sabato 12 aprile 2014

Confini, antiche vie, vecchi e nuovi abitanti delle terre alte: SuperAlp7!


Muoversi attraverso le Alpi con i mezzi pubblici: è questa la sfida a cui la Convenzione delle Alpi ha invitato un gruppo di giornalisti da tutta Europa lo scorso anno per la settima edizione di SuperAlp!
L'idea è quella di promuovere la mobilità sostenibile lungo tutto l'arco alpino, un territorio che, se da una parte è la culla della biodiversità, dall'altro vede ogni anno la presenza di cento milioni di turisti - di cui l'80% si muove in auto -, il passaggio di 130 milioni di tonnellate di merci e oltre dieci milioni di veicoli pesanti. 





E così eccoci così sulle sponde del lago Lemanno, sulle orme dei Valdesi e del loro glorioso rimpatrio, pronti per un viaggio che ci porterà a varcare confini, percorrere antiche vie, conoscere i nuovi (e vecchi) abitanti delle terre alte e le sfide che ogni giorno devono affrontare, in bilico tra il mito dello sviluppo e il mantenimento di un'identità che non deve andare perduta. Avete voglia di seguirmi? 





La Vallée de l'Abondance: di formaggi, monaci e mountainbike

Il mio viaggio con SuperAlp comincia al porto di Ouchy, dopo aver ammirato le splendide architetture gotico-medievali e le sculture lignee della cattedrale di Notre Dame di Losanna. Una curiosità: ogni notte, dalle ventidue alle due del mattino la voce dell'ultimo "Guet" risuona dall'alto del campanile annunciando lo scoccare di ogni ora. Si tratta di un rito che risale al medioveo, durante il quale la città era poco più che un agglomerato di costruzioni di legno e la rassicurante presenza del guardiano - il "guet" appunto - avvisava la popolazione di eventuali pericoli di incendio. 




Oggi invece è il 5 luglio 2013 e, insieme a un gruppo di giornalisti provenienti da tutta Europa, mi appresto a compiere la prima tappa di SuperAlp con un programma intenso e ambizioso: da Evian per la Vallée de l'Abondance in autobus, da Chatel a Morzine in bicicletta, di nuovo autobus fino a Cluses, per arrivare infine a Chamonix. 


Un formaggio, una razza bovina, una valle e un monastero: Abondance è un nome che racchiude tutto questo e non solo. Nove comuni, settemila abitanti, ottanatasette aziende agricole per ventiduemila ettari di terreno: l'economia della valle è fortemente legata all'agricoltura e i comuni lavorano insieme alla stesura del piano pastorale territoriale. Aziende, pubbliche istituzioni e associazioni ambientaliste: un comitato misto definisce le priorità per il territorio e richiede all'UE i finanziamenti necessari. Restauro di baite abbandonate, miglioramento di strade agro-silvo-pastorali, recupero di aree per i pascoli: i comuni cercano di fare il possibile per sostenere l'economia locale ed evitare lo spopolamento, sorte purtroppo condivisa da tanti territori delle terre alte. E la valle pare in effetti tutt'altro che spopolata: gli ampi e verdi pascoli che attraversiamo sono infatti la patria delle vacche di razza Abondance, dal cui latte si produce l'omonimo prestigioso formaggio. L'Abondance è un formaggio a latte crudo (DOP dal 1990) che deve il suo prestigio ai tempi antichi e ai monaci della vicina abazia. Con un'abile mossa di marketing ante litteram, infatti, nel 1371 riuscirono a imporlo come formaggio ufficiale del conclave di Avignone e, quell'anno, ne produssero almeno 1500 chili. 




Attraversiamo la Vallée d'Abondance con un sistema di autobus a chiamata attivo nella valle per favorire la mobilità dolce dei turisti. Arrivati a Chatel, ci aspetta invece la mountain bike! Siamo qui nel comprensorio sciistico di portes du Soleil - 600 chilometri di piste circa - che d'estate si trasforma nel paradiso del downhill. Niente tapponi dolomitici, niente salite eroiche: si mette la bici sulla seggiovia e ci si diverte a scendere lungo sentieri più o meno vertiginosi...a più o meno folli velocità (la mia velocità molto poco folle devo dire)!


Il nostro programma vorrebbe arrivassimo pedalando fino a Morzine, ma delle buone intenzioni, si sa, è lastricata la via dell'inferno e il pranzo in riva alle verdi acque del lac Montriond, a base del già menzionato formaggio Abondance, ci costringe a un poco onorevole ripiego sui bus a chiamata che ci porteranno fino alla stazione di Cluses. 
Prossima tappa Chamonix!



Simonetta Radice.

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