domenica 5 gennaio 2014

I tornanti d'oro di Eze-Village: il sentiero di Nietzsche

I tornanti d’oro di Èze-Village, il Sentiero di Nietzsche, dove compose uno dei capitoli di “Così Parlò Zarathustra”

La città storica, oggi conosciuta come Èze-Village, sorge sulla cima di una collina subito alle spalle della moderna riviera, sorta nel novecento, chiamata Èze-Bord-de-Mer. All'entrata del borgo è situata la Postierla del XIV secolo ancor ben conservata dai segni del tempo gli attacchi saraceni e francesi, ed un cannone che sembra ancora proteggere il villaggio da chissà quali possibili attacchi. Per poter veramente scoprire Èze bisogna fidarsi all’istinto, abbandonarsi alle fragranze sprigionate dai gelsomini, timo, mirto, rosmarino ed altre piante per perdersi e subito dopo ritrovarsi nei vari vicoli costeggiando mura risalenti all’età del bronzo dipinte da un dorato sole, ammirando oggetti in ferro battuto finemente lavorati o rimanere incantati di fronte a pitture a trompe l’œil.


Gli antichi locali situati al pianterreno delle case, un tempo adibite a cantine per i vini o stalle per il bestiame, sono state oggi trasformate in eleganti boutique o stravaganti atelier di artisti ma nei vicoli si respira ancora l’ aria di un tempo ed il contrasto tra i due mondi dona al villaggio una magica atmosfera. La “Chapelle de la Sainte Croix des Anciens Penitents Blancs, datata 1306, sarebbe il più antico edificio del comune ed è là che si riunivano i membri dell’ omonima Confraternita incaricati di portare l’assistenza del villaggio alla Provenza. Proprio in questa cappella, nel lontano Aprile del 1860, gli abitanti votarono all’unanimità il ritorno del loro villaggio alla Francia. La settecentesca Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione, è nota per la magnificenza della navata e del coro, caratterizzati da ornamenti barocchi e pitture trompe l’œil. All’interno, una croce egiziana ricorda che Èze affonda le sue radici nei misteri della dea Iside in onore della quale, secondo la tradizione, i Fenici vi avrebbero eretto un tempio.

Al culmine della collina è possibile visitare il Giardino Esotico che ospita un centinaio di varietà di piante come agavi, aloe, euforbie e cactus i cui profili fanno da raffinata cornice alle vestigia del castello che si stagliano nel cielo ed offrono al visitatore uno dei più romantici panorami dell’ intera costa azzurra.  Queste cactacee dalle sinuose forme che s’incrociano e si riproducono in mezzo a queste aride rovine sembrano rinnovare a loro modo il motto del borgo: Moriendo Renascor (Morendo Risorgo).

Marco Boldini.

Nessun commento:

Posta un commento