mercoledì 30 ottobre 2013

E se Atlantide si trovasse in Piemonte?

Corte Buè è raggiungibile dall’alpe Ompio, seguendo il sentiero che parte dal rifugio Fantoli.
Per giungere all’alpe si prende la strada che parte da San Bernardino Verbano, frazione Santino, e dopo qualche kilometro si arriva alla fine della stessa dove si parcheggia l’autovettura e comincia il sentiero per il rifugio. 

lunedì 28 ottobre 2013

Taino, sulle dolci colline del Lago Maggiore.

Taino è un borgo di poco più di 3000 anime, sorge a metri 263 s.l.m sulle primissime pendici collinari della sponda meridionale lombarda del lago Maggioretra Sesto Calende ed Angera ed offre un meraviglioso scorcio sul lago Maggiore e sulla Rocca di Angera contornata sullo sfondo dalle vette delle Alpi ed il massiccio del Monte Rosa. Le origini del nome derivano probabilmente dalle parole celtiche Ta (buono) e Vyn (vino), cioè terra del buon vino, o dal nome gentilizio romano Taginus. Gli insediamenti più antichi risalgono al neolitico, fu poi residenza di popolazioni galliche ed infine romane. Nel medioevo faceva parte della Pieve di Angera e proprietà della Mensa Arcivescovile di Milano. Nel XVI secolo, dopo una lunga diatriba con la curia milanese, divenne feudo della nobile famiglia Serbelloni, che mantenne i possedimenti tainesi fino all'inizio del 1900. 




I monumenti più significativi presenti a Taino e nella frazione Cheglio sono: Il palazzo Serbelloni, signorile villa del 1700, passato poi alla famiglia Corti di Santo Stefano Belbo, costruito sui resti di un antico castello, con un corpo rettangolare a tre lati disposti lungo un ampio cortile interno e circondato da un vasto parco con alberi secolari ed essenze pregiate. Al palazzo conduce, dalla piazza del paese, il viale dei carpini, detto anche "viale degli innamorati". la chiesa parrocchiale dedicata a Santo Stefano Protomartire, detta il "dumin", ricostruita nel 1874 su una precedente esistente già nel XII sec, di cui è rimasta l'antica torre campanaria in sasso ancora nello stile romanico originario.





Il borgo si suddivide in diverse frazioni e rioni, come Cheglio e Monzeglio, tanto che ogni anno vi si organizza il Palio dei Rioni, nella seconda settimana di settembre, a ridosso della Festa del Dumìn. l'oratorio di S.Giovanni Battista a Cheglio, chiesetta seicentesca, costruita secondo le norme dettate da S.Carlo Borromeo e nel cui interno è conservato un grande quadro rappresentante la decollazione del Battista, attribuito dal critico d'arte Giovanni Testori nel 1992, al pittore seicentesco G.B. Crespi detto il Cerano Il Parco Pubblico comunale "Taino per la pace", dedicato dal Comune a tutti i suoi Caduti, è stato realizzato tra il 1981 e il 1991 e progettato da Giò Pomodoro. 
Dall'ampio piazzale posto di fronte al cimitero, una scalinata porta nel cuore del parco, verso il "Luogo dei quattro punti cardinali", ricco di simbologia. 
L’ idea portante di questo progetto fu, come ebbe a dire lo stesso artista “quella di un parco pubblico intesa come area urbana di compensazione, di sosta e di contemplazione”. L’ opera realizzata in granito bianco, grigio e rosa, acqua e ferro celebra il solstizio d’ estate. 



L’ alto pilastro di oltre 8 metri al centro della scultura, attraverso una fessura tagliata al suo interno e segnata in marmo nero sulla superficie, cattura il sole alla data del 21 giugno a mezzogiorno lasciandone filtrare i raggi e proiettandoli sul pilastro caduto nel punto indicato da una tacca. 
In quelle particolari condizioni, il sole che si trova sull’ allineamento nord-sud dietro al pilastro proietta l’ ombra di quest’ ultimo sul monolite orizzontale con il puntale in bronzo oscurandolo completamente fatta eccezione per una piccola porzione scavata nella tacca che resta illuminata per breve tempo segnalando così il solstizio d’ estate. L’ alto pilastro, segno del sole e dello scorrere del tempo è dedicato ad Apollo dio classico del sole e porta inciso su di una faccia il profilo di un delfino animale sacro al dio. L’ ombra del pilastro indica in aggiunta altri riferimenti astronomici come il solstizio d’ inverno, gli equinozi e le date in cui due stelle di prima grandezza si trovano a mezzanotte sullo zenit di Taino : Deneb (12 Dicembre) la più luminosa della costellazione del Cigno e la diciannovesima del cielo notturno e Cappella (1 Agosto) la stella più brillante della costellazione dell'Auriga, la sesta stella più luminosa del firmamento nonché la terza stella più brillante dell'emisfero nord celeste, dopo Arturo e Vega. 



