sabato 21 dicembre 2013

Il Timanfaya, la porta dell'inferno.

Al Parco Nazionale del Timanfaya (Parque Nacional de Timanfaya) ci arrivo al mattino presto quando i primi raggi del sole accarezzano dolcemente la montagna del fuoco.
Il paesaggio di questo angolo di Spagna bagnato dall'Atlantico e che strizza l'occhio all'Africa non è sempre stato come mi si presenta in questo momento.
La storia del fuoco che brucia qualsiasi cosa e della lava che ricopre la terra inizia nel 1730.
Le parole di un parroco ci permettono di interpretare la storia.
"la terra si aprì improvvisamente vicino al Timanfaya, una enorme montagna si sollevò dal seno della terra e della sua cima si levarono fiamme che continuarono per 19 giorni"
Il parroco era don Lorenzo Curbello.
In un brevissimo lasso di tempo la geografia mutò.
Il fuoco prima e la lava poi modificano e modellano l'isola.
Tutto quello che si trova nelle vicinanze brucia!
Il terreno squarciato dall'eruzione ora ribolle di calore
Fuoco, lava, ceneri e lapilli.
L'isola di Lanzarote non sarà più la stessa!
I fenomeni eruttivi continuano negli anni seguenti, concentrandosi sino al 1736.
A tutt'oggi l'attività del vulcano continua, in quanto a breve distanza da dove poggiamo i piedi, circa 12 o 13 metri di profondità, le temperature oscillano tra i 100° ed i 600°!
Il parco nazionale del Timanfaya non è visitabile in tutta la sua estensione.
La zona aperta al pubblico è quella nominata Islote de Hilario. 
Appena giunti al parcheggio, dove si chiude la strada accessibile ai privati, ci si imbatte nel ristorante El Diablo ideato e realizzato da Cesar Manrique, vero promotore e divulgatore delle bellezze di Lanzarote nel mondo.
Il ristorante è famoso per la qualità del cibo, cotto direttamente sulle fiamme dell'inferno!
Le griglie per carne o pesce sono disposte sulle vive rocce a contatto con l'estremo calore che si dipana dalle viscere della terra!
Le possibilità di escursione all'interno del parco sono di due tipologie: la prima in groppa ai "camellos", i dromedari di Lanzarote, la seconda comodamente seduti sulla poltrona di un bus.
Dato che le mie esperienze con cammelli e dromedari non erano accattivanti decido per il bus.
Il percorso è affascinante!
14 km tra vulcani e crateri, nella"ruta de los volcanes"!
Surreale.
Irripetibile.
Il grande rammarico è relativo alla impossibilità di condividere con voi le fotografie di questo viaggio, ai limiti del lunare.
Il trasferimento da analogico a digitale presenta ancora lacune clamorose.
Le fotografie che ritraggono il paesaggio del Timanfaya sono tratte dal sito www.turismodecanarias.com.
Sono passati molti anni da questa esperienza, ma il ricordo della porta dell'inferno è sempre delineato nitidamente nella mia memoria.


Fabio Casalini.

Fotografie: le fotografie sono state estrapolate dal sito delle Isole Canarie. La qualità delle fotografie personali, analogiche, non permetteva la pubblicazione.




1 commento:

  1. Luogo davvero suggestivo ed ottimamente narrato.
    Bravo

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