mercoledì 31 luglio 2013

Il Duomo di Monreale

Se ne sta lì, impassibile testimone silenzioso della storia.
Se ne sta lì, superba struttura posta proprio su di un fianco del monte Caputo, poco distante da Palermo, in quel di Monreale. 

Friburgo in Brisgovia (Freiburg im Breisgau).

Lasciata Strasburgo a l’Alsazia con un velo di tristezza per la bellezza del luogo, ci si dirige appena al di la del grande fiume, il Reno, per godere il piacere di una giornata rilassante in terra di Germania.
La città è molto più grande di quello che mi aspettavo.
E’ famosa per essere la capitale della Foresta Nera.

martedì 30 luglio 2013

Ho visto una sirena nel Lago di Carezza

Il lago di Carezza è un piccolo lago alpino situato a 1534 metri nel comune di Nova Levante, alla fine della Val d'Ega e poco prima del passo di Costalunga.
Il lago si trova incastonato tra le foreste del Latemar, gruppo dolomitico che si rispecchia nella sue placide acque (quando il lago non è gelato).

sabato 27 luglio 2013

Alpe Veglia: una strana storia di streghe.

Ero appoggiato ad un masso nei pressi del laghetto delle Streghe in Alpe Veglia, alto Piemonte all'ombra del Monte Leone.
Era pomeriggio inoltrato.
Una voce inizia a narrare una storia...

Un giorno una bellissima fanciulla, che piangeva disperata perchè il suo ragazzo preferiva passare il suo tempo con un'altra ragazza invece che con lei, incontrò una strana vecchia che filava su un masso a lato di un sentiero. La vecchia la guardò negli occhi e la fanciulla, a quello sguardo, si sentì spogliata ed osservata fin nel profondo, così iniziò a raccontare alla vecchia (che era una strega) tutti i suoi problemi e i suoi dispiaceri, implorandola poi di operare una magia e far sparire la sua rivale in amore, così che ella potesse essere l'unica amata dal suo ragazzo. La vecchia non si sorprese a quella richiesta e, dato che la fanciulla non voleva sentir ragioni, accecata dalla disperazione, acconsentì ad operare quella magia, a patto che la fanciulla acconsentisse prima a guardare un Uomo bellissimo che secondo la Strega avrebbe potuto renderla davvero felice. La fanciulla acconsentì al patto, nonostante continuasse a ripetere che ella non avrebbe mai amato nessun altro che il suo ragazzo, e la Strega le diede appuntamento nello stesso posto per un giorno ben preciso.
Quel giorno la fanciulla si diresse nel magico luogo e senza alcun motivo particolare si sentiva felice e spensierata, percepiva la bellezza dei colori, la purezza dell'aria, la luminosità del cielo ed era felice, quasi dimentica di tutti i suoi problemi. Giunta al luogo predefinito si trovò davanti una grotta, sulla soglia della quale la vecchia strega la stava aspettando. Insieme si incamminarono nel sentiero sotterraneo, che si rimpiccioliva sempre di più fino a diventare un piccolo e basso cunicolo che proseguiva per molti metri. Giunsero infine in fondo al cunicolo, che si apriva in una grande stanza sotterranea e molto calorosa e tiepida. Al centro della grottina altre due streghe stavano mescolando degli strani ingredienti in un grande calderone che si scaldava su un bel fuoco e la fanciulla si sedette lì accanto aspettando che tutto fosse pronto. La vecchia Strega allora le chiese di guardare dentro a due piccole pozze formate da una purissima sorgente che sgorgava dalla roccia e la fanciulla posò gli occhi nella prima. Nell'acqua le apparve il volto del suo innamorato, bello e giovane, ma piano piano ella vide che il suo aspetto cambiava e diveniva più vecchio, banale, spento e triste, coi capelli bianchi e i denti gialli. Si scostò sconvolta e volle fuggire, ma la vecchia Strega le chiese di guardare nell'altra piccola polla, e lì ella potè vedere un giovane meraviglioso, pieno della bellezza e del vigore caldo degli Dei, con gli occhi pieni d'Amore e la forza di un vero Re.
Allora la fanciulla capì il significato di quelle due visioni. Nella prima ella aveva veduto l'amore solamente umano, caduco e momentaneo, che può rendere felici ma non per sempre e continuamente, nella seconda ella aveva potuto vedere l'Amore divino, quello che non si spegne mai e che rimane sempre forte, sempre bello, sempre tiepido e incantato. Ora doveva scegliere quale desiderava, e dopo un primo momento di indecisione, data dall'amore che provava per il suo ragazzo, ella capì che ciò che desiderava era l'Amore Eterno. Allora si alzò e iniziò a danzare con le altre Streghe.
Come d'incanto la grottà sparì e la fonte crebbe tantissimo fino a diventare un allegro torrente che riempì il pianoro e creò quello che fu poi chiamato il Lago delle Streghe.
Il pomeriggio inoltrato era diventato sera, i colori sbiadivano all'imbrunire.
Il vento fresco del Monte Leone solcava i nostri visi.
Piacevole brezza.
Si era partiti la mattina presto, la salita sino al Lago d'Avino e la successiva discesa, aggirando il Leone dalla parte più scoscesa ed ingombrante, cominciavano a sentirsi nelle gambe e nella testa. Il camminare aiuta a liberare la mente, a scaricare la tensione, ad interagire con il mondo circostante.
Al sorgere della sera ci si ritrovava seduti a pensare in silenzio sulle sorprese che la vita può riservare ad ogni angolo.
Bisogna saper ascoltare......

