venerdì 21 marzo 2014

Da Costantinopoli a Venezia inseguendo il Graal

Il Sacro Graal viene identificato con la coppa, o calice, con la quale Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue di Cristo.
La figura di Giuseppe d'Arimatea compare nel  nuovo testamento durante il periodo della "passione di Cristo". 
Giuseppe e Nicodemo ottennero da Ponzio Pilato la possibilità di deporre corpo di Cristo dalla croce. Una volta deposto, lo avvolsero in bende e lo tumularono in una grotta che si trovava in un giardino nelle vicinanze del luogo della crocifissione.
Qui si conclude la presenza di Giuseppe nel Nuovo Testamento.
Secondo il vangelo di Nicodemo, vangelo apocrifo, nelle ore seguenti Giuseppe fu imprigionato dagli ebrei per la tumulazione di Cristo.
Incarcerato.
Fu sigillata la porta.
Giuseppe  scomparve dalla propria cella senza che venissero toccati i sigilli!
Nel Vangelo di Nicodemo, Giuseppe ricompare nel suo paese natale, Arimatea, dove viene interrogato dagli ebrei circa la resurrezione del Cristo. 
Mille anni dopo la figura di Giuseppe viene riscoperta nel "Joseph d'Arimathie" di Robert de Boron, il quale afferma che Gesù Cristo consegnò il Sacro Graal a Giuseppe mandandolo in Britannia, luogo del quale divenne primo vescovo.
Quando morì venne sepolto con la coppa nella piccola isola di San Patrizio.
Questa leggenda è legata al ciclo arturiano..
Perché Venezia?
Partiamo dalle crociate e da Costantinopoli.
Nella città sul Bosforo, si narra, era nascosta la corona di spine di Cristo insieme a molte altre reliquie legate alla religione cristiana tra cui, anche la coppa del Graal.
La corona di spine venne portata a Parigi, per volere di Luigi IX, e nascosta nella Sainte Chapelle. 
Il sacro Graal?
Durante la IV crociata i Veneziani portarono nella loro città molti tesori sottraendoli a Costantinopoli, tra cui i quattro cavalli di rame presenti nella Basilica di San Marco.
La leggenda vuole che al posto degli occhi i cavalli avessero dei magnifici rubini!
Storicamente è molto attendibile la presenza del calice con il sangue di Cristo a Costantinopoli ed è altresi attendibile che la coppa stessa possa aver viaggiato sulle navi di ritorno a Venezia. 
Una antica tradizione veneziana vuole che la coppa sia nascosta nel trono di san Pietro, oggi custodito nella chiesa di S. Pietro in Castello nella città sulla laguna. 
Il trono potrebbe essere il sedile su cui San Pietro si sedeva durante il suo apostolato ad Antiochia.
Come potremmo mai risolvere questo dilemma?
Forse cercando dove andrebbe cercato?


Fabio Casalini.

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