lunedì 30 settembre 2013

Madonna del Sasso a Orselina, una vera perla!



Si trova poco sopra Locarno.
Non si puo’ sbagliare!
Basta seguire le indicazioni!
Con giornate dal cielo terso il colpo d’occhio sul Lago Maggiore è semplicemente fantastico.Sembra di trovarsi come proiettati all’interno di una cartolina!
La Madonna del Sasso di Orselina, che rivedo oggi con l’amico Cappi sembra aver cambiato volto!
Sarà per via dei restauri o semplicemente perché troppo tempo è passato da quando la visitai per la prima volta,ma è sempre stupenda!
Parcheggiata l’auto sulla strada, discendiamo lungo la stradina che porta al convento dei Padri Francescani. All’interno del piazzale ci accoglie l’opera di Manzù dal titolo “Il Frate”.


Poco dopo,un bronzo di uno scultore a me caro: Chirico.
L’opera raffigura San Francesco.


Ci accoglie benevola,come volesse offrirci pace. Una pace rappresentata da una colomba che il Santo stesso sembra donarci! E’ posta proprio prima degli ultimi scalini che accompagnano il visitatore al sagrato del Santuario. L’interno, a tre navate, di cui una centrale e due laterali, tronche, è ricco di opere d’arte, dagli stucchi ai quadri.
Venne consacrata nel lontano 1502.




Potrete osservare ed ammirare le opere di Domenico Pezzi come la Madonna in trono col bambino e,sulla parete della navata centrale, il Cristo fra i Dottori, attribuibile ai fratelli della Rovere.
Oltre alla pregevole statua della Madonna del Sasso, scultura lignea risalente alla fine del quattrocento,Vi invito a dilettare lo sguardo sull’opera del Bramantino: Fuga in Egitto, del 1520.
Nella navata posta a sinistra,si segnala la pala raffigurante il Trasporto del Cristo al Sepolcro, opera del Ciseri,risalente al 1870.
Ne rimarrete rapiti ….proprio come Andrea Carlo Cappi!





Il Santuario della Madonna del Sasso è una perla artistica , davvero preziosa,arroccata sopra uno sperone roccioso!
Ammiratela….Vi lascerà…a bocca aperta!!!

Fabio Vigano’

domenica 29 settembre 2013

Quattro chiacchere con Luis Sepulveda!



Fabio Viganò.

Quando si parla di letteratura latinoamericana non si puo’ non pensare ad uno dei suoi esponenti piu’ significativi:Luis Sepulveda.L’abbiamo incontrato in riva al lago per parlare di letteratura.
Parliamo dell’importanza del sogno nella letteratura…
Secondo me la letteratura ha una stretta relazione con il sogno perché il sogno stesso è atto d’immaginazione libero che nasce dall’inconscio.La stessa letteratura è atto di libera immaginazione in cui lo scrittore guida l’immaginario.Credo che tutti gli scrittori abbiano una sorta di momento di sintesi o di ispirazione proprio nel sogno.Per quanto mi riguarda,nella stesura di un romanzo,solo quando mi rendo conto che la narrazione è simile al sogno e viceversa,allora ritengo d’aver svolto un buon lavoro.Non voglio addentrarmi in tematiche psicoanalitiche freudiane riguardo il sogno nella letteratura perché non m’interessa.La psicoanalisi e la letteratura sono cose completamente differenti.Credo che il fine della letteratura sia il far sognare i propri lettori.

In un suo romanzo dal titolo:”Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”,Lei ci suggerisce un modo per affrontare la lettura di un libro.Sepulveda,secondo Lei,quanti modi vi sono per leggere libri?