Fabio Casalini.

venerdì 26 luglio 2013

Alla ricerca del Re delle Dolomiti

Partenza dal lago Maggiore in nottata, circa le quattro.
La strada da percorrere non è molta, inoltre ad aprile chi sale sui passi Dolomitici?
Mese migliore per girare in beata tranquillità non esiste.
Arriviamo all'uscita di Bolzano intorno alle otto del mattino.
Caffè e sigaretta sono obbligatorie per avere immediate sensazioni del luogo.
La strada che attraversa la val d'Ega per salire al passo di Costalunga è poco trafficata. 
Percorro i trenta chilometri in meno di 40 minuti. 
Alle nove siamo in vista del complesso del Catinaccio, che ci accoglie ancora innevato. 
Alla sua destra il maestoso complesso del Latemar con le sue guglie e pinnacoli a farci da anfiteatro.
La vista dal passo è mozzafiato, spazi dalle vette principali delle Dolomiti, alle minori e poco conosciute. 
Il cielo è limpido come poche volte nella vita, e malgrado i piedi siano infilati nella neve il calore ti accarezza il viso.
Lo spettacolo del Catinaccio è di quelli che solo le Dolomiti possono offrire.
Ma questa montagna ha qualcosa di strano.
Qualcosa di misterioso e di poco conosciuto.
Andando da sempre alla ricerca delle leggende delle nostre montagne non fatico a capire. 
Al passo vi sono bar e ristoranti che offrono tranquillità e qualche bicchiere di buon vino.
Essendo ora di pranzo decido di abbandonarmi alle delizie della tavola.
Il pranzo rappresenta una di quelle volontà aleatorie che risiedono nel nostro essere: per me ora di pranzo va da mezzogiorno a mezzogiorno e pochi minuti....
Trovo un avventore che ha voglia di parlare e di raccontare, non tocca che offrirgli un bicchiere di rosso buono. 
I sigari purtroppo sono in macchina ed il nervoso veneto (come si è definito lui...) non riesce a fermarsi.
Non ho il tempo neppure di estrarre il mio notes da viaggio, il veneto non lo ferma neppure una slavina.....
Ora quello che vi riporto è l'esatto racconto che ho ascoltato. 
Per dovere di cronaca abbiamo pagato più di vino e birra che di cibo, e non abbiamo mangiato poco, anzi, per concludere il pranzo l'amico che mi accompagnava ha chiesto persino le acciughe in salsa....a 1700 metri.
Le raccolgono nel Lago di Carezza? 
Lasciamo alle nostre spalle questi non necessari ma simpatici particolari.
Il veneto nervoso, di cui mai abbiamo saputo il nome, inizia con voce soffusa:
"La leggenda narra del perché al tramonto le dolomiti si tingano di rosa (fenomeno conosciuto come enrosadira, cioè diventare di colore rosa). La leggenda prende spunto dal fatto che sotto il gruppo dolomitico del Catinaccio ci fosse il famoso giardino delle rose di re Laurino (il nome tedesco del gruppo è rosengarten, letteralmente giardino delle rose). Laurino era Re di un popolo di nani, la cui unica attività era quella di scavare nel cuore delle montagne per trovare oro, argento ed altri metalli preziosi. Il re oltre a queste ricchezze possedeva due armi magiche un cappello che lo rendeva invisibile agli occhi degli uomini ed una cintura che gli dava una forza pari a quella di dodici uomini. Un giorno di maggio un principe degli uomini invitò ad una gita sotto il catinaccio tutta la nobiltà per enunciare il prossimo matrimonio della propria figlia; invitò tutti tranne Re Laurino, che decise di partecipare ugualmente come ospite invisibile; quando Laurino vide la figlia del principe se ne innamorò all'istante e la rapì. Tutti gli ospiti si lanciarono all'inseguimento, il Re decise di indossare allora la cintura che gli donava forza, ma non riuscì a sconfiggere gli uomini che riuscirono a sopraffarlo proprio all'ingresso del giardino delle rose: Laurino si girò verso il Catinaccio e lanciò una maledizione: ne di giorno ne di notte nessun uomo potra' più ammirarti. Si dimenticò l'alba ed il tramonto........"
Bellissima.
Aggiungere altro non avrebbe senso.
Le leggende della montagna riescono sempre a catturare l'attenzione, a farti vivere in prima persona le emozioni raccontate.