Marco Boldini.

venerdì 25 ottobre 2013

L'ora del tramonto a Venezia.


Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. Noli me tangere dice. 
Bruno Barilli 

Venezia soffre soprattutto delle conseguenze di una cultura che tende ad estrapolarla, a farne qualcosa che non appartiene più alla vita, ma soltanto ai sogni dei poeti (dei cattivi poeti, tuttavia, giacché i poeti veri hanno, e come!, il senso del rapporto tra l'arte e la vita). 
Giorgio Bassani

Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico.
Jean Cocteau

Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. 
Peggy Guggenheim 

La gondola nera, slanciata, e il modo in cui si muove, lieve, senza rumore alcuno, ha qualcosa di strano, una bellezza da sogno, ed è parte integrante della città dell'ozio, dell'amore e della musica. 
Hermann Hesse 

Se dovessi cercare una parola che sostituisce "musica" potrei pensare soltanto a Venezia.
Friedrich Nietzsche 

Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. 
Pitigrilli


Fabio Casalini.

Un uomo tra le nubi delle vette del Devero.

Un uomo tra le nuvole.
Capita spesso, molto spesso, di partire dai piedi dei giganti con il sole ed arrivare alla loro testa con le nuvole.
Ma vi sono giorni speciali.
Particolari, in cui le nuvole sembrano aspettare la tua venuta per creare giochi di luci ed ombre meravigliosi.
Quante volte è successo?
Poche.
Una di queste ve la racconto a distanza di diversi anni.
E' un trekking facile, sia a piedi che con le ciaspole. 
Frequentato diverse volte e sempre remunerativo.
La partenza avviene dalla piana del Devero posta appena sopra i 1500 metri sul livello del mare.
Girato a zonzo per qualche minuto per prendere confidenza con il "mezzo" ci dirigiamo verso gli impianti di risalita per oltrepassarli ed addentrarci nel bosco.
Qui l'atmosfera è da subito fatata.
In breve tempo giungiamo nei pressi dell'alpe Misanco posta a 1900 m.
Cosa incontriamo?
Ghiaccioli che lentamente tornano acqua....



Usciti dal tunnel naturale creato dalla neve che si scarica dai tetti delle baite di fronte a noi l'anfiteatro naturale creato dal Monte Cervandone e dai suoi "grandi" amici..



Da quest'alpe (composta da 4 baite) si risale verso la cima con buona pendenza e si lasciano gli impianti di risalita sulla sinistra. 
Nel frattempo le nubi stanno coprendo il cielo.
L'azzurro lascia il posto al grigio.
Il sole dietro le nuvole permette visioni surreali.


La cima del Monte Cazzola e proprio sopra di noi ed è sufficiente percorrere la cresta e dopo circa una mezz'ora si arriva in vetta. Dalla cima guardando a nord ci sono molte cime oltre i 3000 metri tra cui la punta Devero, il Cornera ed il Pizzo Cervandone che formano il confine con la vicina Svizzera. 
Voltando lo sguardo ci rendiamo conto che è ben visibile la cima del Monte Cistella, una delle montagne sicuramente più interessanti di tutta la Val d'Ossola. 
Perché ci rendiamo conto?
Perché le nubi hanno stravolto il paesaggio e cerchi di identificare le vette che all'improvviso compaiono.



A questo punto è ora di tornare alla piana del Devero.
Nella discesa il sole piano piano si nasconde dietro le nubi e quando appare cerca di scappare alla nostra vista nascondendosi dietro le montagne.....


Fabio Casalini.

giovedì 24 ottobre 2013

martedì 22 ottobre 2013

Nel cuore della Valle di Aosta. I laghi di Estoul.


