martedì 21 gennaio 2014

Morasco. Il paese sommerso

Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno, forse lo faranno tutti.
[Albert Einstein]

All'inizio del secolo scorso le valli dell'Ossola conobbero un grande sviluppo industriale.
Il settore idroelettrico fu quello che maggiormente partecipò a questa grande corsa al progresso.
Possiamo dire che fu quasi l'unico.
L'industria idroelettrica attirò capitali ed uomini in questo angolo remoto di Piemonte, schiacciato al confine con la Svizzera.
Tale sviluppo portò ad un miglioramento della vita ma,  modificò profondamente l'ambiente nel quale operava: la costruzione delle centrali idroelettriche portò ad utilizzare bacini già esistenti innalzando il livello delle acque dei piccoli laghi; in molti altri casi tali bacini vennero creati ex-novo.
Nella maggioranza dei casi i terreni che vennero utilizzati, ed immolati, all'industrializzazione erano improduttivi.
Ricordiamo che vennero distrutti anche pascoli fiorenti come quelli sulle sponde del Lago Vannino. 
Il momento migliore per piantare un albero è vent'anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.
[Confucio]

La sorte peggiore toccò pero al villaggio di Morasco.
Negli anni della costruzione della grande diga, il muraglione è alto circa 50 metri e lungo circa 600, il paese non era più stabilmente popolato in inverno, ma in estate era il centro maggiore della valle ed era dotato di abbondanti pascoli.
Negli anni appena precedenti la costruzione vi vivevano stabilmente almeno una ventina di famiglie. Nel 1940 fu ultimata la diga, ed il paese di Morasco fu definitivamente sommerso dalle acque, e con se anche l'oratorio dedicato a Sant'Anna e San Lorenzo. 
Il paese, di origine walser, era occupato sin dal xv secolo.
Secoli di storia.
Secoli di vita umana.
Secoli di natura.
Il progresso chiede spazio.
La vita non sarà più la stessa.
Nelle primavere appena successive alla costruzione dell'invaso, quando il ghiaccio si scioglieva ed il sole scaldava la natura circostante, si poteva ancora scorgere il campanile dell'oratorio.
Oggi a ricordo del paese sommerso, e degli operai morti durante la costruzione della diga, rimane la chiesetta posta sopra uno sperone di roccia nei pressi dell'abitato di Riale, poco a valle rispetto al muraglione della diga.
La valle Formazza ed i suoi abitanti hanno pagato un tributo molto alto al progresso, non solo per Morasco, ma anche per il Lago Castel e la costruzione della diga del Vannino.
In alcuni casi il tributo non venne pagato per l'industrializzazione delle nostre montagne ma per la natura violenta di queste montagne....
E' tutta colpa della Luna, quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti.
[William Shakespeare]

"Prima, molto prima della costruzione della diga che ha sommerso Morasco, vi era un ponticello di legno che permetteva il passaggio da un lato all'altro del fiume che alimenta l'odierno lago. Il ponte di legno a due travi era considerato talmente pericoloso che neppure le vipere si arrischiavano nel passaggio. La leggenda racconta che le vipere si nascondevano nelle gerle insieme al fieno e quando sentivano il rumore delle acque del torrente precipitosamente scappavano dai cesti dei contadini. Fatti terribili sono accaduti su quel ponte.Una famiglia con il padre ed i suoi due figli portava formaggio e patate ai lavoratori dei campi. Il piccolo scivolò nelle acque furiose. Tutti i tentativi di recuperarlo in vita furono vani....."
La montagna parla e racconta sempre la sua storia.
Noi dobbiamo essere bravi ad ascoltarla.



Fabio Casalini.

Un ringraziamento a Qvintvs Marivs per le fotografie del villaggio prima della costruzione della diga.

14 commenti:

  1. Leggere le tue parole é un viaggio con la mente. Sei emozionante sempre.....💙

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  2. Lo riconosco perché è come il mio....

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  3. Anni fa vidi un servizio su Vco azzurra tv che parlava di un paesino sommerso da una diga ma non ricordavo il nome. La scorsa estate da Riale sono arrivato proprio alla diga di Morano. Stupendo luogo e ho saputo che lì sotto sorge il vecchio paese il che lo rende ancora più magico

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    1. Ciao Zeffiro Blu.
      In Ossola non è l'unico bacino artificiale che ha nascosto/coperto un antico villaggio. Vi sono anche gli abitati di Agaro e Quarazza sommersi dalle acque dell'industrializzazione dell'inizio del secolo scorso...
      Fabio

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  4. Morasco dovrebbe essere stato un alpeggio, se non vado errato e come conferma indirettamente l'indicazione dell'esser stato abitato solo d'estate. Altra cosa Agaro (credo comune di Baceno). Quello è il paese walser abitato dal Medioevo e sommerso da un invaso, con tanto di cimitero e chiesa del cui campanile affiorante in tempi di secca si racconta ancora.

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    1. Ciao. Vi è ulteriore alpeggio - villaggio sommerso in Ossola, si tratta di Quarazza nella omonima valle, laterale dell'Anzasca, all'ombra del Rosa.
      Fabio

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  5. L'ignoranza del progresso!(Marco Della Pietra)

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    1. Marco queste stesse terre a breve potrebbero subire una nuova ignoranza del progresso!
      Noi ci opporremo come potremo!
      Fabio

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  6. Non sapevo o non ricordavo che anche a Morasco ci fosse un abitato sommerso.

    Prima o poi cmq troverò la foto del lago di Agaro svuotato.

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    1. Alessandro farebbe piacere molto anche a me!!!
      Un paio viste ma erano molto malridotte.
      Fabio

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  7. Se volete curiosare un po' in rete ci sono diversi video girati da "sub della montagna" che si sono immersi nel lago di Agaro. Le immagini ovviamente non sono molto nitide, ma ci danno comunque un'idea di ciò che fu. Ecco un link https://youtu.be/ojO8yS6Nv5w
    Io aspetto ancora un pochino, poi tornerò alla diga perché leggenda narra che in primavera, quando l'acqua dovrebbe essere bassa, il campanile di Agaro faccia capolino tra le acque fredde e scure del lago.

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    1. Ciao Marta, probabilmente ci troveremo su.
      Grazie per la segnalazione!
      Fabio

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