 Fabio Casalini.

mercoledì 24 luglio 2013

L'alba nella pianura padana.

Una mattina ti svegli all'alba nelle vicinanze di Cremona.
Apri le persiane della finestra e vedi il fuoco che invade la pianura.
Prendi la macchina fotografica e corri per non perdere neppure un secondo di quello spettacolo!
Sei immerso nella pianura, in quella pianura nebbiosa ed affascinante.
Il sentimento di essere in quel luogo lo perdi, potresti essere vicino all'Adda, al Po, al Mincio.... non capisci dove sia l'orizzonte, dove comincia il ponte, dove finisce la terra.
Tutto è confuso.
Sei parte dello spettacolo, e per una volta nella vita non hai pagato il biglietto.....

Le mie parole finiscono qui, lascio ad altri spiegare cosa possa essere la pianura padana, l'alba nella pianura padana, il temporale nella pianura....

La nuvola era sorta dalle parte infedeli di Levante, dal mare, elemento dei meno devoti, e veniva così inf retta, piccola e rabbiosa, che nel tempo di andare e tornare di sagrestia già spuntava sul filare dei pioppi in fondo allo stradale della canonica: d'un tratto si torsero e si piegarono investiti come da un fuoco. Tutta la campagna fu presa da una fosca disperazione di vento.
( Riccardo Bacchelli)




L'agricoltura è l'arte di saper aspettare....
(Riccardo Bacchelli)

Ecco il sol che ritorna, ecco sorride
per li poggi e le ville. Apre i balconi,
apre terrazzi e le logge la famiglia;
e, dalla via corrente, odi lontano
tintinnio di sonagli, il carro stride
del passeggerr che il suo cammin ripiglia.
(Leopardi)


Fabio Casalini.




da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-9101?f=a:766>
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/cielo/frase-63207?f=a:766>

martedì 23 luglio 2013

Lecce, grandiosa scenografia barocca!

Lecce è una scenografia barocca.
Lo capisci appena ti avventuri in piazza del Duomo. Di fronte hai la falsa facciata della cattedrale. Se varchi la soglia del portone ti ritrovi nella navata laterale della chiesa...praticamente una facciata posticcia.
Ma perché tale soluzione? per evitare che il visitatore si trovi di fronte un muro piatto e senza nessuna decorazione...

Meglio uscire e "girare l'angolo". Finalmente sei di fronte alla facciata originale del Duomo. Sulla destra, a chiudere egregiamente la piazza, vi è il palazzo del seminario. Sulla sinistra si trova il campanile slanciato della cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta.
Visitato il Duomo ci vuole un bel caffè! Ultimo sguardo, ultima fotografia.... direzione monumento principe del barocco leccese, la Basilica di Santa Croce.
Appare quasi all'improvviso dietro le case di Lecce vecchia. 
La facciata è uno splendore, una grande esposizione permanente di statue ed ornamenti barocchi.