Per questa escursione in Val d'Ayas, si deve raggiungere l'abitato di Estoul (1820m) quindici minuti sopra Brusson (uscita Verres dall'autostrada Torino - Aosta). Lasciata l'autovettura all'ampio parcheggio si procede sulla strada subito a sinistra seguendo le indicazioni per i laghi della Palasina. Procedendo lungo la poderale si tiene la destra ai due bivi successivi; circa 15-20 minuti dopo la partenza sulla sinistra si incontra indicazione relativa ai sentieri 6A-6B con cerchi di colore giallo. Ci si addentra nel bosco che aggira le propaggini del monte Bieteron che lasciamo sulla nostra sinistra. Quando il bosco diventa rado si intravede il torrente che si forma dal lago superiore di Estoul, da li a breve lo si attraversa e ci si alza su delle balze prative che spesso vengono utilizzate a pascolo; a questo punto il sentiero non è sempre evidente ma ci si aiuta seguendo gli ometti di pietra sparsi lungo la salita oppure seguendo l'emissario del lago superiore di Estoul.

In breve si giunge al primo e più piccolo lago di Estoul circondato dalle propaggini del monte Ciosè e dalla bocchetta di Eclou. In breve seguendo sentiero sulla sinistra del lago piccolo si giunge al secondo è più grande lago, famoso per la forma a lettera U. Sopra il secondo lago vi è la vetta della Punta di Valnera.

All'improvviso il cielo si copre.
Le nuvole corrono veloci e sembrano fare a gare per portare ombra sulla zona dei Laghi e della Punta di Valnera.
Poco tempo rimane, bisogna scendere!
Luogo bellissimo e poco frequentato.
Si ritorna alle origini.

Fabio Casalini

domenica 20 ottobre 2013

sabato 19 ottobre 2013

Il piccolo borgo di Panicale.

Dall'ultima vacanza in Umbria, sconfinata un po' anche in Toscana, ecco le "cartoline" scattate durante la prima tappa. Nessuna lezioncina in stile guida turistica, semplicemente il mio sguardo che vaga curioso e che a volte si lascia affascinare dai più celebri monumenti, altre volte da scorci e dettagli meno evidenti.


Se vi va di fare una poco impegnativa (ma piacevole) passeggiata virtuale, oggi vi presento Panicale... eccola lassù!

Dopo la bella salita si parcheggia e si va a dare uno sguardo verso la nostra partenza, il Trasimeno. Da fuori le mura il panorama è vastissimo ma non ve lo mostro per intero: vi faccio semplicemente incuriosire perchè andiate a vederlo di persona, che è il modo migliore per apprezzarlo.


Poi ovviamente ci si perde per vicoli e piazze. Non perchè non si abbia guardato bene la mappa ma perchè in un piccolo borgo come questo è bello girovagare in totale relax!





Infine i dettagli: notare che una nicchia sembra una freccia verso sotteranei misteri, che il castello illuminato dal sole ha un colore meraviglioso (soprattutto accostato al cielo azzurro), che i gatti panicalesi sanno come lasciare il segno e che basta veramente poco per essere tratti in inganno! Infatti Masolino era sì di Panicale ma... Panicale in Valdarno o Valdelsa, hehehe!




Ovviamente vi dico "arrivederci alla prossima tappa" ma vi invito anche, se non avete ancora visto l'arrivo spettacolare, a fare un salto indietro e godervi il mio post precedente!

Anna Bernasconi by annabernasconi.blogspot.com

venerdì 18 ottobre 2013

Dove il lago si tinge di nero

La val Buscagna è una valle laterale del Devero. 
Per giungervi bisogna prendere la superstrada per il Sempione ed uscire a Crodo, continuare sino a Baceno dove, al bivio, si devono seguire le indicazioni per la piana del Devero. 

giovedì 17 ottobre 2013

Berna città preziosa. Tra potere e storia.

“Vuolsi cosi’ colà ove si puote cio’ che si vuole,e piu’ non dimandare."                       [ Dante Alighieri ]
Berna è la capitale.
E’ la capitale della Confederazione elvetica.
E’ dove si esercita il potere!