Si parla sempre di due classi di lettori.Il primo è un lettore freddo,che considera la letteratura come una sorta d’informazione fondamentale per capire tante cose che altrimenti non si potrebbero comprendere utilizzando soltanto i mezzi di comunicazione di massa.L’altra classe di lettori è rappresentata da coloro che hanno una grande passione per la parola.Preferisco questo secondo tipo di lettore,appassionato,che scopre insieme allo scrittore il potere fondamentale della parola.Si lascia sorprendere dalla parola,per la parola,si lascia catturare dalla forza poetica della scrittura.Questo è il modo di leggere da uomo libero.Mi spiego.Credo in un diritto fondamentale del lettore che inizia con lo scegliere un libro,iniziarne la lettura e poi magari chiuderlo,senza terminarlo.Non succede nulla!Nessuno è o deve essere obbligato,costretto a finire un libro che non gli piace.Questa è quindi una grande sfida per lo scrittore che deve riuscire a carpire l’attenzione del lettore con argomenti interessanti e con personaggi affascinanti.Per concludere,ritengo esista un bellissimo rapporto di complicità tra scrittore e lettore.L’incontro tra scrittore e lettore crea la letteratura.Quando uno scrittore termina di scrivere un romanzo,cio’ che ha per le mani altro non è che un mucchio di fogli che andranno ad una casa editrice e,se avrà fortuna,si trasformeranno in quel parallelepipedo bellissimo ch’è poi il libro.Ma è solo quando il lettore apre il libro ed inizia ad ascoltare le parole dello scrittore che si verifica il momento magico della nascita della letteratura.

Qual’è il suo rapporto con la poesia?

Bueno!Sono un poeta clandestino.Scrivo poesie ma non le faccio leggere quasi mai.In primo luogo perché ritengo sia la parte piu’ importante della letteratura ma anche il genere piu’ difficile della letteratura stessa.Inoltre,anche perché mia moglie è una grande poetessa.Questa è la competizione enorme che c’è a casa mia.Sono pero’ un grande lettore di poesie.Quando lavoro,già nella parte della pura creazione letteraria di un romanzo,quando cioè i personaggi prendono vita propria ed io mi trasformo nel cronista degli avvenimenti dei personaggi,leggo soltanto poesia.Leggo i miei poeti preferiti…

Ad esempio?

Sono tanti.Sono un amante di Leopardi…Credo di conoscere tutta l’opera di Leopardi.Ho avuto il piacere di leggerla in lingua originale.Leggere Leopardi in lingua italiana è una grande fortuna.Tra i poeti di lingua spagnola Mario Benedetti e i poeti del tempo della guerra civile come Antonio Machado,Garcia Lorca e Leon felipe.Mi appassiona anche una poetessa cilena,praticamente sconosciuta in Europa,anche se ha vinto il premio Nobel per la letteratura:Gabriela Mistral.

A suo avviso la poesia e la letteratura in genere,possono essere pericolose?

Si’,sempre!Perché l’essenza stessa della letteratura,l’essenza della poesia è sovversiva.Questo appello alla immaginazione,questo appello alla sensibilità,questo appello all’intelligenza,a non permettere che la tua vita si riduca a due o tre cose,è idea sovversiva.Anzi,sovversivissima!Sotto questo punto di vista la buona letteratura e la poesia sono state sempre nemiche del potere.Il potere ha sempre cercato di comprare artisti,poeti,ma per dominarli!Per fortuna lo spirito della letteratura e soprattutto della poesia è uno spirito che esiste soltanto se si possiede l’essenza stessa della liberta’In altro modo non puo’ esistere….

Quali sono a suo avviso le utopie di oggigiorno?

L’utopia d’oggigiorno è come ieri rappresentata dal raggiungimento di una dimensione umana della realtà.Una società che non possegga un nome definito ma che doni a tutti la possibilità di svilupparsi liberamente in base alle proprie capacità.

Come vive il rapporto  tra il Cile ed il suo vissuto?

