sabato 31 agosto 2013

Il Lago Blu, adagiato ai piedi del Monte Rosa

La mattina è di quelle che non si possono passare "a guardare" le montagne.
Bisogna salirci, ed anche il prima possibile.
Come il solito prima del sorgere del sole sono già alla guida.
Per raggiungere il meraviglioso Lago Blu bisogna risalire, in automobile, tutta la Val d'Ayas sino al piccolo centro di St. Jacques.

venerdì 30 agosto 2013

Ravenna e la sindrome di Stendhal

La Basilica di San Vitale a Ravenna è paragonabile ad una bella donna che decide di vestirsi con abiti larghi per nascondere le bellezze di cui dispone.
Perché mai questo paragone?
Quando si giunge in vista della Basilica non si può immaginare quello che custodisce.
Non solo come tesori dell'arte!

giovedì 29 agosto 2013

Inseguendo l'alba a Ravenna!

Accendo l'auto e l'orologio del cruscotto indica le 5.15....
Devo percorrere circa 95 km della Romea per giungere a Ravenna.
Lo spazio lo copro in poco più di un'ora e mezza.
Intorno alle 7 sono già in moto per la città dei mosaici.
Colazione in un bar vicino alla Basilica di San Francesco. Subito mi accorgo che sarà una stupenda giornata per effettuare fotografie.


mercoledì 28 agosto 2013

Chi parte male può finire bene: quattro passi a Mergozzo.


Il Telefono squillava.
Era mia sorella che proponeva una gita pomeridiana, in un posto con vista spettacolare sul Lago Maggiore, chiese e cappelle (per accontentare il nostro lato culturale) e trattoria con tagliere-merenda (per accontentare il nostro lato goloso).
Che dire?
Ottima idea!
Ma, all'arrivo, c'era una sorpresa: tutto riservato per un matrimonio! Uffa....
Gironzolando qualche minuto abbiamo visto ben poco: invitati sparsi ovunque e la vista spettacolare era dalla trattoria.
Quindi abbiamo fatto marcia indietro un po' delusi ma decisi a stare ancora in giro e ci siamo diretti verso Mergozzo ed il suo lago, zona a noi sconosciuta o quasi....





Siamo arrivati al piccolo borgo affacciato sullo specchio d'acqua.
Si faceva tardi, era sabato e i locali iniziavano a riempirsi, quindi abbiamo subito voluto recuperare la mancata merenda cercando un ristorante per cena.



Intanto è spuntata la luna e la sera ha iniziato lentamente a scendere, mentre noi salutavamo il lago ed iniziavamo a curiosare intorno alla Parrocchiale della Beata Vergine Assunta osservando gli scorci lungo strette vie e scalinate, tra fiori e case poi le classiche foto ricordo, a noi (per una volta che non siamo in giro soli soletti, approfittiamone!) e alle barche.




Infine gli ultimi passi verso la macchina, continuando inevitabilmente a girare lo sguardo verso il lago e la luna.

Anna Bernasconi by annabernasconi.blogspot.com

Marsiglia, "luogo d'incontro di tutto il mondo"!


Marsiglia, fondata nel 600 a.C. da coloni Greci, divenne città romana e centro importante per gli scambi commerciali tra oriente ed occidente.

Vivace e affascinante come ogni città portuale (attualmente il porto francese più importante del Mediterraneo) Marsiglia è la seconda città della Francia per numero di abitanti, capoluogo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, I suoi abitanti sono caratterizzatati da forti tratti esotici impressi dai importanti flussi migratori del primo novecento.


Molte le cose interessanti da visitare a Marsiglia primo tra tutti probabilmente il pittoresco Vieux Port (Porto Vecchio), protetto da due fortezze, dietro il quale si staglia la città antica mentre di fronte, nel golfo di Marsiglia è possibile scorgere l'isola di If dell'arcipelago di Frioul (raggiungibile in battello) sulla quale Alexandre Dumas racconta che il Conte di Montecristo trascorse la sua prigionia.



