia dell'uomo di fronte ad un simile spettacolo è totale.
Non è possibile non apprezzare il mirabile lavoro delle persone del medioevo.
Il Medioevo....periodo oscuro. 
Momento in cui tutto era possibile, nel bene e nel male.
Alle costruzioni mirabili per cui l'uomo moderno prova ancora ammirazione, si affiancano cadute nella brutale e selvaggia violenza, intrisa di sadismo e persecuzione.
Nel tragitto tra la piazza ed il portone, che permette l'accesso al palazzo, una frase risuona costantemente nella mia mente: " La chiesa non sparge sangue" [1].
Superata la scala si accede all'interno della costruzione.
Oltrepassato il portone, brividi.
Autosuggestione.
Voci lontane. Soffuse. 
Un urlo mi sconvolge.....i bambini si divertono, si rincorrono tra grida sguaiate.
Le stesse grida, ora, mi sembrano arrivare dal basso, dai locali raccontanti da R.R. Madden [2] con dovizia di particolari.
All'orrore segue sgomento! ma come siamo potuti cadere a questo livello di sadismo?
Domanda a cui non troverò mai risposta.
Le celle, la camera delle torture e la camera del giudizio si susseguono in un crescendo di violenza e dolore. Se potessi immaginare l'inferno sarebbe questo! 
Ma al male non vi è mai fine.
Il forno. 
Luogo nel quale i condannati per eresia erano incatenati in attesa della fine. 
In questa attesa la carne era strappata, bucata da abili inquisitori. 
Si doveva procurare dolore senza portare la morte.
La morte, per gli eretici arrivava in un modo terribile! Venivano arsi vivi. 
Ma questo non bastava, non era sufficiente! 
Le camicie dei condannati erano intrise di zolfo, per migliorare la combustione, accelerare le fiamme che avvolgevano la carne.
Respiro. Ho bisogno di prendere fiato.
Capire mi è impossibile, non ci provo neppure. Lascio che le emozioni del momento abbiano il sopravvento. 
Madden [2] ci ricorda cosa succedeva nei piani alti del palazzo, quale fosse il comportamento dei Papi in corrispondenza della morte che procuravano.
Il momento più basso della "cattività avignonese" si ebbe con Clemente VI. 
Nello stesso momento in cui le urla di dolore si propagavano nelle stanze del Palazzo altre urla, questa volta di piacere, tendevano a coprire le precedenti! Erano le voci delle molte amanti del Papa che cercavano di soddisfare le infinite voglie dell'uomo, tra coperte bordate di ermellino e pregiate stoffe comprate commerciando indulgenze. 
Possiamo fare colpa ad un uomo le cui frasi più sensate furono: " Prima di me nessuno ha mai saputo fare il Papa"  e " Se il Re d'Inghilterra volesse far nominare vescovo il suo culo non dovrebbe far altro che chiederlo..". Chiaramente la nomina del culo a vescovo avrebbe avuto un prezzo, e possiamo immaginare anche elevato... 
Un merito andrebbe riconosciuto a Clemente VI, ha legittimato i suoi tanti figli.....
Avignone come un'empia Babilonia quindi?
Secondo Francesco Petrarca si. Nel celebre "canzoniere" [3] compara la città provenzale ad una nuova Babilonia ed il Palazzo dei Papi alla torre di Babele.
Già in gioventù il celebre scrittore si era scagliato a più riprese contro il Papa di Avignone. In una serie di lettere [4], cui venne sempre taciuto il destinatario per ovvie ragioni politiche, si spinse a dire: " ad Avignone regnano orgoglio, invidia, lussuria ed avarizia. Gli uomini peggiori sono favoriti ed i poveri oppressi!".
Ridiscendo le scale per tornare alla luce della Provenza.
La frase "la chiesa non sparge sangue" ritorna nella mente. 
Hanno cercato di rispettarla! 
Gli inquisitori non spargevano sangue, preferivano bruciare vive le proprie vittime, trovando gioia nelle loro grida....

[1] "Ecclesia non novit sanguinem"
[2] R.R. Madden, "Galileo e l'inquisizione", edito da Burns & Co, London & Dublin.
[3] Francesco Petrarca, il canzoniere, scritto dal 1366 al 1374.
[4] Francesco Petrarca, Sine Nomine, dal 1342 al 1358.

[riferimenti] http://www.capurromrc.it/ 

Fabio Casalini.

18 commenti:

  1. Fabio, altro bell'articolo, belle immagini, "bei" racconti...
    Probabilmente stai anche trovando un tuo personale modo di raccontare i riferimenti storici e le sensazioni personali che si rincorrono, che funziona sempre meglio.
    Avanti così!