E’ un buon rapporto.Non sono un patriota.Sono nato in Cile perché da qualche parte del mondo bisogna pur sempre nascere.E’ un rapporto di lontananza perché abito in Europa,ma ci ritorno ogni anno per rivedere gli amici e la famiglia.Non sono d’accordo con la situazione politica del Cile di oggi(ndr anno 2004)ma non la critico al cento per cento perché mi rendo conto delle enormi difficoltà che il Governo cileno incontra nell’attuare un vero processo di democrazia.


Fabio Vigano’
                                                                                                                       

Una visione dal Piemonte, il Lago Maggiore!

giovedì 26 settembre 2013

Il Lago del Vannino ci attende tra i ghiacci

Il lago del Vannino si trova in una valle laterale della Formazza, adagiato in grandi spazi aperti tra le montagne del Devero e della Formazza stessa. 

Una " Mala Strana" serata. Con Andrea Carlo Cappi.


E’ arrivata la serata tanto attesa! 
Cena e presentazione del suo ultimo libro! 
Cenare con Andrea Carlo Cappi è un’esperienza unica ed altamente remunerativa. 
Arriva accompagnato da un altro autore del blog, Fabio Vigano, che si occuperà della presentazione del libro e delle domande introduttive. Fabio lo conosco da tempo, la sua cultura e proverbiale capacità di instaurare relazioni sono assodate. 
Cappi è persona intrigante. 
Fuma il sigaro e da “fumatore abituale” non posso che concordare con lui della bontà dei sigari cubani. 
Finito il rito della fumata si entra presso l’Antica Osteria del Monterosso di Verbania. Il luogo è arredato in maniera mirabile e l’ospite si sente coccolato. La conversazione verte sui luoghi conosciuti da tutti i commensali, ma non si poteva partire che dal quartiere Mala Strana di Praga luogo nel quale si evolve la trama dell’ultimo libro. 
Conveniamo che sia luogo dell’occulto e del mistero! 
Da Mala Strana alla Cattedrale di San Vito a Praga il passo è breve, meno breve quello da Praga a Palma di Maiorca con unico legame la cattedrale gotica. 
Andrea, si nota palesemente, è innamorato di quel luogo e dei suoi tramonti, anche se quello che ci accompagna all’antipasto non è da meno!

mercoledì 25 settembre 2013

Comacchio, una continua sorpresa

Il primo impatto con Comacchio è avvenuto nei pressi del vecchio zuccherificio.
Non possiamo dire che sia stato amore a prima vista.
Il "dopo" è stato una delle migliori giornate della mia vita da fotografo.

La deserta bellezza di Ferrara.

La partenza per Ferrara è di quella che ti fanno pensare sia meglio non andare neppure a dormire. La sveglia è puntata per le 5.00. I kilometri da percorrere dal mio luogo di villeggiatura sono oltre 110. Non pochi.
In brevi minuti sono alla guida per attraversare il Polesine.
Oltrepassata la Romea, guidando in direzione di Jolanda di Savoia, mi imbatto in un fenomeno atmosferico a me sconosciuto: La nebbia d'agosto! 

venerdì 20 settembre 2013

La montagna dei misteri.

La salita al Pizzo della Marona è una classica dell'escursionismo sul lago Maggiore.
E' una salita lunga. ed impegnativa, ma alla fine si è ripagati da un panorama splendido sul lago, sulle vette circostanti della Valgrande e sul gruppo del Monte Rosa.
Ma la salita alla Marona è anche un tuffo nella storia e nelle leggende della Valgrande.

mercoledì 18 settembre 2013

Camminando verso l'Impossibile.