Sull’ animata strada principale di Marsiglia, meglio conosciuta come Canebière, nel medioevo sorgeva il quartiere con le botteghe dei lavoratori di canapa.
In zona è possibile visitare diversi palazzi storici e musei come ad esempio Museo della Marina e il Museo della Moda ospitati nell'ex Palazzo della Borsa, oggi sede della Camera di Commercio. Dedicate se avete tempo, una visita anche a Notre-Dame-de-la-Garde (chiamata dai locali ‘la bonne merè) costruita nella metà dell’ 800 in stile bizantino con il suo campanile di 60 metri si trova sulla piccola collina di La Garde, a 162 metri di altezza. Luogo di culto, la chiesa attira ogni anno ondate di pellegrini nel giorno dell’Assunta, il 15 Agosto.





Una piccola curiosità su Marsiglia: non tutti sanno che la città custodisce la tradizione dei Santons, personaggi in terracotta che popolano il presepe che si credeva fossero protettori della casa, una tradizione, che risale alla fine del Settecento. Per gli appassionati di presepe è d’ obbligo quindi durante il mese di dicembre una visita a Marsiglia, la Fiera dei Santons (la più antica di tutta la Provenza) ha luogo tutti gli anni sugli Allèes de Meilhan.




Marco Boldini.

lunedì 26 agosto 2013

domenica 25 agosto 2013

Segesta, tra suggestione e storia!

Oggi il caldo è infernale. L’automobile divora  l’asfalto autostradale  chilometro dopo chilometro. Non vedo l’ora di scorgere l’indicazione per l’uscita  di Segesta - Calatafimi. Il mare si allontana sempre più mentre l’entroterra siculo mi accoglie con tutte le sue fragranze dai profumi più svariati. Il frinire che mi circonda è continuo!

Dal monte Faie al Duomo di Milano.

La partenza di questa escursione è il parcheggio dell’alpe Ompio; per arrivarci occorre, partendo da Verbania, seguire le indicazioni per Santino, arrivati al bivio prendere la sinistra dove vi è indicazione per alpe Ompio, seguire la strada sino al parcheggio. Una piccola strada ci porta in pochi minuti al rifugio Fantoli gestito dal Cai di Pallanza. Per giungere alla nostra meta bisogna prendere il sentiero che si stacca sulla sinistra subito dopo il rifugio sino ad una sella dove vi sono le indicazioni per il monte Faiè e per corte Buè; prendendo il sentiero che si apre sulla sinistra si comincia a salire lentamente nel bosco, rimanendo sempre in ombra. Dopo qualche centinaio di metri vi è un’ulteriore indicazione proprio quando il sentiero inizia a salire in modo deciso, anche in questo caso si mantiene la sinistra e si continua l’ascesa; l’ultimo tratto decisamente difficoltoso è l’unico momento impegnativo della nostra escursione. Dopo circa un’ora dalla partenza siamo in vetta, dove ci accoglie un panorama mozzafiato; partendo dalla nostra sinistra vi sono il Lago Maggiore ed il Lago di Mergozzo, la piana di Gravellona con la foce del Toce e la catena del Rosa in lontananza. Volgendo le spalle ai laghi si apre lo sguardo su tutte le cime della Valgrande dal Pedum alla Laurasca



Il monte Faiè rappresentava l'ultimo confine montano della cava di marmo di Candoglia. La cava era conosciuta sin dai Romani, ma il suo utilizzo più importante è stato per la costruzione del Duomo di Milano. Resoconti storici datano al 1387 l'anno in cui il signore di Milano Gian Galeazzo Visconti concesse l'utilizzo in esclusiva della cava alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. 
Oltre alla bellezza del marmo la cava ebbe successo per le concessioni del Visconti alla Fabbrica del Duomo: tali vantaggi erano legati principalmente all'assenza di dazi da pagare durante il trasporto lacustre-fluviale che partiva dal Lago Maggiore e tramite il Ticino ed i Navigli giungeva a Milano.
In vetta al Faiè vi è un cippo di pietra che segna il confine del versante montuoso dato in concessione, dal 1300 circa, alla “ Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano”; la sigla A.U.F., riportata su tutti i materiali ad uso e consumo del Duomo, è l’acronimo di “ad usum Fabricae”.
Le imbarcazioni che trasportavano i materiali per la Cattedrale riportavano sulle fiancate la scritta U.F.O. (usum fabricae operis); la leggenda vuole che la nascita etimologica del termine ad ufo (a gratis) nasca dal fatto che tali imbarcazioni offrissero passaggi ai viandanti lungo il percorso: quindi andare si andava a Milano ad UFO cioè a gratis. 
Ulteriore notizia appresa da un lettore che ci permette di inquadrare completamente la vicenda ed il periodo storico.
Il paese di Candoglia, da dove si estrae il marmo, è limitrofo al paese di Mergozzo, e viene narrato che i mergozzesi poterono costruire la loro chiesa con il marmo estratto dalla cava dando in cambio il legname necessario per la costruzione della Cattedrale. Come suggerisce il lettore, la Valgrande ancora oggi piange ripensando a quel grande disboscamento......


