Il fantasma del principe Vlad.

Il  fantasma  del principe Vlad, di Fabio  Viganò
Intervista ad Andrea  Carlo  Cappi



Cogliamo l’occasione  della pubblicazione  del nuovo libro di  Andrea  Carlo Cappi dal  titolo “Le  vampire  di Praga” per fare  alcune  considerazioni, anche  di natura  politica.

-Andrea, chi  potrebbe  essere   oggigiorno  il  principe Vlad  di  Valacchia, se  analizzassimo  il quadro politico  internazionale  attuale?
-Vlad, che la  maggior parte del pubblico conosce con il nome ripreso da Bram Stoker per il suo celebre romanzo, “Dracula”, era al tempo stesso  un condottiero  eroico  e un feroce dittatore. Era uno strenuo difensore e una minaccia. Forse è  questo  il  motivo per cui la figura di Dracula è  cosi’ ambigua e affascinante .
Oggi il ruolo di eroe per alcuni… e incubo per altri è  sostenuto da  leader  politici che si ergono a tutori di alcune popolazioni o fazioni religiose, ma al tempo stesso sono visti come avversari  o  persecutori di altre. Se pensiamo alla Siria, molto in vista fino all’estate 2013 e ora quasi dimenticata, il suo leader al Assad , ha rappresentato per lungo tempo il collante di una società  divisa tra musulmani sciiti e sunniti, nonostante i suoi legami con i primi e con l’Iran. La  primavera araba ha messo in crisi il suo ruolo, accentuato le tensioni e portato prima alla repressione e poi alla guerra civile. Al Assad può  essere visto  dagli sciiti come loro rappresentante e protettore, ma per tutti gli altri è   un nemico, un dittatore, un alleato dell’Iran sostenuto dal partito libanese Hezbollah. Quindi la situazione  si è ulteriormente complicata con l’intrusione di Al Qaeda, che è arriva a dall’Iraq e si è mescolata ai ribelli, creando  ulteriori conflitti sia interni che internazionali.  In fondo anche Al Qaeda è una sorta di vampiro della politica internazionale, che da tempo si alimenta di alleanze e di situazioni entreme in giro per il Medio Oriente.

Un’altra area di interesse, proprio in questo periodo, è quella dell’Ucraina, in particolare della Crimea. Anche qui c’è uno strenuo difensore del popolo russo, Vladimir Putin, che si erge a  scudo  dei  suoi connazionali in quei territori. Ovviamente il punto di vista non russocentrico di chi vorrebbe una Crimea… in Ucraine e un’Ucraina indipendente da Mosca. Putin si serve di mezzi   moderni, i carri armati e il gas. L’Ucraina cerca di controbilanciare gli aumenti delle tariffe facendo lievitare  i costi di transito del gas sul proprio territorio. I conflitti sono meno sanguinosi rispetto ai tempi in cui Vlad l'impalatore  combateva contro i turchi per  difendere  i propri  teritori. Ma rimane l’ambiguità: colui  che  per qualcuno  è un eroe che difende i diritti dei popoli,  per per altri è un invasore che calpesta i diritti della gente. Oltretutto, per gli Stati Uniti, Putin sarebbe  la   reincarnazione  dell’espansionismo sovietico, per l’Europa il portavoce di un importante mercato che non  può  essere trascurato. Il bene e il male sono concetti molto relativi, a volte dettati  da interessi politici ed economici  contrapposti.

-Ma  non vorrai  far  passare il  principe  Vlad, pardon, messier  Putin, per un  dittatore. In  definitiva  i  carri  armati  sono  stati  schierati  soltanto  a  difesa  di  un  voto  “democratico”,espresso  dalla  gente  di  Crimea!
-Certo che Putin non è un dittatore… Rappresenta la volontà del popolo russo, ovunque esso si trovi. Però tutte le volte che da Mosca partono schiere di carri armati… non so, mi ricorda qualcosa che è successo nel 1956 a Budapest e nel 1968 a Praga. Tuttavia in questo caso si tratta di carri armati liberi e democratici, possiamo stare tranquilli e rilassati.

