martedì 28 gennaio 2014

Il segreto della chiesa di San Fermo a Verona

Visitare  la  chiesa  di  San  Fermo a  Verona è  esperienza  a  dir  poco  entusiasmante. Equivale  ad  attraversare tempo  e  spazio. E’  incontrare e   attraversare  stili  architettonici  che  hanno  fatto  la  Storia  delll’Arte. 
La  visita, allora,  assurge  a  momento  di  rara  potenza  emotiva. In  essa  secoli  di  storia  e  stili  architettonici  si  fondono  in  un’  unica  trama  mirabile, che  nulla  parrebbe  avere  di  umano  ,  se  non  la  tendenza  alla  Perfezione. 
Il  romanico  e   il  gotico   divengono  un  tuttuno  nella  Sublime  Grazia,  sfociando  in  estasi  di  forme  che  altro  non  posson  esser   se  non  il     viatico  per  l’Eterno. 
Basti  osservare  la  facciata, ultimo  atto  di  una  commistione  di  linee  semplici  e  geniali. Si  resta  senza  parole  dinanzi  a  questo  romanico  che,  sfumando  magistralmente  nel  gotico,dona  all’intera struttura  un  prorompente  slancio  ieratico  fatto  di  cuspidi  e  pinnacoli  che  originano  da  ogni  dove,  proiettandosi  nell’immensità  del  cielo.
La  chiesa  venne  eretta  in  onore  dei  Santi  Fermo  e  Rustico,martirizzati  nel  lontano  304 d.c.  La  prima  costruzione,paleocristiana, risalirebbe  al V°  secolo d.c. La  edificarono  i  monaci  benedettini. Gli  stessi  monaci  la  riedificarono  nel  1065  d.c.  in  stile  romanico  , sui  resti  della  precedente  struttura. Nacque  cosi’  la Chiesa  Inferiore  cui  fece  seguito  la  Chiesa  Superiore. Ai  monaci  benedettini  subentrarono,nel  1261 d.c. ,i  frati  francescani  che   terminarono  l’edificazione  e  l’opera di  quest’ultima.  Qui  è  racchiuso  il  segreto  di  questa  chiesa. Un  segreto  tramandato  nei  secoli. 
Un  segreto  che  fece  di  necessità  virtù . L’intelletto  e  l’acume  crearono  il  capolavoro. Un  segreto  talmente   prezioso  da  tenere   come  volutamente  celato  al  mondo ! Acume dettato  dalle  continue  esondazioni  del  fiume  Adige che impose  all’intelletto  la  creazione   della  Chiesa  Superiore  di  San  Fermo  Maggiore. Ma  un  capolavoro  bisogna  vederlo. Vederlo…Non  fosse  altro  che  per  poter    vivere  quelle  sensazioni  di  stupore  che  lasciano  ammutoliti  e  senza  parole . Lo  stupore  è  dato  non  soltanto  dal  fatto  si  tratti  di  un  connubio  superbo  di  stili  già  evidente  nella  facciata  , dove  elementi  quali  il  falso  pròtiro  a  fascio  di  archetti  a  tutto  sesto, di  cui  il  solo  elemento  scolpito  risulta  essere rappresentato   dalla   ghiera . Questo   non  solo  ingentilisce  la  struttura  ma  ne   esalta  il  bel  portale  del  Minguzzi,  in esso  racchiuso .Un  portale  bronzeo,costituito  da  ventiquattro  formelle  che  narrano  sia  il  martirio  dei  Santi, sia   del  ritrovamento  delle  reliquie.  
A  sinistra   del  portale    è  posto  il  monumento  funebre   dedicato  ad   Aventino  Fracastoro , che fu gran  medico  alla  corte  di  quel  Can  Grande  della  Scala  di  cui  Dante  ebbe  a  dire  nella  Divina  Commedia:
“Lo primo tuo refugio, il primo ostellosarà la cortesia del gran Lombardo che `n su la scala porta il santo uccello “
Nella  parte  superiore  della  facciata, corsi  di  tufo  e  cotto  alternati  creano  un bel  gioco  cromatico.  Sopra  il  portale  son  poste  quattro  finestre  oblunghe  e  slanciate, dall'aspetto  maestoso.  
Queste  garantiscono    fasci  di  luce  che  impreziosiscono  ancor  più l’interno  della  Chiesa  Superiore,  esaltando  le  opere in  essa  contenute.  Su  di  esse  è  ubicata  una  trifora  ,circondata,come  le  vetrate, da  archetti  a  tutto  sesto, snelli  e  tanto  aggraziati   da  donare  ulteriore  dinamismo  plastico  all’edificio  intero.  Ai  lati  son  posti  due  piccoli  rosoni  a completamento del  disegno  architettonico.  La  parte  apicale  della  facciata  è  caratterizzata  da  un  pregevole  cornicione  abilmente   lavorato a  balze, che  trovano  il  proprio  culmine  in  una  trama  raffinatissima  di  marmo  bianco  che  pare  pendere  come   drappo  festoso  di  pizzo  leggerissimo. 