Fabio Casalini.

venerdì 23 agosto 2013

Tra draghi e santi ad Orta san Giulio

La bellezza di Orta san Giulio la cogli in ogni vicolo, in ogni angolo del borgo, nell'apparente calma di una calda sera d'autunno quando i turisti hanno smesso di inseguire flebili linee di luce: a quell'ora torni in possesso della storia di piazza Motta e dei suoi caffè, del broletto o palazzo della comunità, e dell'Isola di San Giulio che scorgi in lontananza, nitida malgrado le foschie autunnali.

giovedì 22 agosto 2013

Le streghe, la notte, tra l'Alpe Veglia ed il Lago d'Avino

Il lago d'Avino si trova nella conca dell'Alpe Veglia.
E' racchiuso tra le maestose pareti del Monte Leone (cima più alta delle Lepontine) e la piana desertica ad est chiamata piana d'Avino. Sotto il lago scorre il tunnel del Sempione che collega l'Italia alla cittadina svizzera di Briga. 

mercoledì 21 agosto 2013

A Padova vi aspetta il Giudizio Universale!

Non alla solitudine scrovegna,
o Padova, in quel bianco april felice
venni cercando l’arte beatrice
di Giotto che gli spiriti disegna;
né la maschia virtù d’Andrea Mantegna,
che la Lupa di bronzo ebbe a nutrice,
mi scosse; né la forza imperatrice
del Condottier che il santo luogo regna.
Ma nel tuo prato molle, ombrato d’olmi
e di marmi, che cinge la riviera
e le rondini rigano di strida,
tutti i pensieri miei furono colmi
d’amore e i sensi miei di primavera,
come in un lembo del giardin d’Armida.
Padova cantata dal D'Annunzio, quale modo migliore per parlare della città veneta?
Dalle poche righe di cui sopra tutti possono immaginare che Padova non è "solo" la città del Santo. 
E' la città di Giotto e del suo capolavoro assoluto! Il ciclo pittorico contenente il "giudizio universale" è considerato uno dei capolavori dell'arte mondiale! Quando si entra nella cappella si ha la sensazione di vuoto assoluto sotto i piedi, la parte destra del grande affresco è impressionante!! il diavolo è li che vi attende.....
Padova è "anche" la città di Sant'Antonio, e della sua Basilica.



La Basilica è uno scrigno di opere d'arte. Il D'Annunzio nomina il Mantegna, ma non possiamo dimenticare le sculture del Donatello, i dipinti del Tiepolo e di Stefano da Ferrara, gli affreschi di Pietro Annigoni e molti altri.
D'Annunzio nomina il condottiero che il santo luogo regna. Si riferisce al Gattamelata, cui il Donatello dedicò un monumento equestre posto di fronte all'ingresso della Basilica.


Non si può lasciare la Basilica senza una visita al vicino Chiostro del Convento, nel quale il Santo soggiornò per lungo tempo! I chiostri sono quattro! se riuscite a farvi spazio tra la folla di pellegrini e turisti che ogni periodo dell'anno affollano questi spazi, potrete godere di un piacevole e rilassante momento "spirituale".



Malgrado la Basilica del Santo sia uno dei luogo di culto più grandi e visitati del Mondo non ricopre il titolo di Cattedrale, che spetta al Duomo. Il nome esteso è Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta. E' sede vescovile dal IV° secolo. I lavori della chiesa attuale cominciarono verso la metà del 1500 e proseguirono (senza concludersi) per circa 200 anni.  Alla destra del Duomo vi è il Battistero dedicato a San Giovanni Battista. Venne consacrato nel 1281. Il ciclo di affreschi all'interno, di Giusto de' Menabuoi, sono da vedere con calma e senza il rumore assordante dei turisti che si accalcano per fare qualche foto e poi scappano a vedere altri monumenti!!!! Sono un gioiello dell'arte italiana.




