venerdì 24 gennaio 2014

La Basilica di Sant'Ambrogio a Milano

Sfumature di una Milano poco nota: La basilica di Sant'Ambrogio e dintorni.
Milano capitale della moda e del lavoro, la Milano da bere degli anni 80 frenetica e talvolta superficiale che sembra non abbia spazio per il turista se non per i monumenti più noti. 
Raramente le persone che visitano Milano si soffermano ad osservarla nel dettaglio, in tutte le sue molteplici sfaccettature perché Milano tiene celati dietro a portoni, vicoli apparentemente anonimi e cortili i suoi tesori più preziosi. Esistono ancora angoli splendidi, luoghi e monumenti carichi di fascino ma rivestiti soltanto da una luce di banale superficialità che vi invitiamo a scoprire insieme a noi.
Cominciamo la nostra passeggiata dalla grande testimonianza giunta sin ai nostri tempi dalla Milano Paleocristiana : la Basilica di Sant’Ambrogio situata nell’ omonima Piazza a pochi passi da via De Amicis e Via San Vittore venne edificata tra il 379 e il 386 col nome di basilica ad Martyres su preesistenti cappelle sepolcrali ed accanto ad un cimitero cristiano per volere del Vescovo e patrono della città meneghina Ambrogio.
L’ingresso della basilica è preceduto da una corte medievale voluta dal Vescovo Ansperto, ai suoi lati due colonnati sormontati da capitelli adornati da mostruose creature talune con richiami esoterici mentre sul perimetro interno si trovano diversi reperti, incisioni e bassorilievi. Ai fianchi della Basilica sono stati eretti, in momenti diversi, due campanili : il più antico risale all’ VIII secolo mentre l’ altro incominciato nell’ XI secolo fu in realtà terminato solo al fine dell’ 800. La Basilica ai tempi di Napoleone fu trasformata in un ospedale militare mentre i bombardamenti della II Guerra Mondiale la danneggiarono gravemente ma fortunatamente, a seguito di repentini restauri, riacquistò l’antico splendore.
Osservando la Basilica dall'ingresso dell’ Atrio di Ansperto si potrà notare a destra della facciata una scacchiera con caselle di marmo bianco e color mattone molto simili ad un ulteriore esemplare all'esterno e due all'interno della basilica che per molti anni sono state oggetto di discussione molti sostengono che siano simboli scaramantici per scacciare il Maligno. Un’ altra teoria farebbe addirittura risalire tali simboli associate ai colori della Milizia Templare che, sembrerebbe, furono proprio loro ad importare in Europa il gioco originariamente indiano degli scacchi. Possono sembrare prove del tutto casuali, ma con un piccolo esercizio non sarebbe difficile far collimare fatti storici che si incastrano perfettamente come tasselli di un puzzle tra le date ed i personaggi che la storia ci racconta.
Entrando all'interno della basilica, a metà della navata centrale sul lato sinistro, troviamo una colonna sormontata da un grande serpente di bronzo chiamato anche ‘serpente di Mosè’, leggenda vuole che il manufatto risalga al Vecchio testamento e chiunque lo avesse toccato diventato improvvisamente immune al veleno. Per questo motivo era d’ uso ai meneghini toccarlo per guarire da alcuni malanni legati allo stomaco e intestino. 
Altra leggenda è invece legata all'Apocalisse, giorno nel quale il serpente prenderà vita e tornerà strisciando verso il deserto dove è stato creato.
Sempre a Sant'Ambrogio, la colonna posta di fianco alla basilica conosciuta anche come “La colonna del Diavolo” pare debba i suoi tre buchi alle corna del Diavolo nel tentativo di inforcare un uomo. 
Lasciamo ora la basilica dirigendoci verso Via Sant'Agnese prima d’ imboccarla possiamo vedere in fondo sulla destra l’università Cattolica del Sacro Cuore di cui ci occuperemo in un prossimo articolo. Percorrendo Via Sant'Agnese ci troviamo in C.so Magenta, giriamo subito a destra in direzione del centro, passiamo davanti alla Chiesa di San Maurizio al monastero Maggiore, considerata la cappella Sistina di Milano per i suoi splendidi affreschi, e proseguiamo fino a giungere a Via Santa Maria alla Porta, sede dell’ omonima chiesa, che percorriamo per un centinaio di metri.
Ci troveremo ad un bivio, sulla sinistra Via Borromei mentre sulla sinistra Via Santa Maria Fulcorina che imbocchiamo fino allo slargo che ci presenta sempre sulla nostra sinistra, un porticato che affaccia su Piazza Affari dove il monumentale Palazzo Mezzanotte sede della Borsa meneghina costruito in blocchi di marmo travertino con una facciata di 36 metri realizzato negli anni 30 dall'architetto Paolo Mezzanotte rispecchia lo stile dell'epoca anche se ha mantenuto un'impostazione classica. Nella piazza una scultura del discusso artista Maurizio Cattellan, famoso per opere e interventi provocatori, che rappresenta una mano con il dito medio levato verso il cielo.
Ritorniamo sullo slargo da dove siamo arrivati e pochi metri più avanti si raggiunge un incrocio con altre quattro vie: Bocchetto, Del Bollo, S. Marta e S. Maria Podone. E’ da questo incrocio a cinque che prende il nome la zona “delle Cinque vie” appunto.
Perdersi per le viuzze è facile e piacevole, imbocchiamo ora Via Bocchetto e ci troviamo a costeggiare il Palazzo della Banca d’ Italia edificato tra il 1907 e il 1912, su progetto di Luigi Broggi e Cesare Nava, ispirato dal monumento a Vittorio Emanuele II e girando poi a destra su Via Armorari terminiamo il nostro giro attraversando la Galleria Passaggio Centrale, un grazioso ibrido tra l'eclettico e il Liberty a forma di T, che collega Via Armorari a Via Orefici e Via Cantù: da qui in pochi passi giungiamo in Piazza del Duomo.

Marco Boldini

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