Grandioso giro a cavallo tra la Valle Vigezzo e la valle dell'Isorno (denominata anche dell'Impossibile). E' un'escursione che consiglio solamente a persone esperte, ben allenate e che abbiano una grande conoscenza della montagna e sappiano trovare le tracce di sentiero, in quanto nella parte terminale dell'escursione (per come è stata impostata) vi sono solamente ometti che permettono di seguire il giusto cammino. 
Un'altra importante annotazione riguarda il fatto che bisogna per forza avere a disposizione due macchine, una viene lasciata a Prestinone alla partenza della funivia per la piana di Vigezzo ed una all'arrivo ad Arvogno. 
Si parte da Prestinone con la funivia che inizia la sua attività alle 8.00; bisogna essere precisi perchè passata l'alta stagione funziona solo per alcuni minuti dopo l'orario di partenza e così per ogni ora. In dieci minuti si è alla Piana di Vigezzo (1726m). Scesi dalla funivia subito sulla destra parte il sentiero per la bocchetta di Muino (primo passo della nostra escursione). Si segue il cartello indicatore che si chiude con indicazione per lago Gelato. In poco meno di 1h si è alla bocchetta di Muino (1977m): a questo punto si seguono indicazioni per i laghetti di Muino (circa 5 minuti di parziale discesa per accedere al primo laghetto).


martedì 17 settembre 2013

Il rintocco della campana in fondo al lago

Vi sono luoghi che esistono solo nella nostra fantasia.
Vi sono luoghi di cui bisogna avere coscienza che esistano.
Agaro appartiene ad entrambe le categorie.
Agaro è stato per diversi secoli una delle più importanti colonie walser italiane, sicuramente la più remota ed isolata di tutto l'arco alpino.

lunedì 16 settembre 2013

A zonzo verso il Lago Maggiore

Salire in macchina e andare a zonzo una quarantina di km: un ottimo modo di passare il pomeriggio!

MONATE
Quanti non sono affascinati dalle vecchie case e dai comignoli?
Chiedo a chi NON affascinano perché penso si faccia prima a contare loro piuttosto che quelli a cui piacciono. Se poi spunta anche un bellissimo panorama...
Pochi passi e tanti dettagli: partenza promettente!

MONATE - CHIESA DI SANTA MARIA DELLA NEVE 
Ecco qualche fotografia, se avete voglia di saperne qualcosa trovate l'approfondita storia e descrizione sul sito di Travedona Monate.

BARZA 
Cercavamo una torre medioevale inglobata in una villa (foto di sinistra) ma la sua particolarità si vede dal cortile interno, a cui stavolta non siamo riusciti ad accedere... magari torneremo, chissà! 

BARZOLA - CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO
Nelle grandi basiliche ci sono meravigliose vetrate che affascinano incredibilmente ma l'umile erbetta illuminata dal sole che cresce spontaneamente sulla punta del campanile non è da meno!

ISPRA
Dai, ancora qualche km prima di rientrare! Siamo vicini al Lago Maggiore e allora concludiamo in modo classico: foto vista lago! E alla Cappella Castelbarco, purtroppo molto trascurata. E quella pianta che fa? Mi vuole inglobare l'autista? No, per favore, che se devo guidare non posso fare fotografie in viaggio, dal finestrino!

Anna Bernasconi by annabernasconi.blogspot.com

domenica 15 settembre 2013

La Reggia di Caserta: l'ultima grande realizzazione del barocco italiano

Era il 20 gennaio del 1752.
Compleanno di Carlo di Borbone.
Quel giorno era in visita al sito che aveva da poco comprato.
Quattro file di allineati soldati segnavano il perimetro della Reggia che il Vanvitelli si apprestava a costruire. 

In vetta al Limidario, malgrado la pioggia!

