mercoledì 6 novembre 2013

Spie e Spioni.



Abbiamo scambiato due chiacchere con Andrea Carlo Cappi, noto scrittore di noir e di spystories. 
Intervista integrale ed esclusiva per i lettori de “I Viaggiatori Ignoranti”.
Ve la proponiamo, augurandoVi  una buona lettura.

-Andrea Carlo Cappi, sei scrittore di noir e di spystories! Quale la differenza tra un genere e l’altro?

La differenza non poi così grande. Specie se per noir intendiamo quel ramo della letteratura gialla in cui sono più nebulosi i confini tra buoni e cattivi, Cambiano gli scenari, l'ambientazione è meno circoscritta. Occorrono non solo una una sapiente gestione di intrecci e meccanismi. ma anche una certa conoscenza delle regole del gioco e delle situazioni internazionali. Forse per questo è più raro che gli aspranti scrittori di thriller si cimentino con questo genere. La narrativa di spionaggio non è, come pensano alcuni, "roba da maschi" (azione, sesso, violenza) che interessa solo a nerd che vi sfogano le loro frustrazioni. Certo, è vero che autori di enorme successo come il da poco scomparso Gérard De Villiers hanno unito spionaggio ed eros, ma di sesso a scopo spionistico parla anche la Bibbia, che non è considerata lettura da nerd. Né "lo spionaggio è una cosa che "non interessa alla gente", dato che le conseguenze della politica internazionale, di cui lo spionaggio fa parte, influenzano di continuo la nostra vita. Quindi, come il noir in generale porta alla luce gli aspetti più oscuri della società, così fa lo spionaggio con le pagine più buie del mondo contemporaneo..
-Qual è la differenza tra Spie e Spioni oggigiorno?
Per "spione" di solito si intende il traditore che fa le soffiate. Ma lo spionaggio è sempre stato il territorio dell'ambiguità: Nel VI secolo avanti Cristo Sun Tzu, ne "L'arte della guerra", classificava cinque categorie di "chien" (letteralmente "intermediari", di fatto spie): gli informatori in paesi ostili, i nemici disponibili a collaborare, gli spioni avversari dediti al doppio gioco, gli infiltrati nei territori o nei quadri del nemico e, infine, i disinformatori che fanno pervenire notizie adulterate alle spie dall'altra parte della barricata. Le cose non sono molto cambiate da allora, si è solo aggiunto il "sigint" (Signal intelligence) ovvero lo spionaggio effettuato mediante l'intercettazione, specialità del GCHQ britannico e dell'NSA statunitense.

-Il” pentito” della CIA secondo te è attendibile oppure si sta infiltrando alla grande ?
Sinora le rivelazioni di Edward Snowden - che era nell'NSA - non sono state smentite, anzi, sono state accolte da dichiarazioni ad alto livello quali "le attività sono state sospese" o "non ne ero al corrente". Basta questo a giudicare Snowden piuttosto attendibile. Anche perché quanto ha reso pubblico non è affatto una sorpresa. Innanzitutto, da oltre un decennio si parla di monitoraggio globale e di parole chiave che attivano campanelli di allarme; Abbiamo visto però che questa sorveglianza globale non basta a impedire l'attacco alle Twin Towers o le bombe alla maratona di Boston. Ma aggiungo che è più che normale cercare di spiare chiunque, anche i propri alleati. Se io fossi a capo di un servizio segreto di un qualsiasi paese e ne avessi la possibilità, sarei un idiota a non farlo, almeno in certi momenti delicati. Con tutto il rispetto per la privacy, ma se devo decidere un intervento militare o un accordo finanziario, devo sapere se i miei alleati siano davvero dalla mia parte.Lo spionaggio non è un'attività da gentiluomini e comporta azioni discutibili, illecite o semplicemente immorali. Il pericolo sorge quando la possibilità di agire in segreto viene impiegata in modo arbitrario o per interesse personale.
-Tu credi sul serio che la CIA lo ucciderà?

Ormai è tardi, Snowden è uscito allo scoperto e farlo tacere adesso sarebbe una mossa sconveniente, che porterebbe probabilmente all'apertura di archivi già al sicuro da qualche parte. proprio come assicurazione sulla vita. Sia chiaro che in questo momento espongo un ragionamento nello stile de "Il Principe".di Machiavelli, che non riflette la mia etica personale. Rimane l'accusa di tradimento, che sul piano legale non fa una grinza dato che si tratta di rivelazione di informazioni segrete, anche se al pubblico e di operazioni passate, non (in apparenza) al nemico e di operazioni in corso.
-Al suo posto,Nightshade,personaggio del tuo ultimo libro,come si comporterebbe?

