Craveggia, dove i camini erano simbolo di ricchezza

Partiamo da lontano.
Craveggia. Il nome deriva da "capra vecchia", il luogo nel quale oggi sorge il paese ai piedi delle vette della Valle Vigezzo un tempo era adibito a pascolo.
Anticamente il sito era conosciuto come Cravetia.

Craveggia ha una storia antica. Molto antica.
I primi insediamenti potrebbero risalire all'epoca romana! 
Ipotesi che sembrerebbe suffragata dal ritrovamento di alcuni corredi funebri di quel periodo.
Quando arrivi in certi luoghi la domanda ti sorge spontanea: ma perché sono arrivati sino a qui? Cosa ci trovavano? Non è pianura! Non è valle fertile! Eppure i Romani nelle loro bramosia di conquista arrivano in luoghi che noi oggi non cercheremmo mai di conquistare!
Il vero motivo di interesse di Craveggia sono i suoi camini!
Se potessi usare un esempio, è paragonabile ad una San Gimignano del Piemonte!
Come nel comune toscano i camini erano segno di ricchezza . Le famiglie borghesi facevano "a gara" per costruirne sempre di più alti e numerosi sopra i tetti di sasso dello loro case. 
I camini come simbolo di ricchezza e potenza, un tempo. Oggi simbolo di un tempo andato, perduto nella memoria dei viventi.
La sensazione è strana.
Arrivi in Valle Vigezzo, risali per rapidi tornanti sino al paese.
Ti fermi.
Guardi i camini stagliarsi contro il cielo, contro le montagne dure di questo angolo di Piemonte. 
Capisci come alcune tradizioni possano esistere solo in certi luoghi.
I camini sono una vivida rappresentazione di quello che eravamo, e che mai più potremmo essere.

All'interno del paese spicca la Parrocchiale dedicata ai santi Giacomo e Cristoforo.
La chiesa, edificata tra il 1731 ed il 1734, è decorata con affreschi di Giuseppe Maria Borgnis, pittore vigezzino che disegnò anche il progetto dell'edificio sacro.
Il portico presenta affreschi di Lorenzo Peretti, anch'egli artista locale.
All'improvviso tra i camini ed i tetti una gradita sorpresa, che allieta maggiormente la visita a questo antico borgo: la cappella dedicata a San Bernardino.
Con molta probabilità si tratta del primo luogo di culto della nuova religione cristiana, giunta in Valle Vigezzo intorno al IV-V secolo.
La cappella è riccamente affrescata con una Madonna in trono  di chiaro influsso gotico. Una sosta di qualche minuto è dovuta a questo luogo, anche per ammirare la piccola torre campanile che svetta sul tetto della cappella.
La torre campanaria ci riporta ad un tempo lontano, a quando in valle, come in tutta l'Ossola regnava l'arte romanica.
Un pensiero personale: sarebbe  un regalo a tutti noi sentire suonare ancora una piccola campana...



Fabio Casalini.

Commenti

  1. Risposte
    1. Craveggia è un luogo che lascia ricordi indelebili.

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    2. Per approfondire la storia di Craveggia forse bisogna iniziare dagli spazzacamini e magari anche più indietro. La Francia soprattutto è stata il ricettacolo degli emigranti della Valle Vigezzo. Quelli che si sono arricchiti non hanno dimenticato da dove venivano e così nascono le ville dai lunghi , altissimi camini, come la villa Mellerio degli orafi e gioiellieri che fino a pochi anni fa avevano un negozio in pieno centro a Parigi e una scuola per orafi nella medesima villa. Questo almeno è quanto mi è stato raccontato.

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    3. Cleide dobbiamo fare tantissimo lavoro!!! Abbiamo appena iniziato ad approfondire gli argomenti inerenti le Lepontine!
      Quando penso al lavoro da fare per non disperdere il nostro passato mi spavento.....

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    4. Segano,nel caso potesse essere utile i seguenti testi sulla Valle Vigezzo e su Craveggia tutti reperibili su Amazon: Rue del Lombards, Dalla Valle Vigezzo al Rio Grande do Sul, Speranza Argentina, Siskiyou Road, Lettere a Craveggia dall'assedio di Parifi, Giovanni Greppi a Craveggia, Il Generale Conte Ferino a Craveggia, Le porte del mondo.

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    5. Claudio grazie di cuore!
      Mi incuriosisce molto dalla Vigezzo al Rio Grande!
      Fabio

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    6. Grazie.Se vuoi,posso mandarti l'ebook formato Kindle. In caso,mandami il tuo indirizzo email tramite FB. Ciao.

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    7. Ciao Claudio.
      Se riesci la mia mail e':
      semmparti@yahoo.it
      Fabio

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  2. Grazie per questo articolo su Craveggia mio amatissimo paese, c'è nelle immagini anche la casa dove ritrovo tutta la serenita e la dolcezza della mia infanzia,

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    1. Ciao Germana.
      Felice di portare quella serenità semplicemente con fotografie ed uno scritto!
      Fabio

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  3. Conosco molto bene Craveggia, come tutta la Vigezzo. Sono luoghi che amo, dove torno sempre molto volentieri. Ho letto con interesse le annotazioni storiche di questo comune, celebre per i suoi bellissimi camini. D'altra parte la Vigezzo è la patria degli spazzacamini. Un saluto

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    1. Ciao Mirtillo.
      La Vigezzo è una valle splendida con una serie infinita di particolarità che stiamo cercando - poco alla volta - di far conoscere al maggior pubblico possibile.
      Fabio

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  4. Buongiorno Fabio. Molto bello il paesino e camminare per le sue vie in saliscendi. I camini formano un paesaggio unico nel suo genere. Foto e parole si uniscono molto bene. Un ottima guida per chi non ci è mai stato. Rosella

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    1. Davvero singolare e prezioso come luogo.
      Da inserire per un itinerario nella valli ossolane.
      Grazie Rosella.
      Fabio

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  5. Bella... Sono stata x due anni ..in collegio delle suore ...bellissimo paese ...

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    1. Essendo a pochi km da dove vivo, il mio giudizio sarebbe di parte, malgrado questo non posso che assecondare il tuo commento.

      Fabio

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