Per questa escursione ci si deve portare al confine dopo Cannobio (provincia di Verbania), lo si oltrepassa e si prosegue per Brissago dove si seguono le indicazioni per Incella e Corte di Mezzo. Si sale abbastanza facilmente sino a corte di Mezzo; oltrepassato il paesino la strada si stringe notevolmente sino ad arrivare a Mercugno dove si lascia l'auto in un parcheggio a quota 1030m circa.
Vi è anche un'alternativa a questa salita: si lascia l'auto al parcheggio dei Monti di Corteccio (dove si arriva salendo da Brissago), si imbocca subito il sentiero che attraversa un nucleo di case. Si sale nel bosco fino ad un bivio dove vi è indicazione di due diversi itinerari, uno facile ed uno che sale in "diretta" alla capanna. Il sentiero normale sale a risvolti passando per il Vantarone e poi per l'alpe Voieè. Dopo poco tempo si arriva all'Alpe Arolgia ed in pochi minuti si è alla capanna. Il panorama, come sopra descritto, è veramente stupendo e lascia senza fiato. 
Il sentiero parte subito sulla destra del parcheggio; si addentra inizialmente in un bosco di faggi secolari sino a quota 1700m circa dove si esce allo scoperto e si intravede la croce del rifugio al Legn. In poco più di 1h e 15 minuti il sentiero permette di "mangiare" circa 700m di dislivello. Una sosta alla capanna al Legn è d'obbligo in quanto si tratta di un'incredibile balcone sul Lago Maggiore e sulle vette che lo circondano (anche se per noi il cielo è stato per buona parte coperto dalle nubi).
Eccoci arrivati! Piove anche questa volta! maledetta pioggia. Il Limidario per la seconda volta resterà inviolato dalla mia macchina fotografica....Il mio compagno mi guarda e capisce che la voglia di salire è tanta. Cosa facciamo? di acqua ne abbiamo presa tanta, ovunque e dovunque! Allora via anche se la croce di vetta non la si vede. Siamo equipaggiati bene, come sempre! Ci proviamo



Dopo una pausa si riprende in direzione della bocchetta di Valle a quota 1948 circa. A questo punto si presentano due soluzioni: a sinistra si sale sulla cresta di alcune vette che portano al Monte Limidario; a destra (quella che scegliamo per l'ascesa) si rimane sotto il filo delle creste e si attraversa la valle con un traverso sino ad un canale ripido di roccette e sfasciumi che si risale prestando la massima attenzione!
Eccoci di fronte al difficile canalone! non è lungo, ma la pioggia impedisce di ascendere tranquillamente. Insieme a noi c'è anche il cane del mio compagno. E' venuto sempre, ha visto diavoli e scale sante, ma questa volta fatica pure lei. In certi momenti ti chiedi: ma chi me lo ha fatto fare? non potevamo rimanere alla Capanna a sorseggiare cioccolata e caffè con gli abituali frequentatori? E' tardi per pensare, bisogna agire come sempre nella vita!
Sbucati sul filo delle creste si segue la croce di vetta sino ad un ripido tratto finale che in pochi minuti permette di arrivare ai 2189m del Limidario. Il tempo impiegato (escluso le soste) è di circa 2 ore e 45 minuti. Purtroppo per noi la giornata non permette di godere del panorama!



Non si vede a 10 metri! fatichiamo a fotografarci!! Mettete che la vetta è una vetta vera per cui lo spazio è davvero limitato. Firmiamo come sempre il libro di vetta e, se posso aggiungere, questa volta con grande soddisfazione! Non per la vetta presa, ci mancherebbe è davvero alla portata di chiunque sia allenato, ma per il come è nato il tutto. Quando salivamo gli ultimi metri sembravamo gamberi! due passi in avanti ed uno all'indietro! Le mani scivolavano lungo le rocce bagnate, ma rinunciare a pochi metri dalla vetta? No  avevo già desistito al Corno Piccolo del Gran Sasso!! Non poteva ripetersi!!
Dopo alcuni minuti decidiamo di scendere in direzione della capanna al Legn, prendendo il sentiero che abbiamo escluso per l'ascesa. Per nostra grande fortuna il tempo si rischiara e riusciamo a vedere quello che ci era stato precluso durante l'ascesa.