Riporto una citazione di Maurizio Calvesi

Il complesso programma decorativo della facciata della Basilica si Santa Croce andrebbe connesso ad una celebrazione della vittoria nella battaglia di Lepanto del 1571, nella quale le potenze occidentali avevano avuto la meglio sull'impero ottomano. I telamoni vestiti da turco alludono ai prigionieri catturati dalla flotta veneziana durante la battaglia. Gli animali raffigurati sotto la balaustra alludono alle potenze occidentali; il grifo simboleggia Genova, l'Ercole il granducato di Toscana....
Vi è una tale quantità di decorazioni che si fatica a ricordarle tutte anche riguardando le fotografie; leggere le monografie della città serve a poco, bisogna piantare i piedi di fronte al grande rosone, alzare lo sguardo e lasciarsi catturare dalla bellezza armoniosa della Basilica.


Fabio Casalini

lunedì 22 luglio 2013

Colmar, il gotico che non ti aspetti...

Hai ancora negli occhi la cattedrale di Strasburgo appena lasciata.
La mole impressionante del campanile difficilmente la scorderai.
Ma il viaggiatore ignorante è sempre pronto a nuove esperienze.

domenica 21 luglio 2013

Pisa: non solo Torre pendente!!


A parlare di Pisa,una delle più incantevoli città d’Italia, si rischia sempre di cadere nel luogo comune! In questo caso la celeberrima “Piazza dei Miracoli”.

Gran Sasso, il gigante che dorme.

Prati di Tivo (1450m) è una località montana alle falde del Gran Sasso, nel comune di Pietracamela. Nel periodo estivo la località offre la possibilità di effettuare diverse escursioni con vario grado di difficoltà. Per arrivare in località la Madonnina la via più semplice è quella di prendere la seggiovia; in alternativa si seguono le tracce di sentiero (sulla destra della seggiovia) che portano in località Fonte Cristiana (1564m).

venerdì 19 luglio 2013

La cattedrale di Palma di Maiorca.

Palma di Maiorca non è solo il mare, le spiagge e le discoteche.
E' molto di più.
E' un ripasso di storia.
Dalle sue coste son passati i romani, i bizantini, gli arabi, sino all'invasione del Re di Aragona che le diede una certa stabilità.

Praga, a spasso nella storia in Staré Mesto.

La piazza della città vecchia di Praga, Staromestske namesti, si trova al centro della città.
Su di essa si affacciano una tale quantità di edifici e monumenti storici da poterci passare qualche giorno senza dover uscire dal suo perimetro.

Chioggia, la piccola Venezia.

Costruita su quattro isole maggiori, Chioggia è situata nella parte meridionale della Laguna Veneta, molto vicino alla foce del fiume Brenta, per questo motivo è conosciuta anche come
La piccola Venezia.
Come la "sorella maggiore" anche Chioggia è tagliata a fette dai canali e cucita dai ponti. Dall'alto la visione è quella della lisca di pesce.
Non sarà un caso che Chioggia è una città marinara di primaria importanza per tutto l'Adriatico.
Il fascino del borgo antico aumenta tutte le mattina quando apre il mercato del pesce, cui si può accedere tramite il portale a Prisca.
Nell'antichità il suo nome era
Clugia, divisa in Clugia maior (il borgo antico di Chioggia) e Clugia minor (il borgo antico di Sottomarina)
Nel medioevo ebbe il suo momento di massimo splendore, quando poteva competere con Venezia per il potere economico dell'Adriatico. Il motivo di tale ricchezza era dovuto alle saline, presenti in tutta la zona della Laguna, ed alla qualità del prodotto, il famoso sal clugiae
Il sale che portò ricchezza alla città è anche la causa della sua decadenza: verso la fine del 1300 i Genovesi la conquistarono e la distrussero, solo dopo un anno di assedio la città venne liberata! Ma la città non riuscì più a competere con le altre grandi città marinare.
La sua storia dalla fine del 1300 ai giorni nostri è legata a quella di Venezia.
Oggi Chioggia è uno dei principali porti pescherecci d'Italia e la prova la si trova nella sua cucina, dove il pesce è assolutamente il re incontrastato di tutti i piatti.
Da visitare vi sono la Cattedrale di S.Maria Assunta, la Basilica di San Giacomo apostolo e la Chiesa di S. Andrea.
Inoltre se avete tempo e voglia consiglio una visita alla Chiesa di San Domenico, che sorge su una piccola isola separata da Chioggia dal canale di San Domenico. All'interno, per vostra grande sorpresa, troverete dei dipinti del Tintoretto e del Carpaccio, che da quello che risulta il S.Paolo con le stigmate è la sua ultima opera conosciuta.
Ultima particolarità della cittadina, da poco insignita del prestigioso titolo di 
Chioggia città d'arte
è la presenza quasi unica del bragozzo, tipica piccola imbarcazione da pesca dell'alto adriatico che era munita di due alberi a vela.











