mercoledì 19 marzo 2014

Un angolo di Mediterraneo tra le Alpi ed il Lago Maggiore



Cannero Riviera. Il nome evoca già, nel piccolo spazio che intervalla i due vocaboli, sentori mediterranei.
Nomen Omen potremmo senza indugio permetterci di dire (la qualifica di “riviera” gli è stata conferita l' 8 maggio 1947).
Ci troviamo in Alto Piemonte (provincia del Verbano Cusio Ossola), Alto Lago Maggiore, ad una manciata di chilometri dal confine elvetico.
Il comune si divide tra la serenità del lago e l'asprezza della montagna dove adagiate risiedono le sue frazioni (Barbè, Cassino, Donego, Oggiogno, Piancassone, Ponte).


La particolare conformazione del territorio, la posizione privilegiata al riparo da correnti fredde (alle spalle si trova il Monte Morissolo, 1313 m. noto anche come “Il Cervino di Cannero”) e l'orografia, conferiscono a questo delizioso borgo un clima comparabile alle regioni mediterranee, favorendo lo sviluppo di una florida vegetazione caratterizzata da agrumi, ulivi, palme e camelie.
Un enclave ligure incastonata tra le Alpi è la definizione che la nostra sensibilità ci suggerisce, ampliando lo sguardo dal promontorio verso l'ambiente circostante.
Leitmotiv tra la fine dell'inverno ed i primi giorni di primavera gli agrumi.



Celebrati con cadenza annuale nella manifestazione battezzata "Gli agrumi di Cannero Riviera”.
Quest'anno la meteo è stata eccezionalmente clemente, donando alla giornata di domenica 16 marzo gradevoli ore dal sapore quasi estivo; i cancelli delle ville e dei giardini si sono così spalancati offrendo a tutti la possibilità di ammirare i sontuosi agrumeti, spesso celati dalla riservatezza e dal mistero dei muretti che delimitano le nobili proprietà in cui sono ospitati.
Pregevoli ed antichi esemplari di bergamotto, limone, calamondino, arancio e cedro in tutto il loro splendore hanno fatto bella mostra emanando la loro amabile fragranza ed affascinando i molti turisti che curiosavano fra le quiete ed amene viuzze del paese.
La combinazione paesaggio-clima ha attratto nel passato (e non fatichiamo a crederlo) autorevoli personalità come Laura Solera Mantegazza ed il torinese Massimo d'Azeglio che qui presero dimora (molto famosa Villa d'Azeglio).


Ricordiamo inoltre che grazie alla collaborazione tra il Comune e il Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino è stato realizzato “Il Parco degli agrumi” finalizzato al recupero della tradizione agricola di questo territorio.
Se queste parole hanno generato in voi anche solo un modesto accenno di curiosità vi invitiamo a dedicare qualche ora anche alla parte “alta” del paese; la più selvaggia.
Noi l'abbiamo fatto, vagabondando tra le frazioni di Donego, Oggiogno e Piancassone dove potrete ammirare ciò che resta degli antichi terrazzamenti (assolutamente invisibili, ormai totalmente fagocitati dalla boscaglia che lenta ma inesorabile sta riprendendo possesso delle pendici del monte), percorrendo mulattiere dimenticate, incontrando minuscole cascatelle e gatti pigroni stesi al sole come pascià, e se sarete fortunati scoverete quello che per noi è uno dei più begli orti mai concepiti; dove un anziana signora accompagnata dal suo nipotino, con tanto amore e dedizione coccolava il suo giardino (perché orto è del tutto riduttivo); un quadrilatero irregolare di muri a secco dove attraverso una timida apertura si scorgeva il luccichio verdeazzurro del lago che complice l'estrema mitezza e limpidezza della giornata, grazie al vento da nord, a noi ha ricordato il mare. Il nostro mare. Il Mediterraneo. Come un orto a picco sul mare! Quel “Meriggiare pallido e assorto” tanto caro a Montale.




Un concetto difficile da assimilare trovandoci oltre il 45° parallelo, a due passi dal valico del Sempione con le vette ancora innevate che si stagliavano poco oltre il nostro orizzonte. Ma tutto questo sulle alture di Cannero Riviera, non troppo distanti dalla caotica quotidianità ma nel contempo lontanissime, è possibile.
Domattina quando affonderò il cucchiaino nella deliziosa confettura di pompelmo creata dalla squisita e premurosa signora di Piancassone (di cui ahimè non rammento il nome), portatrice di un 
“accueil” d'altri tempi, ripenserò con un umile filo di nostalgia a questo remoto angolo di Piemonte.
Il limone sospende in abbandono un ramo scolorito e polveroso
sopra il limpido incanto della fonte,
e là sul fondo sogna
l' oro dei frutti...
Sera così chiara,
quasi di primavera,
sera mite di marzo
che già l'alito emana nell'aprile

Antonio Machado 1905


Filippo Spadoni.

2 commenti:

  1. Cannero Riviera : un angolo di primavera ai piedi di monti nevosi

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  2. È un paesaggio stregato che ha coinvolto anche grandi autori del passato come i viaggiatori del grand tour, il famoso Goethe, che nel Wilhem Meister riferendosi al personaggio di Mignon scriveva, riferendosi al lago Maggiore e al paesaggio dell’isola Bella , rivisto con gli occhi della nostalgia, dove la protagonista era nata:
    Conosci tu la terra dove i limoni fioriscono
    e gli aranci dorati fra le fronde oscure splendono?
    Ove una dolce aura dal cielo blu cupo spira
    e il mirto è fitto e alto il lauro cresce?
    M.G. Ferraris

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