lunedì 31 marzo 2014

Le ombre di Nostradamus e la luce di Van Gogh

                               
Vi sono diversi motivi per cui St.-Remy-de-Provence merita una visita.
In questo piccolo angolo di Provenza nascque Nostradamus. 
Michel de Nostredame nacque in una piccola casa del paese il 14 o il 21 dicembre del 1503. Ben presto si trasferì a Salon-de-Provence, per morirci nel 1566.
È considerato da molti, assieme a san Malachia, come uno tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della storia. È famoso principalmente per il suo libro Le Profezie, che consiste di quartine in rima, raccolte in gruppi di cento, nel libro Centuries et prophéties (1555).
I sostenitori dell'attendibilità di queste profezie attribuiscono a Nostradamus la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo, tra cui la rivoluzione francese, la bomba atomica, l'ascesa al potere di Adolf Hitler e gli attentati dell'11 settembre 2001. Nessuno ha tuttavia mai dimostrato di poter ricavare dalle quartine di Nostradamus dati attendibili per la previsione del futuro.
Oggi la casa non ha nulla di speciale, vi è una targa che ne ricorda l'avvenimento.
                                                     
Speciali sono le ombre che si allungano sui muri delle case del piccolo centro provenzale. Ad ogni angolo sembra di vedere la sagoma del visionario francese che ti segue immobile. Pensieri sparsi si accumulano nella mente. Nostradamus non è l'unico motivo della mia visita a St. Remy de Provence.
Scorrendo i secoli approdiamo a Vincent Van Gogh, che fece un percorso opposto rispetto all'astrologo. Da Arles si trasferì a Saint Remy de Provence nel 1889. Entrò volontariamente nel monastero, a quell'epoca trasformato in ospedale psichiatrico, di Saint Paul de Mausole dopo l'automutilazione dell'orecchio, avvenuta nei mesi precedenti quando il grande pittore soffriva di allucinazioni.
Nel monastero Van Gogh poteva disporre di due stanze: una adibita alla vita quotidiana e la seconda come atelier. Poteva uscire per dipingere all'aria aperta, ma solo accompagnato da un inserviente.
Non veniva sottoposto a particolari cure, unico trattamento erano i due bagni cui il paziente veniva sottoposto ogni settimana.
Tra allucinazioni e tentativi di suicidio compose due sublimi opere: la notte stellata e davanti al manicomio di Saint Remy.
La diagnosi del direttore della clinica, il dottor Peyron, fu di epilessia. Oggi si ritiene che van Gogh soffrisse di psicosi epilettica o "latente epilessia mentale": preceduti dallo "stadio crepuscolare", egli subiva attacchi di panico e allucinazioni ai quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio, seguiti da uno stato di torpore. Nei lunghi intervalli della malattia era in grado di comportarsi in modo del tutto normale
Soddisfatto nel ricordo mi dirigo verso il centro cittadino alla ricerca di tranquillità e serenità.

La chiesa di Saint Martin merita una visita per iniziare a fare conoscenza con i campanili provenzali. Particolari ed interessanti. La chiesa è molto piccola e la facciata ricorda un tempio greco. 
La visione migliore del campanile la si gode dalla piazza antistante l'Hotel de la Ville.
Inseguendo le ombre scopro il resto del centro storico.
Negozi. Particolari lavorazioni. 
Alcuni sembrano pronti per le masse di turisti della Pasqua che sta per arrivare.

Altri negozi sono molto affascinanti, anche grazie alla locazione. Un artigiano dei tessuti si è ritagliato uno spazio all'ombra dell'antica torre cittadina. I suoi lavori vengono maggiormente apprezzati anche per la genialità della trovata di esporre i cappelli lungo il dolce salire di un cipresso....
La visita viene interrotta dal dolce suonare della campane.
E' ora di pranzo ed i bambini non li trattengo.
Una brasserie è un ottimo luogo dove iniziare i figli alla cucina di Francia.
Nel pomeriggio il tempo a disposizione è poco, per cui rapida vista degli ultimi vicoli del paese in direzione dell'automobile.
Ricorderò con molto piacere le ore trascorse a Saint-Remy-de-Provence, più per il fascino delle vie del centro storico che per il rumoreggiare degli antichi fasti di coloro che hanno vissuto in questa terra.

Fabio Casalini

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