lunedì 17 febbraio 2014

Mottarone, balcone del Piemonte.



[...] Ritornando verso Stresa, guardavo il lago marezzato di argento e di azzurro, le creste nere del Mottarone, il cielo, cremisi e rosa, dov'era tramontato allora il sole. Mi sentivo forte, felice. Non avevo ritrovato Meris, ma avevo trovato ugualmente, pensando a Meris, qualche cosa di straordinario. Un amore? Forse soltanto un capriccio un po' più violento degli altri, pensavo in quel momento, un'avventura un po' più lunga. E non era meglio di un amore?

Ricordavo il profumo che esalava da Sandra mentre mi ero seduta vicino in macchina: non un profumo francese sottile e raffinato: ma un semplice odore di freschezza e di sapone comune, più nuovo e più inebriante di qualunque altro di quei profumi. E quando entrai nella nostra vecchia sala da pranzo, e rividi, nel cono di luce che isolava la tavola apparecchiata, Costantino e il Giopa curvi sulla minestra e tristi per il mio ritardo, mi sentii stringere il cuore. Ecco, la loro vita, in confronto alla mia, era stata povera, squallida e senza speranze, e già declinava: mentre ancore come per un prodigio, la mia risorgeva alla giovinezza. [...]

Mario Soldati, "la busta arancione".


Filippo Spadoni.

3 commenti:

  1. Mario Soldati cantore delle bellezze delle nostre terre. E, lassù, anche il monumento che ricorda i ciclisti Fornara e Piemontesi.

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    1. Soldati ha raccontato in modo particolare le bellezze del Piemonte e della Lombardia.

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  2. Per chi avesse voglia di approfondire consiglio la lettura di: "La messa dei villeggianti"
    Graziosi racconti ambientati tra il lago d'Orta e il lago Maggiore

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