Nightshade si è trovata più volte ad agire contro la volontà dei suoi superiori, soprattuto quando lavorava per la CIA, anche se alla fine la sua analisi della situazione veniva riconosciuta come la più lucida e le sue scelte come le più efficaci. Ma nel romanzo "Babilonia Connection" (2005), in cui trovava dalla parte di un militare britannico che aveva scoperto verità inconfessabili sulle fantomatiche armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, la tecnica usata è stata proprio quella di uscire allo scoperto, in modo che i servizi segreti non avessero più ragione di eliminare la persona che deteneva le informazioni.
-Cosa potremmo suggerire a Mr. Snowden?

Di restare dov'è, al sicuro fuori Mosca. La domanda che pongo io, però, è: come mai le sue rivelazioni sono arrivate dalla Cina, in un momento particolarmente opportuno per mettere in difficoltà il presidente americano nei suoi rapporti con la Repubblica Popolare? E ancora: che cos'ha dato in cambio Snowden ai servizi segreti di Mosca, per guadagnarsi l'ospitalità russa, a rischio di creare tensioni tra Putin e Obama? È chiaro che, crisi ideologica o meno, pentimento o meno, Snowden si è dovuto garantire una certa protezione dall'ira dei suoi ex datori di lavoro, protezione che suppongo sia arrivata in cambio di qualcosa. Le notizie rivelate al mondo confermano ciò che già si sapeva: che tutti spiano tutti. Ma è possibile che altre informazioni siano state usate in privato come moneta di scambio.
-Se il Cancelliere tedesco,una volta scoperta di essere stata spiata si fosse rivolta a Nightshade,cosa sarebbe successo a quest’ora?

Nightshade le avrebbe suggerito di migliorare le sue protezioni informatiche e in ogni caso di stare attenta a ciò che diceva al cellulare. E anche che non è opportuno usare senza la debita cautela le chiavette USB omaggio di Putin. 

-Gli americani hanno sempre fatto la parte dei buoni, anche nei film! Adesso ci vogliono far credere che Lassie in realtà sarebbe Dracula!Cosa ne pensi?

Gli americani non sono mai stati degli angioletti. A volte i loro obiettivi erano condivisibili, i mezzi impiegati per conseguirli no. Non è possibile dimenticare il loro sostegno a regimi nazi-fascisti o addirittura l'organizzazione logistica di colpi di stato, per contenere l'espansionismo sovetico. È un rischio che ha corso anche l'Italia. Il problema, come ammette un agente della CIA nel mio saggio "Le grandi spie" (Vallardi, ancora disponibile in ebook) è che ogni tanto gli americani hanno commesso degli errori. Perché la visione della realtà dagli USA - anche con un pizzico di ignoranza geopolitica da parte loro, se vogliamo - non coincide con quella da altre parti del mondo. E in ogni caso le bombe e le guerre, fino al volgere del millennio, scoppiavano altrove.
-Nei tuoi libri ami parlare senza mezzi termini.Mai temuto per la tua incolumità?

Be', devo dire che quando uscì la prima edizione di "Morte accidentale di una lady" (poi noto anche come "Ladykill" e "Complotto") in cui parlavo del caso Lady Diana in termini che all'epoca era proibito utilizzare, mia madre era un po' preoccupata. Ma di solito mi limito a tirare le somme di informazioni già disponibili al pubblico. Certo, rimane un pericolo: i miei lettori, intanto che si divertono a leggere una storia di avventure, possono essere indotti a pensare.

-A breve uscirà un tuo nuovo romanzo per Mondadori. Vuoi darci delle anticipazioni?