Fabio Casalini.

giovedì 18 luglio 2013

Porec e la Basilica Eufrasiana.

Di antiche ed ancora visibili origini romane.
Si è sviluppata intorno al proprio porto, che viene difeso come un figlio dall'isola di San Nicola.
Un monumento su tutti merita il viaggio per visitarla, si tratta del complesso della Basilica Eufrasiana, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. 
Le origini della basilica sono antichissime e risalgono al V° secolo dopo Cristo; venne ulteriormente ampliata durante il dominio bizantino del VI° secolo.
I suoi mosaici sono considerati tra i maggiori esempi dell'arte bizantina al mondo.
L'ingresso nella Basilica con l'improvvisa visione del mosaico sull'arco di trionfo recante Cristo ed i dodici apostoli è da togliere il fiato, impressionante nella sua semplicità ed eleganza! Dopo qualche respiro e qualche sguardo approfondito l'impressione si sposta sulla complessità dell'opera, in quanto dobbiamo sempre ricordarci che trattasi di mosaico!!!!
Una particolarità: la raffigurazione del Cristo e dei dodici apostoli posizionati sei per lato, ricorda in maniera "quasi sospetta" due analoghi mosaici presenti nel ravennate.....
Il respiro appena tornato normale viene stravolto nuovamente dal ciborio e dal mosaico che lo sovrasta: la sensazione è quella della piccolezza dell'uomo moderno verso i suoi antenati.....
Nel lati del ciborio sono raffigurati varie scene delle scritture, sempre nell'arte del mosaico.
Alzando lo sguardo e riuscendolo a distogliere dal mosaico del Cristo appena spiegato vi è il terzo gioiello assoluto della Basilica: un mosaico grandioso raffigurante la Madonna con il bambino e Sant' Eufrasio che tiene tra le mani il modellino della basilica.
La chiesa è ricoperta di molti altri mosaici, ognuno dei quali è costato mesi di lavoro a coloro che gli hanno realizzati. L'impressione d'insieme è simile a quella dei battisteri di Ravenna!! In una parola da non perdere assolutamente.
La città storica finisce qui.
Fuori dalle mura della basilica qualche bell'angolo gotico - veneziano, qualche resto di strada romana, il resto è turismo di massa.
Se non ricordo male la città conta circa 15000 abitanti ed i posti letti disponibili sono oltre 90000 sparsi lungo la costa limitrofa, una follia insana! 
Trovare parcheggio per visitare questo piccolo centro storico è un'impresa. Consiglio sveglia di buon'ora, colazione veloce ed essere in loco entro le 08.00 del mattino!!!!







Fabio Casalini.

Bolzano: castelli, campanili e knoedel!

Quali sono i motivi per fermarsi qualche ora a Bolzano?
Il tetto policromo del Duomo (Dom) ed il suo bellissimo e slanciato campanile sono un motivo che già da soli valgono la sosta. La chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta. La particolarità di questo edificio? durante i lavori di restauro eseguiti subito dopo la seconda guerra mondiale vennero alla luce i resti di ben tre chiese precedenti.....

Nelle immediate vicinanze della città si trovano due bellissimi castelli: il primo è castel Mareccio facilmente raggiungibile dal centro storico e contornato da una grande schiera di vigneti; il consiglio è quello di raggiungerlo in bicicletta; nel centro città vi è solo l'imbarazzo della scelta per il noleggio. Possiamo tranquillamente dire che vista la posizione centrale di questo castello, servì più da residenza che da difesa...

Cannobio, la sera del miracolo

Tutto inizia l'otto gennaio del 1522.
Nell'albergo-osteria di Tommaso Zaccheo sono rimasti in pochi. 

martedì 16 luglio 2013

Un luogo segreto sotto gli occhi di tutti

Spropositata.
Sproporzionata.
Misteriosa.
Vi è una sorta di desiderio di "raddrizzarsi", presente in tutte le cattedrali gotiche, ma qui accentuato all'infinito.

