venerdì 7 febbraio 2014

Il mistero di ponte Carlo a Praga

La prima volta che il mio corpo fu pervaso da un senso di paura ed incubo era notte fonda.
Era passata la mezzanotte e mi trovavo all'altezza della statua di Giovanni Nepomuceno sul Ponte Carlo. 
Mi soffermai, come molte altre volte, ad ammirare quella scultura, ma nell'aria vi era un'atmosfera diversa.
Quella notte non capii.
Neppure la successiva.
Con il passare delle notti la paura diminuiva ed aumentava la curiosità. 
E' insito nel genere umano curiosare tra le proprie paure. 
Una sera, penso fosse fine aprile, le paure si materializzano. Finalmente sento. 
Non vedo, sento.
Un lamento? no troppo corto.
Forse un vagito? no.
Un rumore umano, strozzato e secco.
Uno starnuto.
Si, ecco, uno starnuto. 
No, devo ritornare la sera successiva per capire.
Fine aprile a Praga è ancora fresco. Il mio corpo era un tutt'uno con la Moldova. Dovevo sentire. Dovevo capire. 
Eccolo finalmente!
Silenzio.
Solo quel piccolo rumore.
Uno starnuto.
Ma ora capisco. Lo starnuto di un bimbo.
Lo sento distintamente una decina di volte. 
Come è venuto svanisce.
Ritorno in albergo a documentarmi sul Ponte. Non mi è difficile trovare indicazioni storiche. Non cerco quello, ma indizi che possano permettermi di capire. Ad un certo punto nelle letture ecco la sorpresa. 
Erano le tre di notte ma di dormire non se ne parla. Leggevo e capivo. 
Il resoconto parte da lontano, molto lontano. 
Il narratore, anonimo purtroppo, inizia dal domandarsi come mai il ponte sulla Moldova avesse resistito a numerose inondazioni senza subire danni sino al giorno in cui il prete Giovanni Nepomuceno venne scaraventato nelle gelide acque del fiume. Nei minuti successivi il folle gesto l'arcata del ponte crollo miseramente in acqua. 
Strano. Per secoli il ponte resiste al passaggio delle acque in fermento e proprio quel giorno crolla.
Continuo la lettura aiutato da un caffè bollente, quello delle macchinette tipo americano che ci sono in quasi tutte le stanze degli alberghi del nord Europa.
Negli anni seguenti iniziarono i misteri.
Costruttori e muratori, giunti da tutta Europa, si sobbarcavano il lavoro di costruzione dell'arcata che immancabilmente la notte crollava.
Uno strano costruttore, le cui origini non è dato sapere, decise che doveva ricostruire l'arcata. Era deciso. Convinto di riuscirci. 
Anche lui dovette arrendersi all'evidenza. 
Ma dove l'uomo non arriva, arriva il demonio.
Il muratore decise di scendere a patti con il diavolo. 
Ma il signore delle tenebre non è disposto a prestare la sua opera per non avere nulla in cambio. 
Il costruttore dovette promettere al maligno la vita di colui o colei che per primo avrebbe attraversato il nuovo ponte.
I lavori procedettero senza intoppi.
L'anima del muratore era in fermento. Sulle prime l'idea sembrava ottima, ma ... come si può promettere una vita innocente per un ponte?
Si arrovellò nei suoi pensieri sino ad escogitare uno stratagemma: siccome aveva promesso la vita del primo che avesse attraversato il ponte, senza specificare sesso, età e soprattutto specie, decise, la mattina del primo giorno dopo la fine dei lavori, di portare un gallo all'imbocco del ponte e di liberarlo.
Il diavolo non lo puoi ingannare così facilmente...quando vide il gallo capì lo stratagemma del costruttore e decise che l'avrebbe pagata a caro prezzo. In un baleno prese le sembianze di un muratore che lavorava alle dipendenze dell'uomo e si precipitò a casa della moglie del costruttore dicendole di correre al ponte che era successa una disgrazia al marito.
La giovine donna, in attesa di un figlio, si precipitò in cantiere e, vedendo il marito dalla sponda opposta, corse in suo soccorso.
L'uomo nulla poté.
La notte stessa la moglie, ed il bimbo che stava per nascere, venne presa dal maligno.
Il sole sorge sulla piazza della Chiesa di Santa Maria di Tyn. I colori sembrano dare mistero al mistero.
Il resoconto prosegue ma di interessante nulla per molte pagine.
Scendo al pian terreno dell'albergo che mi ospita per una rapida colazione.
Sono stanco ma la notte si avvicina, devo capire.
Risalgo velocemente in stanza, mi sdraio sul letto e riprendo il libro.
Ancora pagine e pagine di vicende storiche poco interessanti sino a quando.......dopo diverse decine di anni torna il ponte Carlo al centro della narrazione.
L'anonimo scrittore ripercuote velocemente i fatti raccontati in precedenza sino a quando si sofferma sul rumore del ponte... eccoci arrivati, penso tra me. 
Ci siamo!!
La leggenda vuole che l'anima del bimbo mai nato per decenni abbia volteggiato la notte sopra il ponte emettendo starnuti di piccola intensità.
Il fatto si ripete per molti anni sino a quando un "forestiero" sentendo lo starnuto risponde veloce: Salute! 
Qui, in modo incomprensibile, si ferma la narrazione. 
Senza spiegare. 
Le nubi si stanno diradando all'orizzonte, come il mistero che inseguo da diverse notti.
E' ora di riposare, la notte si avvicina.
Alle 19,45 scendo per la cena.
L'appetito non c'è, ma sono molto stanco, qualcosa devo mangiare.
Intorno alle 21,00 esco sulla piazza gremita di praghesi e turisti, indifferenti al mistero che li avvolge.
Mi dirigo verso il ponte, con calma, forse dettata dalla paura.
Per un paio d'ore aspetto vicino alla statua del Nepomuceno sino a quando inizio ad avvertire i rumori. 
Sono meno distinti delle notti passate, ma lo senti distintamente.
Stranamente non vi è nessuno vicino a me.
Sono solo sul ponte Carlo!
I rumori ora si fanno più forti.....penso alla narrazione del libro, penso a quelle parole quando inconsciamente dalla bocca esce questa parola:

Zdraví


Fabio Casalini

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