Il  portale  laterale  è pregevole. Risulta  essere   una  sorta  di  bifora. In  mezzo  è  posta  una  colonna  sul  cui  capitello  osserviamo  la  statua  di  Sant’Antonio  da  Padova . L’entrata  laterale  presenta  un pròtiro  dal soffitto  a  crociera  e  caratterizzato  da  una  piccola  scalinata  che  introduce  ad  un  fascione  d’archi a  sesto  acuto  dai  marmi   policromati  che lo rendono  prezioso  e affascinante. Anch’esso  è  retrovolto  come  volesse  invitare  i  fedeli  alla  preghiera, quasi  fosse  invito  alla  “retta  via”. Belle  anche  le  due  colonne  portanti  del  pròtiro,i  cui  capitelli  meritano  tutta  l’attenzione  del  visitatore.
Quale  maestria  nello  scolpire ! Le  trame  del  fascione  bianco   esterno  del  protiro  si  susseguono  via  via  al  fascione  e  quindi  all’architrave. L’interno della  Chiesa  Superiore  presenta  una  sola  navata  con  annesse  diverse  cappelle. E’  una  meraviglia  che  lascia  senza  parole. L’attenzione  viene  rapita  da  ogni  elemento  strutturale. Una serie  di  volute  ad  arco a  tutto  sesto  si  susseguono  sino  al  transetto  e terminano  poco  prima  del  presbiterio,finemente  affrescato  sia  nelle  volta, dove  sono  raffigurati  i  simboli  dei  quattro  Evangelisti , sia nel  catino  absidale,dove  gli  affreschi  del  trecento,attribuibili  al  Maestro  del  Redentore  raffigurano  il  Cristo  tra la  Madonna  e il  Battista. 
Ai  lati son  posti i  Santi  Fermo  e  Rustico. Come  premessa  al  delicato  presbiterio  osserviamo  l’Arco  Trionfale,nel  quale  sono  rappresentati  ,nella  parte  superiore  la  figura  di  Gusmerio,  padre  guardiano, nonché  del  gran  benefattore  Guglielmo  da  Casterbarco.  Nella  parte  inferiore  possiamo  invece  vedere   l’incoronazione  della  Vergine  Maria  nonché  l’adorazione  dei  magi, riconducibili  al   Veneziano. 
Il  soffitto,  ligneo, è  a  carena  di  nave  rovesciata  e dipinto  a  mano. Sotto  la  parte  apicale  del  soffitto,che  è  concava,troviamo  una  serie  di  archi  piccoli  ed  aggraziati. Osservate  bene  e  potrete  apprezzare  la  pregevole  sequela  di  Santi  raffigurati.  Proprio  nella  lunetta  del  portale  principale  è  raffigurata  la  Crocifissione,opera  caratterizzata  da  una   forte  drammaticità,  dipinta  da  Turone  di  Maxio   nel  trecento. Oltre  al  Martirio  dei  Francescani,da  non perdere  è  la  Cappella   Nichesola,  risalente  al  XVI°  secolo  d.c.   con  il  dipinto  di  Sante  Creara    raffigurante    la  Vergine  Maria  con  il  Bambino  insieme  ai  Santi  Gregorio  e  Brandano. Il  pulpito, pregevolissimo, è  preziosa  opera  di  Antonio  da  Mestre.E’  caratterizzato  da  marmi  bianchi  e rossi  che  creano  dinamismo  e  gli   donano  slancio . La  parte  apicale  è  lignea. La  scultura  risalirebbe  al 1396 d.c. Come  degna    cornice  al pulpito  son  posti  gli  affreschi  raffiguranti  scene  tratte  dall’Antico  Testamento  e i  Dottori  della  Chiesa .I  dipinti  sarebbero  opera  di  Martino  da  Verona, anch’ essi  risalenti  al  1396  d.c. Da  non perdersi  la  Cappella  Brenzoni   con   dipinti   degni  di  nota: l’albero  di  San  Francesco ,  l’Annunciazione  e il  Cristo  benedicente. 
Di  ottima fattezza  la  tomba  di  Barnaba  da  Morano  dagli  splendidi  bassorilievi, anch'essa  scolpita  da  quell’Antonio  da  Mestre  che  creò    il  bel  pulpito    entusiasmante   che  rasenta  la  Perfezione . Visitatela  con calma…Dedicate  del  tempo  anche  all’altare  di  San Raffaele,alla  raffigurazione  degli  Angeli  coi  cartigli,ed  alla  Cappella  Dante  Alighieri che  è  posta  nel  transetto. Li’  non  solo  son  sepolti  i  discendenti  del  Padre  della  lingua  italiana  ma  potrete  deliziarvi  con la  fantastica  pala  di  Giovanni  Battista  del  Moro . Ancora  Turone  di  Maxio  sorprende ,  nella  lunetta  posta  sopra  l’uscita  laterale  della  Chiesa  Superiore , con una  nuova   interpretazione- raffigurazione  della    crocifissione  risalente al  1363 d.c. 