Lasciato alle nostre spalle il Duomo ci dirigiamo verso il Palazzo della Ragione. 
I lavori per la costruzione iniziarono nel 1218 e venne elevato circa un secolo dopo con la caratteristica copertura " a carena" di una nave rovesciata. Nel piano superiore si ha la più grande sala pensile al mondo!!
Gli affreschi originali, attribuiti a Giotto e scuola, andarono distrutti completamente nel grande incendio del 1420.
Il palazzo della Ragione divide piazza delle Erbe da piazza della Frutta.


Nella piazza dei Signori troverete il Palazzo dell'Orologio con annessa la Torre dell'Orologio. Si tratta di una ricostruzione dell'originale Orologio Astronomico andato perduto in un incendio. 
Una curiosità: tra i segni zodiacali non troverete la Bilancia. La mancanza dipende dal fatto che durante la costruzione si riprese il sistema zodiacale pre-romano nel quale la bilancia e lo scorpione erano uniti in un solo segno.




Lasciata la Piazza dei Signori ci si dirige verso Prato della Valle per riposare ed attendere ora di cena. Prato della valle è una delle piazze più grandi d'Europa, oltre ad essere una delle più belle e suggestive. 
I canali presenti nella piazza sono adornati da 78 statue; con editto venne deciso nel 1700 che non potevano essere ritratte persone in vita, non potevano essere ritratti santi e le statue dovevano rappresentare delle persone che avevano avuto un rapporto particolare con la città veneta. Tra le statue troverete Torquato Tasso (mi insegue dai tempi delle superiori....), il Mantegna, L'Ariosto, il Petrarca, Galileo, Canova ed il Savonarola.



Fabio Casalini.

Alpe Devero, tra laghi e vette.

Per arrivare all'alpe Devero, bisogna imboccare l'autostrada in direzione Sempione, passato Domodossola vi è indicazione per uscita, si attraversano i comuni di Crodo e Baceno sino a passare sotto le gallerie che aprono lo scenario sull'alpe Devero.
Il parco naturale dell'alpe Devero è stato istituito nel 1990 per proteggere ambiente alpino sul versante italiano delle alpe Lepontine. L'alpe Devero si trova nel comune di Baceno nell'ambito della comunità montana Valli Antigorio, Divedro e Formazza.
L'alpe Devero è una conca di origine glaciale cinta a nord dalla Punta d'Arbola, dalla punta di Valdeserta, dalla punta della Rossa e dal Cervandone.
L'escursione classica al Devero, parte dalla piana e dopo pochi metri si prende il sentiero sulla destra e si sale dolcemente sino all'alpeggio di Crampiolo, dove si arriva in circa 30 minuti. L'alpe Crampiolo è formato da un bellissimo nucleo di baite e rifugi costruiti intorno al torrente che l'attraversa.



Stando sulla sinistra rispetto al nucleo centrale delle baite (ed una graziosa chiesetta) vi è il sentiero che porta alla diga che ha formato il Lago di Codelago; qui vi è una bellissima vista sui monti che cingono interamente il lago. Stando sulla destra seguendo il sentiero ben segnalato vi è la possibilità di fare interamente il giro del lago.






Una volta completato il giro stesso si ridiscende verso Crampiolo e stando sulla destra ci si porta verso il Lago Azzurro dove i larici ed i monti si rispecchiano nelle sue splendide acque.
Di questo lago ho già parlato nell'articolo relativo alle streghe che albergavano al Devero in epoca remota.


Una volta ristorati presso il laghetto e se avete ancora "gamba" potete riportarvi verso il nucleo di baite di Crampiolo ed imboccare il sentiero che in circa 1h conduce ai laghetti del Sangiatto. Sono 3 piccoli specchi d'acqua posti a diverse altezze a partire dai circa 2000 metri del primo. Alle vostre spalle avrete le cime "nobili" di questa fetta di Lepontine, Cervandone e punta della Rossa, di fronte avrete il sentiero che conduce alla Bocchetta di Scarpia.




Il ritorno si effettua sullo stesso sentiero dell'andata ed in poco più di 40 minuti vi riporterà a Crampiolo da cui scenderete in circa 25 minuti alla piana del Devero.
Dopo questa magnifica escursione capirete il motivo per il quale il Devero è chiamato il Giardino Delle Lepontine.

Fabio Casalini.