Il mio paese.


Non ci sono nato.
Ci sono cresciuto.
Ritengo che bisogna avere rispetto, sempre e comunque, per i luoghi nei quali si lasciano i ricordi di una vita.
Rimpianti e rimorsi.
Vita che passa e non torna più.
Miazzina era considerata il balcone sul Lago Maggiore.
Posizione dominante su Verbania e sul Lago (con la maiuscola, per me il Maggiore è il Lago).
Ritengo che il modo migliore di capire cosa sia un piccolo paese di Montagna (con la maiuscola, in quanto la Montagna è l'unico insegnante che abbia rispettato e ritenuto superiore a me nella vita) possa avvenire attraverso le parole di una persona che in quel paese ci è nato e cresciuto: mio padre. 
L'Alberto o come tutti lo conoscono a Miazzina, il "Mario", chissà poi perché......



Quel piccolo paese in mezzo alla montagna.
Cambia colore ad ogni stagione.
Solo poche case, poca gente tutta uguale.
Quei viottoli di tonde pietre lucide,
levigate dai passi della gente.
Il tempo si è fermato, come per incanto.
Io solo, lo vedo passare......
( "Il mio paese" di Alberto Casalini).



Il vuoto della montagna
tocchi le nuvole.
La roccia flagellata dal sibilo
del vento di tramontana,
sembra rotta dal pianto
di un cuore sgomento.
E' triste quanto viene la sera,
un suono lontano di musica vaga.
Rimango tra terra e sogno.
("il Pian Cavallone" di Alberto Casalini).


Dalle piccole finestre
dai vetri opachi,
guardo cadere i fiocchi di neve.
Nella vecchia casa,
con la borsa dell'acqua calda.
la fioca luce della lampada comunale
illumina il manto candido che si accumula.
Il ghiaccio pende dalle gronde,
spacca a falde dai tetti,
mi fa rallegrare il cuore....
E' l'alba
cade la neve
che ha cancellato
tutti i segni della realtà.

("Neve" di Alberto Casalini).


Fabio Casalini.

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