Vi  segnalo  inoltre l’altare  di  San  Raffaele, con  un  bel  dipinto  del  XVI secolo  di  Francesco  Torbido, detto  anche  “il  Moro”, nonché  l’   altare  medesimo ,  risalente al 1523.  
Qui  riposano,  nell’urna  a  fianco,   i  resti  mortali  di   Torello  Saraina, primo  storico  della  città  scaligera. Nel  transetto, a  sinistra, potrete  ancora  ammirare  gli  affreschi  dedicati  a  San  Francesco  nonché  il  Mausoleo   della  Torre,  opera  cinquecentesca  di  Andrea  Briosco, raffinatissima.  Se andrete  in  sacrestia, voluta  dalla famiglia  Fracastoro  nel  1528  d.c.  potrete  osservare  altri  capolavori.  Osservate  pure    il  Mausoleo  Brenzoni,  risalente  al  1426 d.c.,  dove  ammirerete  opere  di  Antonio  Pisano  detto  il  Pisanello, quali  l’Arcangelo  Gabriele  e  L’Annunciazione  nonché  La  Risurrezione, stupenda  scultura  di    Nanni  di  Bartolo. Proseguendo  nella  scoperta  di  questa  chiesa  sarà  opportuno  recarsi  in  prossimità  della  parte  destra  del  transetto, da  dove  è   possibile  accedere  alla  Chiesa  Inferiore. 
Passo  dopo  passo,sarà  come  ritornare  indietro  nel  tempo  che  fu.La  scala “ segreta”  ci  condurrà  per  via  ripida  ma  sicura  sino  alla  chiesa  romanica  eretta  a  partire  dall’ anno  1065  d.c.  La  Chiesa  Inferiore  presenta    una  pianta    a  croce  latina, le  cui  volte  sono  sorrette  da  solidi  colonnati  medioevali, forti  ed  affrescati  con  immagini  sacre  che  evocano  la  vita  del  Cristo  e  dei  Santi. In  particolare  il  Battista  nell’atto  di  battezzare  il  Cristo,la  Madonna  Allattante,San  Francesco, Sant’Antonio  e,ancora  una  volta,  ecco  comparire  il  volto  di  San  Gabriele. Gli  affreschi  risalirebbero  al  XII - XIII  secolo.   
Le  poderose    colonne  sorreggono  arcate a tutto  sesto dalle quali  partono  volte  a crociera  che  si  susseguono  per  tutto  l’interno  del tempio, donandogli   grazia  e  leggerezza  di  forme. In  fondo  ,dietro l’altare, è  il  crocefisso  ligneo, scultura preziosa  risalente  al  XIV secolo , tesoro all’interno  di  un raccolta  abside,introdotta  da  due  colonne  snelle  , dai  cui  capitelli   sbocciano   trame multicolori  a  motivo  floreale , testimoni  di  un  creato  che  aneli  soltanto  ad   inneggiare  con  lodi   al  Creatore . Risalendo  le  scale  sarà   facile,  tornati  nella  Chiesa  Superiore, riscoprirsi   dispiaciuti  di  dover  abbandonare questo  luogo  e   le  innumerevoli    meraviglie  di  cui  è  adorno.  Sono  indimenticabili!  
Lascio  che  i  passi  mi  portino  dove  mi  spingerà  l’istinto. Verona  è  una  città  accogliente.  Per  caso ,passo  dopo  passo,  capito  in  Piazzetta  Scala…Il  pensiero  corre  subito  a  Milano…E’  l’una  del  pomeriggio  e  ho  fame. L’insegna  dice: “Osteria  Dal  Cavaliere”,cucina tipica. 
Sono  curioso. Il   posto  è  decisamente  intrigante. Da  subito  capisco  che  l’educazione  è  di  casa. Il  mio  sesto  senso  non  mi  ha  tradito! Infatti  mangio  divinamente  e…bevo  meglio ,anche  se  con  moderazione .Mi  viene  suggerito  un  Valpolicella  Ripasso che  è   vero  nettare. Il  servizio  è  ottimo. La  cucina  è   stre-pi-to-sa . Li’,all’  “Osteria  del  Cavaliere”,  scoprirete  gli  antichi  sapori  di  una  città  schietta  e  genuina  qual è   Verona.


  Fabio  Viganò


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