Sarzana, una città dal cuore grande.

Sarebbe un vero peccato se, passando per la Lunigiana, non vi fermaste a visitare Sarzana!
Merita…Non ci sono parole adeguate per rendere al meglio la sorpresa che l’antica colonia romana di Luni vi riserverà. A parte il calore delle persone che si faranno in quattro per meglio consigliarvi,scoprirete un mondo nascosto,come racchiuso  in uno scrigno.
Raggiungo Sarzana che è tardo pomeriggio. Parcheggio poco distante dal centro storico e,come prima cosa visito la Pieve di Sant’Andrea e la Cattedrale di Santa Maria Assunta. La Pieve risale al X° secolo D.C. e si caratterizza per struttura medioevale.
La facciata presenta a lato un  bel campanile dalle eleganti bifore,trifore e quadrifore,mentre un Sidus,stella ad otto punte, collocata sopra il portale, ne impreziosisce la struttura. Il portale è postumo rispetto la data di costruzione della Pieve di Sant’Andrea. 
Sarebbe risalente al cinquecento. L’interno è a pianta rettangolare con belle arcate caratterizzate  da decori. 
Da vedersi, nel presbiterio, il bel fonte battesimale marmoreo attribuito al Morelli. La cattedrale di Santa Maria Assunta,inizia ad essere costruita nel duecento!
Viene  terminata soltanto nel 1474 D.C! 
Di stile romanico-gotico ha una fantastica facciata in marmo con relativo rosone gotico,caratterizzata dalla presenza, in alto a sinistra, della cosiddetta Elsa di Spadasorta di Excalibur che ne  trafigge il marmo rimanendovi  intrappolata!
Oscuro il motivo della sua reale presenza!.
All’interno vi trovo dipinti pregevoli di Domenico Fiasella, artista locale del cinquecento.
Si segnala inoltre un crocefisso dalle mirabili fattezze , meglio noto come Croce di Mastro Guglielmo, risalente al 1138.
Vista l’ora mi reco immediatamente  a visitare La Cittadella di Sarzana e la Fortezza di Firmafede eretta da Lorenzo De’ Medici, detto il Magnifico.
Rientro in centro storico.
Rimangono solo due porte risalenti alle antiche mura: Porta Parma e Porta Romana.Deciso, mi reco verso Porta Romana.Li’,mi han  suggerito di andare a cenare ! Osteria dei Sani è il nome del locale.
Non fatevi ingannare dalla prima impressione!! 
Si mangia in strada! 
E' il suo bello!!! 
Li' troverete oltre ad un servizio ottimo anche sapori raffinati. Riusciranno a stupirvi con cibi all’apparenza semplici ma che al palato parranno  essere da subito frutto di sapienza culinaria. La cucina è una cosa seria! Mangio tagliolini con fiori di zucca, bacon e mozzarella di bufala. A seguire ho chiesto  delle coscette di pollo marinate al vino rosso e salsa di mele…La curiosità m’intriga!
Il tutto ,bagnato da  rosso locale! 
E faccio bene a lasciarmi tentare….Inutile dirvi che l’esperienza in questa Osteria sia stata indimenticabile!
Il prezzo? Onesto! Anzi…Mi sarei aspettato di più’ visto che al primo ed al secondo ho poi assaporato bruschetta, tris di formaggi, caffè e grappino…
Via! Un grappino s’impone! 
Giusto per chiudere in bellezza!!! 
Troverete l’Osteria in via Torrione Testaforte. 
Devo solo aggiungere che il menu’ viene variato ogni  tre, quattro settimane.
Potrete gustare carne,pesce e cibo vegetariano! 
All’Osteria dei Sani termina  in modo eccellente la mia visita alla citta’ di Sarzana! Non son riuscito a rivedere quel capolavoro della Chiesa di San Francesco. 
A voi mi permetto di suggerirne la visita, come a Casa Bonaparte, al Teatro Impavidi nonché Palazzo Perentucelli-Calandrini, nonché il Palazzo Comunale di Sarzana. Parola d’ignorante! Gustatelo nel contesto della piazza,magari la sera… in dolce compagnia.
Vi stupira’!
                                                                                                                                                            

Fabio Vigano’