venerdì 7 marzo 2014

Ricordi di una giornata felice!







E maggio ride colle sue limpide sere, incoronato di rose! Nel piccolo giardino amico, di rose si accendevano le fredde muraglie, rose occhieggiavano alle finestre terrene, di rose sanguinavano i rugginosi cancelli!... mi ritrovo seduto sull'assicella dell'altalena in ascolto. Il frastuono della vita non giunge, sino a me; nella tiepida sera... che silenzio!... che pace!... e in quella pace, in quel silenzio una vocetta fessa intona una melanconica canzoncina...

… è il notaio che nel suo studio, nella nota arietta della «Gerla di papà Martin»

È leggerissimala sento appena...
rievoca il suo dolce passato...
Paolino – la vecchia tartaruga – sbuca di sotto a una 64
foglia e, senza troppo affrettarsi, dietro alla traccia canora, infila l'uscio di casa ed entra...
La melanconica arietta continua...
... molti anni mi separano da quei tempi lontani e la vita non fu sempre serena; qualche volta, come adesso, una strana tristezza mi prende, un amaro sconforto m'assale... ma se mi volgo indietro e rivivo un po' nel tempo d'allora, questa vita che tanto pesava come la gerla di papà Martin
È leggerissima la sento appena...

(Delio Tessa)





Articolo di Filippo Spadoni.

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