martedì 25 febbraio 2014

Le vampire di Praga.

“Le  Vampire di Praga”  di Andrea  Carlo  Cappi
Recensione  di  Fabio  Viganò



Lo si aspettava  da  tanto  tempo questo  libro  di  Andrea  Carlo  Cappi. Lo si  attendeva  davvero, un po’  per  “sana  curiositas” letteraria, un po’ per vedere  cosa  avesse escogitato  la  mente  geniale  dello Scrittore. Non  a  caso mi  permetto  di  scrivere  Scrittore! Cappi  ancora  una  volta  ci  sorprende  e  ci  entusiasma  lasciandoci  piacevolmente  di  stucco.  Chi  scetticamente  crede  di  dover  leggere  un   solito  pessimo  rifacimento  letterario  del”  Dracula “  di  Stoker  stia  tranquillo. Non lo è…Cappi  in  questa  sua  ultima  fatica non  soltanto  ci ricorda, qualora  ve  ne  fosse  la  necessità , di  essere  un  abile  e  prolifico  scrittore  noir, ma  incanta  con trame  allegoriche  e  metaforiche  che  sfumano  in  una  tenerezza  sensuale. Il  sensuale  in  lui  non  scade  mai  nel  volgare e, credetemi,oggigiorno è  cosa rara! Non è  un romanzo  erotico. Metaforicamente , Cappi  si addentra  nel  significato  intrinseco  della  Vita, o meglio,ci  ricorda, tra  il  lusco  e il  brusco, tra  un  dover  uccidere  per poter  sopravvivere , il  non  scontato  destino  dell’essere  umano. In  un” memento  mori” , riconducibile  a  ogni  momento  della  nostra  vita, Cappi gioca  abilmente  con  l’allegoria  della  morte  in  una “ Dance  Macabre”  superba, già  cara  al  tardo  medioevo  di  cui possiamo  trovar  traccia  sia  nel  Museo  Storico  della  Città  di  Berna, con la celeberrima  Danza  della  Morte, come a   a  Clusone,in provincia  di  Bergamo. Ma le  vampire  di  Praga,  dispensatrici di  morte,  possono  essere  lette  tra le righe, interpretate e  fatte  nostri  moniti, come  esponenti  di  quel  desiderio  di  immortalità, già  cantato  nell'antichità, ricercato  ad  ogni  costo  oggigiorno , costi  quel  che  costi, a  suon  di  denari, pur  di  rimanere inossidati  nel  tempo.  Via  libera  quindi  a  iniezioni  di  botulino,  lifting  a “ go  go” , pur  di  ingannare  gli  altri.  Non  sarà  come  bere  sangue… Semplicemente  è peggio! Si  tratta  solo  di  ingannare  sé  stessi.  Saper  invecchiare  è  difficile perché difficile è  accettare la  sola  idea  che  si  stia realmente,  inesorabilmente  ballando  una “ Dance  Macabre”. Grazie  a  Cappi  per  averlo  ricordato . Il  suo  messaggio  è sottile come  la  lama  di  un  coltello ,ironico  e  devastante  proprio  come  un proiettile  dalla  punta  cava . Il  romanzo  è  di  facile  lettura, accattivante, intrigante…Il  lessico è,  come al  solito,  elegante ed  erudito.  Complimenti!




LE  VAMPIRE  DI  PRAGA
Di  ANDREA  CARLO  CAPPI
Edizioni  ANORDEST

                                                                                        




                                                                                               Fabio Viganò

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