Il tempo totale di discesa dalla vetta a Mergugno è di circa 2h - 2h e 15 minuti.
Bisogna ricordare che queste montagne, questi sentieri, hanno visto le gesta dei contrabbandieri e della Finanza, che cercava di reprimere il fenomeno.
Su queste rocce son passate sigarette, caffè, riso, sale e uomini, si anche uomini nel periodo della seconda guerra mondiale. E' un argomento che mi affascina e di cui parlerò.

Fabio Casalini.



sabato 14 settembre 2013

A Verona tra erbe e signori

Contravvenendo alle mie abitudini "veronesi" decido di entrare dal Portone della Brà, che immette da subito nella piazza omonima, custode dell'anfiteatro romano.
L'Arena. 

venerdì 13 settembre 2013

I laghi del Boden. Uno splendido scenario alpino

Splendida escursione a cospetto delle grandi vette della Valle Formazza.
Si parte dal piccolo abitato di Riale, dove si lascia l'auto. 
Si segue il sentiero per il rifugio Maria Luisa: vi sono due possibilità, una è quella di seguire la strada sterrata che conduce al rifugio, l'altra è quella di seguire il vecchio sentiero che taglia la sterrata.

giovedì 12 settembre 2013

Robiei, una continua scoperta!

Per chi come me e come Voi è sempre desideroso di apprendere e conoscere nuove cose e nuovi modi di vita,Robiei rappresenta senza ombra di dubbio una continua scoperta. Non soltanto per le prospettive di escursionismo che Vi si potranno prospettare,ma soprattutto per ciò che troverete in quella conca baciata dalla natura dove l’uomo si fonde in essa! Per arrivarvi è cosa semplice! Passato il confine elvetico bisogna arrivare a Locarno. Da qui si attraversa la Valle Maggia sino a Bignasco, si passa un ponticello e si svolta a sinistra. A quel punto si è giunti a Cavergno. Si prosegue sempre in Valle Bavona sino a alla funivia di San Carlo con la quale potrete agevolmente raggiungere Robiei. In alternativa il sentiero che si snoda tra le gole,due ore e mezzo di salita!Si è alloggiato all’albergo Robiei, di proprieta’ della ditta Ofima S.A. Il signor Bruno, gerente, si è dimostrato essere persona squisitamente gentile ed educata oltre che esperta! Ci ha “dato delle dritte”! Dritte riguardo le escursioni,ma anche riguardo al cibo! Qui si è mangiato bene e…bevuto meglio! Inoltre la correttezza è di casa, come l’igiene e la disponibilità …infinita! Per quanto riguarda il rapporto qualità /prezzo,è ottimo! 
Come si direbbe da queste parti:”Il Santo vale la candela!”
Dopo il giro del Lago Sfondau via Cortino,oggi ci è stata suggerita una meta che non conoscevo: Arzo!
Arzo rappresentava e rappresenta, forse tuttora, l’alpeggio piu’ alto della Valle! Considero la strada che dovro’ percorrere mentre faccio colazione. Dalle vetrate dell’albergo intravvedo il sentiero.

mercoledì 11 settembre 2013

Il Canal Grande a Venezia. Memorie di Viaggiatori.

« Fui invitato a sedermi in mezzo a due ambasciatori, e furono questi che mi condussero per la grande strada, che essi chiamano il canale grande e che è davvero molto larga. Le galee ci passano attraverso, e ho visto anche navi di 400 tonnellate e più vicino alle case. È davvero la strada più bella che ci possa essere, io credo, nel mondo [...]. Le case sono molto alte e grandi, quelle vecchie sono costruite con buona pietra e sono tutte dipinte [...] le altre risalgono a cento anni fa [...] tutte hanno la facciata di marmo che viene dall'Istria, a 100 miglia di là, e grandi pezzi di porfido e di serpentino. » 
 (Philippe de Commynes, ambasciatore a Venezia, 1495)

martedì 10 settembre 2013

Inseguendo le nuvole ai laghi della Palasina

Per effettuare questa escursione bisogna risalire la val d'Ayas (uscita Verres autostrada Torino - Aosta) sino all'abitato di Brusson, si seguono le indicazioni per Estoul (facilmente identificabile anche con Brusson 2000). 

lunedì 9 settembre 2013

Isenthal, un luogo paradisiaco!