-Carri  armati  liberi e  democratici?...Non  capisco…
-Non posso certo dire che siano carri armati malefici e invasori, a me il tè piace senza tallio.

-Il tallio, è  da  sempre stata  una  nobile  sostanza…anche se, talora, con  alcuni  effetti  collaterali, giustificati  pero’ dalla “ragion  di  stato”. Trockij  ne  sa qualcosa…Almeno  fino a quando  i  servizi  segreti  russi  non lo hanno  elimin…pardon…rimosso  dalla scena  internazionale. D’altro  canto…Mors  tua  vita  mea!...O sbaglio? Quindi  il  signor  Putin  non è  che  un  benefattore  dell’umanità!
-Be’. Trockij  è stato rimosso   in modo artigianale, con una picozza,  che richiama il simbolo  dei  lavoratori, la falce e il martello. Gli additivi alle bevande sono strumenti piu’ specifici del KGB, celebre organizzazione  di cui il premier   in questione ha fatto parte un trentennio fa. I vecchi metodi  funzionano sempre.


-Beh,che  un certo  retaggio  culturale  da  servizi  segreti  sia  componente intrinseca  della  vita  del  signor  Putin  è  innegabile. Ma  questo  è  un  piccolo  substrato   culturale….Ricordo, tuttavia,  di un accordo  riguardo  la  fornitura  di  gas  all’Italia, bruscamente  interrotta..Sarebbe stata   una  “scorrettezza”, se  non  pensassimo  al  bene del  popolo russo…A  quando il nuovo  trattato di non  belligeranza, magari  con  la  Siria  o  con L’Iran?
-Il  gas è una sostanza volatile, ogni tanto va dove vuole. C’è anche qualcuno che negli ultimi giorni ha ventilato la possibilità che servisse  anche ad alimentare il Milan FC. Per quanto riguarda la Siria e l’Iran (paesi  che recentemente  hanno   optato  per una svolta riformista… o almeno cosi è parso) in fondo dobbiamo all’intervento di Putin  se  si sono evitati conflitti su scala internazionale.  Al Assad, quando il premier   russo ha schioccato le dita, ha acconsentito a far rimuovere le scorte di gas (nervino, non combustibile) che ora dovrebbeero essere in fase di distruzione. Almeno spero. In sostanza, Putin è anche una sorta di termoregolatore della tensione in Medio Oriente.  Quindi, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. In fondo una Russia senza   zar e  senza  KGB non è la Russia  che siamo  da sempre abituati a conoscere.

-Un’ultima  domanda…Credi  che  Putin  sappia   delle  presunte  ramificazioni  della    “Gioventu’ dorata”  di  Mosca  presenti  negli   States? Non  sono  turisti… Sarebbero  narcotrafficanti  presenti  in quel  di  “little  Odessa”, ovvero  mafia  russa  trapiantata  negli  Stati  Uniti  d’America. Pensi   farà  qualcosa  contro  di  loro? Faranno  la  fine  di Trockij?
-Se non ricordo male, qualche anno fa Putin dichiarò  che  la mafia russa  non esiste. La  mafia si  tratterebbe   di un  fenomeno  esclusivamente  italiano. Pertanto… a che scopo combattere qualcosa che non esiste?

-Ah…pero’!!! Lunga vita  allo Zar  Vlad!!! Grazie  Andrea…

-Dasvidania ai viaggiatori ignoranti!


 Articolo di Fabio Viganò.



Commenti

  1. Articolo molto interessante, buona analisi delle dinamiche internazionali.
    Non sottovaluterei l'influenza dei nuovi Marsigliesi.

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  2. Grazie per il suggerimento...Tra di loro...si aiutano.Fabio

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