domenica 19 gennaio 2014

Non era un grande regalo di matrimonio, ma almeno non si sprecava il viaggio.

"Son partita da Cannobio subito dopo il matrimonio. Siamo andati, con il marito intendo, in viaggio di nozze a Novara. Novara non a caso. Li abbiamo fatto il carico di riso. Una volta acquistato lo abbiamo nascosto nella biancheria sporca per il ritorno a casa. Novara non era un grande regalo per il matrimonio, ma almeno non si sprecava il viaggio."

Questo è uno dei potenziali inizi del viaggio del riso nella classica direzione da sud a nord.
Il viaggio di nozze era una singola avventura, nel quotidiano il viaggio potrebbe essere raccontato nel modo seguente:

"Eravamo tante ragazze. Eravamo giovani e disposte a tutto per portare a casa qualche soldo.Ci trovavamo sul battello per poi andare a prendere il treno. Si faceva subito compagnia.Arrivate a Novara ci dirigevamo verso i casali dove ci rifornivamo di riso. Riempivamo le nostre valigie pronte per il ritorno a casa".

Ritornata alla stazione di Novara si concludeva la parte divertente e poco rischiosa del viaggio.
Ma le ragazze sapevamo cosa fare in ogni circostanza.

"se le guardie ci fermavano e chiedevano spiegazioni le risposte erano sempre le stesse, ci stiamo per sposare e stiamo tornando dalla visite dei parenti lontani oppure siamo di ritorno dalla visita di certi zii che sapesse come stanno male...."

A questo punto una domanda sorge spontanea, ma se le spiegazioni non davano esito positivo?

" Se il nostro dire non convinceva le guardie, facevamo le civette con loro....insomma eravamo giovani e belle."

Abbiamo capito come il cereale riusciva a giungere dal luogo di produzione ai paesi di frontiera. ora dobbiamo occuparci di come il riso riusciva a valicare i confini tra l'Italia e la Svizzera. 

" Una volta che il riso arrivava nei nostri paesi veniva caricato su spalle maschili. Oddio anche noi viaggiavamo, ma il grosso lo facevano i maschi. Potevano portare anche più di 30 chili sulle spalle per tanti chilometri".
I percorsi di questo periodo del contrabbando volgevano verso il Vallese (Briga) e verso il Ticino (Locarno e Bellinzona). I sentieri che permettevano l'arrivo a Briga erano di quelli da togliere il fiato! Potevano arrivare anche ai 2800 del Passo Mondelli. Molti di questi sentieri non esistevano e furono creati dai contrabbandieri. Per quanto concerne il Ticino vi erano due diverse vie d'accesso: la prima era quella che prevedeva il passaggio dalla valle dell'Isorno, alla valle di Vigezzo per giungere in Valle Maggia o in Verzasca. Quello indubbiamente più utilizzato era quello che prevedeva il passaggio sotto la vetta del Limidario, sopra il lago Maggiore (per la cronaca le fotografie di questo articolo sono tutte riferite alla salita alla vetta del Limidario).
Gli "incidenti", intesi come sparatorie con uccisioni, in questo periodo iniziarono ad essere frequenti, e molti contrabbandieri persero la vita per "passare di la".
Ma questo argomento merita un capitolo a parte di questo racconto che sto iniziando a scrivere.  
Sarò capitolo lungo e doloroso.
Torniamo al riso, inteso come cereale.
I contrabbandieri in questo periodo (che seguiva il periodo del caffè ed anticipava quello delle sigarette) valicarono passi e cime su sentieri che ancora non erano stati battuti dall'alpinismo e dal nascente escursionismo montano. 
Concludendo possiamo ammettere che molti sentieri seguiti oggi da escursionisti o alpinisti vennero aperti dai contrabbandieri.

Fabio Casalini.

Bibliografia
- Contrabbandieri tra Ossola e Ticino. Erminio Ferrari. Tararà edizioni, anno 2000.

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