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    1. Grazie Anna!!
      "sensazioni personali che si rincorrono" è molto bello e fa molto piacere riceverlo.

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  2. Complimenti! I particolari lasciano senza fiato.... Suggestione , arte e letteratura trovano in questo articolo una sintesi perfetta ed efficacie! Complimenti Fabio uno dei migliori articoli che tu abbia mai scritto!

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    1. Grazie Misteriosa.
      Fa piacere che "alcuni particolari" del racconto possano lasciare senza fiato.

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  3. che meraviglia! ho ricordi bellissimi di avignone, gran bel post complimenti

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    1. Grazie Andrea. Luogo splendido. Passato oscuro su cui andrebbero fatte ricerche approfondite.

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  4. Questo non è un racconto.
    E' il racconto!
    Bravo Fabio

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    1. Grazie Simona.
      Era da dove volevo partire per raccontare.
      Da Avignone ed il Palazzo dei Papi non si torna indietro.
      Fabio

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  5. Articolo molto interessante. Pieno di passione. Da allora hai un salto incredibile. Si percepisce il tuo imnenso percorso di conoscenza. ...

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    1. Ciao grazie!!!
      Erano gli albori del percorso letterario-inquisitoriale.
      Molte ricerche, molte notti insonni.
      Spero che il risultato di questo lavoro si possa apprezzare ogni giorno...
      Fabio

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  6. Complimenti! Ottimo articolo! Io infatti sono andata ad Avignone ma davanti al palazzo non ho avuto il coraggio di entrare

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    1. Silvia grazie per i complimenti!
      La storia incombe sul nostro pensare, sul nostro atteggiamento nei confronti dei luoghi.
      Quando la storia è terribile - come in questo caso - incute un timore reverenziale difficile da superare.
      Fabio

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  7. Urla di dolore e di piacere mischiate in questo immenso e inquietante palazzo! Ho letto mille volte della cattività avignonese, mai come in questo momento capisco e "aprrezzo" questa definizione. Pensavo, ingenuamante, che la cattiveria e le lascivie si fossreo ad un certo punto arrestate in Santa Romana Chiesa. Oggi, in questo percorso nel '900 so che non è così. Aprire gli occhi sulla verità rende liberi. Foto bellissime, articolo come sempre molto ben scritto. Rosella

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    1. Rosella grazie per i complimenti.
      Le foto?
      Una fatica non ero ancora attrezzato come oggi con grandangolare e con obiettivi normali non ci stava mai tutto ....
      Cattività o empia Babilonia...
      Periodo strano che pensavamo di esserci lasciati alle spalle, invece...
      Fabio

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  8. E' bellissimo e terribile. Incredibile come, ancora oggi, si mistifichi la storia. Di recente ho visto e ascoltato un documentario su Caterina da Siena, che infervorata dal suo misticismo tanto fece e tanto disse per far ritornare il papa a Roma e alla fine ci riuscì.Per poco tempo, visto che il papa morì dopo un anno e chi venne eletto ritornò in Avignone.
    Durante la trasmissione, non fu fatto cenno ai fatti e misfatti di quel periodo, allora mi chiedo cosa spinge, ancora oggi, a mantenere in vita questi simulacri che di santo non hanno proprio niente? Alcuni artisti, nei secoli, hanno cercato di comunicarci delle verità, vedi l'estasi di Teresa D'Avila del Bernini ma, a quanto sembra, sono verità scomode e rimangono lettera morta anche per certi 'storici'.

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    1. Cleide ciao.
      Lettera morta per molti storici: si, purtroppo si.
      Dobbiamo calcolare che chi vive di questo lavoro, scrivere ed informare, spesso non è abile divulgatore ed inoltre combatte con la possibilità di perdere lettori o addirittura il lavoro se entra in determinati sentieri.
      Molti si astengono dal raccontare eventi del passato - anche vicino a noi come il dopo guerra - per non rischiare.
      Tutto qui.
      Quanti sono liberi Cleide?
      Fabio

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  9. Un interessante spaccato del periodo storico in poche righe, da leggere tutto d'un fiato! Finalmente un blog con articoli approfonditi e interessanti e non solo "amazing!"

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    1. Ciao Il lato bello delle cose; Grazie per i complimenti, che giro a tutti i ragazzi del progetto.
      Abbiamo sempre cercato di raccontare analizzando i fatti in modo approfondito, dalle antiche religioni alla fuga dei gerarchi nazisti.
      Siamo felici dell'incremento - notevole - del numero di lettori e di persone che apprezzano il nostro modo di raccontare.
      Fabio

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