Non è certamente il potere divino ma la Bundeshaus pulsa ininterrottamente di un afflato politico ove regna la democrazia,nel continuo rispetto degli ideali costituzionali nonché dei Padri fondatori della Svizzera: Walter Fürst, Werner Stauffacher e Arnold von Melchtal.
La si nota persino da lontano! 
Si riconosce dalla sua caratteristica struttura architettonica, dagli spicchi d’oro zecchino che ne impreziosiscono la parte esterna delle volte delle cupole. Il corpo centrale dell’edificio è caratterizzato da un susseguirsi di bifore poste proprio sopra l’ingresso. Ai lati delle bifore, liberta’ e pace sottolineano cio’ che la Bundeshaus da sempre tutela! 
L’architrave è ricca di figure allegoriche inneggianti ai cardini vitali della Confederazione.
Il palazzo Federale è un inno alla liberta’,alla democrazia ed alla giustizia! 


L’edificio spicca imperioso nella Bundesplatz,la piazza del Parlamento. A fianco,a destra, la Banca Nazionale Svizzera. Alla creazione della Bundeshaus sembra proprio che i migliori artisti abbiano partecipato coralmente,anche se in differenti periodi. Dal suo corpo centrale dipartono due corpi laterali dalle ampie volute che si susseguono dal basso verso l’alto,inframezzate da colonnati agili e graziosi che snelliscono la maestosa struttura.
Visitatela!Ne rimarrete entusiasti!
Soprattutto se terrete conto del fatto che questo edificio sia il risultato di un giuramento fatto nel lontano 1291 D.C. dai Confederati sul Praticello del Rütli. 


Poco distante potrete apprezzare e visitare il Museo Storico di Berna. Dislocato su diversi piani,ognuno dei quali tratta argomenti diversi, attualmente ospita l’esposizione dell’Esercito di terracotta dell’imperatore Qin, il piu’ grande imperatore cinese.
La parte concernente la Storia bernese, si dipana in diverse sale che vanno dalla cronostoria degli eventi bellici che portarono sino all’annessione alla Confederazione. Di pregevole fattura è la Danza della Morte,una sequela di piccoli affreschi allegorici facenti parte un tempo di un convento,ora tutelati come patrimonio della citta’ medesima in una sala apposita! Elogio della lungimiranza…
Potrete inoltre ammirare quadri preziosi quanto le ceramiche esposte. Vi perderete nel trascorrere del tempo ammirando armature,spade e mobili dalle tarsie tra le piu’ raffinate. Vi sembrerà di essere tornati a ritroso nei secoli,agli albori di Berna, all’aurora della Confederazione! 


Un’alba che porterà alla nascita della Costituzione, il piu’ bel libro mai scritto sulla liberta’!
Non è possibile pero’ non visitare il Museo Albert Einstein, ad esso annesso. 
Li’ troverete un sapiente e dettagliato omaggio ad una delle menti piu’ fervide ed illuminate del secolo scorso. Il padre della Teoria della Relatività soggiorno’ a Berna quando era impiegato all’Ufficio Brevetti.
Vi prese servizio il 23 Giugno del 1902.Rimase a Berna sino al 1909. Abitava in Gerechtigkeitgasse.Amava passeggiare per la città,recandosi soprattutto allo Zytglogge. 
Chissà…Forse fu proprio li’ dove trasse ispirazione!Nel Museo sono racchiuse le tappe piu’ significative della vita di Einstein, anche le piu’ tetre!
Non furono tetre soltanto per lo scienziato ma per l’umanità tutta! La violenza e l’odio imperversavano nel mondo grazie al Nazismo. Ma nemmeno la violenza piu’ bieca riuscirà a vincere sull’intelletto! Questo non accadrà mai!


Intelletto ed ingegno frammisti ad un certo desiderio di scoperta che muove anche gli alpinisti! Se siete appassionati di alpinismo o,semplicemente vi piace andare in montagna, di fronte al Bernisches Historisches Museum, troverete l’Alpines Museum der Schweiz (Museo Alpino Svizzero).
E’ un museo che festeggia i 150 anni del C.A.S!Molte altre sorprese troverete in questa citta’ intrigante e sorniona ma una in particolare attirerà la vostra attenzione passeggiando nell’Altstadt! Noterete infatti che, spostandovi di quartiere in quartiere, il colore delle indicazioni stradali cambierà, dal giallo al verde, al bianco….
Chissà perché?
Berna…una volta vista, non si dimentica !
La si ama… 

articolo di Fabio Vigano’

Il prete che amava le vipere

Questa è la storia di un personaggio fuori dal comune.
Le fotografie riportate all'interno dell'articolo si riferiscono alla chiesa di Croveo, provincia di Verbania, ed inquadrano il monumento dedicato a questo prete "particolare".