Si deve percorrere l’autostrada per Lucerna sin oltre il San Gottardo.
Poi, giunti all’altezza di Altdorf, nel Canton Uri, uscite.
Le indicazioni non mancheranno.

domenica 8 settembre 2013

A Verona, seguendo l'Adige.

Per accedere al centro storico di Verona prediligo il Ponte di Pietra.
Da sempre.
Con molta probabilità rimare una tara della prima "gita scolastica" o forse no?
Il ponte di Pietra rimane un simbolo della ricostruzione,
Di quell'Italia che credeva a se stessa ed alla sua storia.




Il 25 aprile del 1945 i tedeschi in ritirata lo minarono e lo fecero saltare. Venne ricostruito pietra su pietra, seguendo l'idea del com'era com'è.

Rifugio Andolla: Sotto il sole e sotto la pioggia.

Un altro sabato con l'obiettivo di scappare dall'afa collinare: siamo saliti in macchina e fuggiti verso Cheggio, all'arrivo un caffè e poi ci siamo incamminati, iniziando con la tranquilla passeggiata verso la diga, dando bellissimi sguardi al di qua e al di là di essa nell'attraversarla, poi abbiamo proseguito costeggiando il lago (Lago di Cheggio o dei Cavalli) che abbiamo salutato da un'altura sopra l'Alpe Gabbio, per inoltrarci in un nuovo panorama.



Salutato il lago abbiamo proseguito in compagnia del torrente Loranco e con una bella camminata su un sentiero poco impegnativo abbiamo raggiunto l'Alpe Piana Ronchelli, dove ci siamo rilassati ancora un po' fotografando, curiosando tra ruderi e cappelletta, rinfrescandoci ad una fontana, pensando però che dopo poco avremmo iniziato a fare sul serio. Infatti...  




Abbiamo presto iniziato a salire più ripidamente, con la meta (il Rifugio Andolla) che ci osserva dall'alto (al centro della prima immagine qua sotto), un po' sfidandoci e un po' incoraggiandoci. Per fortuna ho sempre pronta la buona scusa: "ci fermiamo un attimo che voglio fare una foto?" e il mio compagno, di gita e di vita, che mi aspetta pazientemente... O forse ne approfitta per tirare a sua volta il fiato? Eh eh eh... 



Dopo aver salito gli ultimi gradini rocciosi eccoci finalmente giunti alla nostra meta di 2061m s.l.m., stanchi ma soddisfatti, a godere con calma i panorami che ci circondano, dedicandoci ad una lunga pausa per fare scorte di fiato, acqua e di energie, grazie ad un buon pranzo presso il rifugio: polenta e brasato - polenta e cervo! Poi la sorpresa... 



Le nuvole andavano e venivano, qualche goccia di pioggia, poi sole, poi nuvole... Poi nuvole... Poi nuvole... Ehm... Che sia meglio considerare finita la sosta e rimettersi in cammino? Ancora una foto e poi giù "di corsa" verso Cheggio! Solo un veloce sguardo indietro, verso il rifugio, giusto per accertarci che... Sì, la scelta di scappare è stata quella giusta! La pioggia ci ha concesso di fare la prima parte del rientro, la più ripida, rincorsi dai tuoni ma quasi all'asciutto, poi le goccioline sono diventate un bel temporale! Rientro tutto d'un fiato alla macchina ma prima di salirvi ci siamo rifocillati con caffè e cappuccino, infine abbiamo salutato la valle Antrona per tornare verso Varese, soddisfatti di questa nuova piccola avventura!



Anna Bernasconi (blog personale annabernasconi.blogspot.com)