Da Segretissimo sarà in edicola per tutto dicembre (poi da gennaio solo in ebook) l'ottavo romanzo del ciclo di Nightshade, "Programma Firebird", che come gli altri della serie firmo con lo pseudonimo François Torrent, anche se ormai è di dominio pubblico che l'autore sono io e vi compare spesso anche Medina, eroe della serie che da quasi vent'anni scrivo invece con il mio vero nome.
In questa storia la spagnola Mercedes Contreras, alias "Nightshade" quando lavorava come contractor per la CIA, benché fuori dal gioco da otto anni, sfugge a un attentato da parte della mafia turca, con cui non ha mai avuto a che fare in vita sua. E scopre che, altrettanto inspiegabilmente, anche la sua rivale storica, la boliviana Rosa "Sickrose" Kerr è sulla stessa lista nera. Il che porta le due ex avversarie a collaborare nelle indagini, cosa stupefacente per chi ha seguito gli episodi precedenti (e chi se li fosse persi potrà recuperarli dal 2014 in una nuova edizione da libreria). La soluzione del mistero riguarda tanto le nuove frontiere della tecnologia, quanto le contraddizioni della situazione in Siria. Non va dimenticato che un intervento americano contro Bashar al Assad, di cui si è parlato a lungo la scorsa estate, avrebbe messo dalla stessa parte della barricata i Marines e i militanti di Al Qaeda, il nemico numero uno degli USA.
Ma l'azione e la trama spionistica non impediscono al lettore di scoprire i lati umani delle due protagoniste.

-Cambiando completamente argomento…Quale il rapporto tra scrittore e donne?

Le amo, scrivo sempre più spesso storie dal punto di vista femminile, ultimamente ho scritto a quattro mani (soprattutto per edizioni in ebook) con la scrittrice Ermione storie a sfondo erotico, un'esperienza istruttiva che sta dando frutti anche in ciò che pubblico per mio conto... ma da questo a dire che le capisco ce ne corre!

-Se dovessi scegliere tra un buon libro ed una bella donna…?

La bella donna, s'intende, purché non abbia un encefalogramma piatto. Di solito, sotto questo aspetto, sono fortunato.

-Qualcuno ha affermato che sulla morte di Lady Diana Spencer non vi sarebbe mai stato nessun complotto…In definitiva si sarebbe trattato di un semplice incidente…Cosa ne pensi?

Il numero di forzature in quella vicenda è tale che bisognerebbe dimostrare che NON ci sia stato un complotto, anziché il contrario. Lo pensavo quando ho scritto il mio libro e adesso comincia a pensarlo anche Scotland Yard, che dalla scorsa estate indaga proprio nella direzione che ho indicato sedici anni fa.

-Suggeriresti ai Suoi figli di…”guardarsi le spalle?”Non si sa mai…I talebani pare che uno lo vogliano già uccidere…

Almeno i talebani sono "il nemico". È molto più rischioso quando gli avversari sono ufficialmente dalla tua stessa parte. Ma per non correre rischi basta non provocare l'ira dei potenti, contrariamente a quanto fece Lady Diana nel 1997.

-Andrea Carlo Cappi…Come mai uno scrittore come te ,famoso e stimato ,frequenta “I Viaggiatori Ignoranti”? Vuoi farti del male o ritieni possa essere istruttivo?

La coscienza della propria ignoranza dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi viaggio, vero o simbolico, quindi è una disposizione d'animo in cui mi riconosco. L'importante è tornare avendo imparato qualcosa.

-Puoi dirci…a grandi linee i tuoi prossimi impegni letterari…?Giusto per poterti seguire o ,se preferisci,farti inseguire…..Grazie!

Sto ancora promuovendo l'ebook "Nuova carne", scritto con Ermione (eroscultura.com), un racconto erotico-postatomico. Ma in questi giorni arriva un'antologia che ho curato di recente e cui partecipo anche come autore, "Un giorno a Milano" (in libreria dal 12 novembre 2013 da Novecento Editore); il mio racconto ha per protagonista Carlo Medina e si intreccia con le altre storie, tutte ambientate nello stesso giorno. È in uscita da Cordero Editore il mio manuale di scrittura creativa "Lettera K". Ai primi di dicembre 2013, come abbiamo detto, esce in edicola "Nightshade: programma Firebird" (Segretissimo Mondadori). Nel gennaio 2014 dovrebbe arrivare in libreria dall'editore Anordest il primo volume di un ciclo horror-erotico, "Danse Macabre-Le vampire di Praga"; Nel febbraio 2014 dovrebbe essere il momento della riedizione di "Nightshade-Obiettivo Sickrose" in libreria da CentoAutori, in una nuova collana dedicata al thriller internazionale. E intanto, fra una traduzione e l'altra, continuerò a scrivere.

A presto! 

K

Intervista di Fabio Viganò.

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